Il discorso programmatico del presidente del consiglio nella "infinita" transizione italiana. Un'analisi comparata (2011-2014)

In questo lavoro ho analizzato il contenuto dei discorsi programmatici dei Primi Ministri.
Il metodo che ho adottato è stato sviluppato all’interno del Dipartimento di studi politici e sociali “Mario Stoppino” dell’Università di Pavia, dai precedenti lavori di Giorgio Fedel e di Simone Tiglio. Giorgio Fedel aveva iniziato questo lavoro, analizzando i discorsi dei presidenti del consiglio durante la Prima Repubblica italiana. Simone Tiglio aveva proseguito questo tipo di analisi concentrandosi sul periodo compreso tra il 1994 ed il 2008, e aveva osservato alcune variazioni. Il mio lavoro sviluppa i precedenti, e si focalizza sui discorsi degli ultimi tre presidenti del consiglio: Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi.
Con le mie analisi ho potuto verificare l’esistenza di una relazione fra il contesto politico ed il linguaggio utilizzato dal presidente del consiglio.
Ho inoltre dimostrato che il nuovo quadro politico è molto simile a quello descritto da Giorgio Fedel nella Prima Repubblica. La fase di transizione che si è aperta nel 1994 sembra essersi quindi arrestata.
In questo contesto, tuttavia, la vera notizia è il ridimensionamento del ruolo dei partiti, che non sono in grado di offrire prospettive di stabilità al governo.
Concludo osservando che in questo periodo il parlamento sta discutendo alcune importanti riforme istituzionali ed una nuova legge elettorale. Questi fattori sono tipici di una fase di transizione. Se questo lavoro verrà concluso positivamente, il prossimo presidente del consiglio marcherà con il suo discorso l’inizio di una nuova Repubblica.

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1 Introduzione uesto lavoro nasce dal desiderio di approfondire e mettere in pratica una metodologia di analisi nata e sviluppatasi in seno al Dipartimento di studi politici e sociali “Mario Stoppino” dell’Università di Pavia 1 , in seguito ad una ricerca promossa dal CNR, intitolata “I simboli di legittimità nel sistema politico italiano (1948-1992).” Il testo cardine al quale occorre fare riferimento è l’articolo “Le dichiarazioni programmatiche del primo ministro. Un’analisi comparata dei casi italiano, britannico e tedesco”, 2 pubblicato dal prof. Giorgio Fedel nel 1998. Questo testo, come spiegato dal suo estensore, “ha carattere pionieristico (…), analisi del genere non sono mai state tentate” prima. Il lavoro di Fedel è stato ripreso dal dott. Simone Tiglio nel 2010, con l’articolo “Il discorso programmatico del capo del Governo nella Transizione italiana: una comparazione con la ‘Prima Repubblica’”, 3 che aggiorna la ricerca fino al discorso programmatico proferito da Silvio Berlusconi nel 2008. Con il presente lavoro intendo condividere questo stesso solco, e proseguire le analisi sul discorso di fiducia dei primi ministri, concentrandomi su quelli italiani. L’obiettivo che mi pongo è verificare quali variazioni del linguaggio politico - connesse, come vedremo, ad 1 Il “Centro interuniversitario di Analisi dei Simboli e delle Istituzioni Politiche” (CASIP) fu fondato a Pavia nel 1997 da Mario Stoppino, al quale il centro è stato dedicato dopo la sua scomparsa. Coinvolge, oltre all’Università degli Studi di Pavia, anche l’ateneo di Trento e l’Università Cattolica di Milano. 2 Giorgio Fedel, “Le dichiarazioni programmatiche del primo ministro. Un’analisi comparata dei casi italiano, britannico e tedesco”, in “Saggi sul linguaggio e l’oratoria politica”, pp. 51-110. Giuffré, 1999 (prima versione pubblicata in “Quaderni di scienza politica”, V, 1998, n.1, pp. 1-53). 3 Simone Tiglio, “Il discorso programmatico del capo del governo nella transizione italiana: una comparazione con la ‘Prima Repubblica’”, in “Quaderni di scienza politica” ,XVII, 2010, n.1, pp.39- 89. Q

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Pier Luigi Feltri Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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