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L'italo-americano degli emigrati lucchesi negli Stati Uniti

Studio sulla lingua degli emigrati lucchesi negli Stati Uniti. Breve storia dell'emigrazione. Analisi corpus inedito e originale.
Il mio interesse per l’emigrazione degli italiani in America è nato circa due anni fa, dopo un viaggio negli Stati Uniti, precisamente a Chicago, dove sono stata ospite presso una famiglia di origini italiane. A Chicago ho conosciuto anche altri emigrati provenienti dalla Penisola, in particolare lucchesi, i quali parlavano una lingua particolare, non il “nostro” italiano: il loro idioma era uno strano miscuglio di inglese e italiano che possiamo definire “italo-americano”.
L’analisi linguistica è stata effettuata sotto sei punti di vista: la grafia, la fonetica, la morfologia, la sintassi, il lessico e la testualità. Essa sarà tutt’altro che esaustiva, ma si propone di provare a descrivere i tratti peculiari dell’italo-americano degli emigrati della Lucchesia. Oltre ad alcuni degli studiosi già citati in precedenza, come Haller (1993, 1991) e Menarini (1947), vengono utilizzati come bibliografia di riferimento i lavori di D’Achille (1994), Gibelli e Caffarena (2001), Gusmani (1986) e Rosi Galli (2009); quest’ultimo, in particolare, è uno studio che mi è stato molto utile per l’individuazione, all’interno delle lettere, di tratti peculiari lucchesi o più in generale toscani.

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PARTE I: Cenni storici Capitolo 1 BREVE STORIA DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA L’emigrazione ha avuto ritmi ed intensità diverse nel corso dei secoli, a seconda delle diverse aree di destinazione e dei differenti Paesi di provenienza (Pacini 1987, p. 90). In particolare, in questo elaborato analizzerò il fenomeno migratorio italiano tra Ottocento e Novecento, che è stato di enorme portata e riguardò indistintamente nord e sud della Penisola. Le ragioni che spinsero all’estero i nostri connazionali in quel periodo furono prevalentemente di natura economica e si calcola che dall’Italia, tra il 1876 e il 1976, siano espatriate 25.800.000 persone (Turchetta 2005, p. 4). Generalmente si parla di emigrazione italiana facendo riferimento ai flussi migratori compresi nei cento anni che vanno dagli anni ’70 dell’Ottocento agli anni ’70 del Novecento, ma questo non significa che l’emigrazione nella Penisola non fosse presente anche prima di tale periodo: già il censimento ufficiale del 1871, infatti, documentò l'esistenza di comunità di emigrati italiani all’estero in quantità ingenti; tuttavia non esistono dati veramente certi sul fenomeno migratorio che ci descrivano la situazione prima del 1876, anno in cui fu pubblicato il primo censimento ufficiale sull’emigrazione curato dalla Direzione Generale di Statistica (Golini, Amato 2001, p. 49). Per ripercorrere la storia dell’emigrazione italiana, alcuni studiosi hanno individuato quattro fasi principali, ognuna con caratteristiche economiche, demografiche e sociali proprie: - prima fase: dal 1876 al 1900; - seconda fase: dai primi del 900 alla Prima Guerra Mondiale; - terza fase: il periodo tra le due Guerre; - quarta fase: dal secondo dopoguerra alla fine degli anni ‘70; (Golini, Amato 2001, p. 48). Nel primo periodo si sviluppò un’emigrazione di tipo transoceanico a causa dell’ingente offerta di lavoro presente nel mercato del Nord America, dove 5

Diploma di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Diletta Caponi Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.