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Il ruolo della care personalizzata nella promozione dello sviluppo psicomotrio del neonato Late-Preterm

Background. L’efficacia della Care nella promozione dello sviluppo dei gravi prematuri e dei neonati a rischio è documentata da vari studi. Con questa tesi si è voluto misurare se l’applicazione della “Developmental Care” possa favorire il benessere psicofisico anche del neonato Late-Preterm e facilitare la relazione genitore-bambino. Recenti studi hanno evidenziato che questi neonati, nati tra le 34 e le 36 settimane più 6 giorni di età gestazionale (EG), dimostrano una maggiore frequenza di outcome patologici dello sviluppo neuro-comportamentale rispetto ai nati a termine. Per questo motivo si è ritenuto importante valutare la correlazione tra accudimento personalizzato e sviluppo psicomotorio.
Disegno di ricerca e metodi. La prima parte del lavoro prende in esame le conoscenze medico-scientifiche sui neonati Late-Preterm e l’evoluzione del concetto della Care (Brazelton e Als). La seconda parte rappresenta la descrizione dello studio sperimentale e l’analisi dei risultati ottenuti. L’attività, svolta su una casistica di tipo “caso-controllo”, comprende un campione di 26 neonati Late-Preterm reclutati alla nascita e suddivisi in modo casuale nei due gruppi. Ai genitori del gruppo dei casi sono state fornite dal Fisioterapista le indicazioni di accudimento sulla base della Developmental Care, mentre al gruppo dei controlli sono state fornite le cure standard abitualmente applicate in reparto. Tutti i neonati sono stati rivalutati in due sedute di follow-up: la prima a 40 settimane di EG con l’utilizzo della versione semplificata della “Neonatal Behavioral Assessment Scale” (NBAS); la seconda al compimento del 3° mese di età corretta con l’utilizzo della “Bayley Scales of Infant Development Second Edition” (BSID II). Durante il secondo incontro è stato proposto ai care-giver anche un questionario volto ad indagare emozioni e sensazioni riguardo all’esperienza di cura del neonato.
Risultati. Dall’analisi delle NBAS si è rilevato che il gruppo dei casi ha necessitato di meno facilitazioni (8,6 vs 10,1) e ha dimostrato meno segnali di stress (3,4 vs 3,5) rispetto al gruppo dei controlli; inoltre i casi hanno presentato maggiore variabilità delle posture e minori asimmetrie. Dalla valutazione BSID II si è rilevata una notevole differenza negli outcome neuro-comportamentali a favore del gruppo dei casi, in particolare, per quanto riguarda le performance della scala cognitiva e comportamentale (P-value <0,005). Nonostante le migliori prestazioni dal punto di vista qualitativo del gruppo dei casi è importante sottolineare come le performance sono risultate per tutti i bambini entro la norma. La BSID II e il questionario, hanno inoltre rilevato che molti genitori hanno ritenuto utili le informazioni ricevute perché in grado di supportare le loro capacità e la relazione con il figlio.
Discussione e conclusioni. Lo studio ha dimostrato come le indicazioni date ai genitori, integrate dalle dimostrazioni pratiche, dalla visione di filmati dimostrativi e dalla consegna del libretto riassuntivo, hanno permesso loro di avere maggiore competenza e sicurezza nell’osservazione e nell’accudimento del proprio bambino. Si è potuto, quindi, osservare come gli obiettivi della Care siano facilmente raggiungibili attraverso una presa in carico attenta e personalizzata del sistema bambino-famiglia dimostrando l’importanza che l’accudimento abilitativo assume nella promozione dello sviluppo psicomotorio anche dei neonati Late-Preterm.

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6 Introduzione A partire dagli anni ’70-’80, grazie ai progressi dell’assistenza prenatale e perinatale all’interno dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale, si assiste ad una riduzione della mortalità neonatale e ad una modificazione della morbidità connessa alla nascita pretermine ed alla prematurità. È ormai nota l’efficacia della “Developmental Care”, personalizzata e incentrata sulla famiglia, nella promozione dello sviluppo psicomotorio dei gravi prematuri e dei neonati ad alto rischio. La Care, intesa come un insieme di premure ed accorgimenti adottati per migliorare la qualità di vita del neonato e per limitare al massimo i suoi disagi, ha come obiettivi: la creazione di condizioni favorevoli per l’accoglienza del bambino e dei genitori, la prevenzione e riduzione dei fattori di rischio, la promozione dello sviluppo e della stabilità delle funzioni dell’organismo, degli stati comportamentali, dell’organizzazione posturo-motoria e delle competenze relazionali. Dagli studi più recenti si è evidenziato come, anche i neonati lievemente prematuri o late-preterm, nati tra le 34 e le 36 settimane più 6 giorni di età gestazionale ed erroneamente ritenuti non a rischio, dimostrino una maggiore frequenza, rispetto ai nati a termine, di outcome patologici a lungo termine per quanto riguarda lo sviluppo neuro-comportamentale. Questa Tesi intende valutare se, anche nei neonati late-preterm la Care personalizzata può avere una reale efficacia nel favorire il benessere psicofisico del neonato e facilitare la relazione genitore-bambino. Questo lavoro si compone di due parti principali: la prima parte prende in esame lo stato dell’arte per quanto riguarda le conoscenze sui neonati late-preterm (incidenza, mortalità, morbidità, patologie associate ed outcome) e l’evoluzione del concetto di Care a partire dalle teorie proposte da T. B. Brazelton e H. Als; la seconda parte, invece, comprende la descrizione dello studio sperimentale e l’analisi dei risultati ottenuti. L’attività sperimentale è stata condotta in collaborazione con il reparto di Patologia Neonatale ed il Nido dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia (AOUSMM) di Udine. Per lo svolgimento di questo lavoro si è scelto

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Evelin Miani Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 815 click dal 30/10/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.