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Appunti per un'Orestiade africana di Pier Paolo Pasolini

Un progetto di tesi su gli Appunti per un’Orestiade africana non può prescindere dal genere filmico, tutt’altro che codificato, a cui la critica specializzata ha ascritto l’opera di Pier Paolo Pasolini fin dalla sua prima proiezione: si è parlato di documentario, di reportage, di mediometraggio d’inchiesta, ma la definizione “film su un film da farsi” fornita dallo stesso autore sembra la più adatta a rivelare con quale spirito, nel 1969, il poeta e regista friulano si avvicinava alla rilettura di Eschilo in forma cinematografica.
È proprio sul tentativo di classificazione che, dopo un breve resoconto biografico, questo lavoro si concentra: l’obiettivo è quello di consegnare un contributo – seppur in forma sintetica e dal carattere introduttivo – a coloro che intendano avvicinarsi allo studio del film «più nascosto di Pasolini». Dopo un’analisi “scena per scena” verrà valutata quantitativamente e qualitativamente l’accoglienza che i quotidiani e periodici nazionali hanno destinato alla pellicola pasoliniana, per poi soffermarsi sulle ragioni artistiche e i propositi culturali che hanno ispirato l’ambientazione della trilogia eschilea sul suolo africano.
Al fine di fornire un punto di vista quanto più esteso sul rapporto tra autore antico e autore moderno non si sono potute tacere le conseguenze del loro primo incontro – la traduzione dell’Orestiade che Pasolini affrontò nel 1959 – riverberatesi fino a condizionare in modo decisivo il modello interpretativo che soggiace al film.

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4 I. Appunti per un’Orestiade africana I.1 L’autore Pier Paolo Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo 1922, primogenito di Susanna Colussi, maestra elementare, e di Carlo Alberto Pasolini, tenente di fanteria. La famiglia è costretta a continui trasferimenti a causa delle campagne militari del padre: nel 1927 sono a Conegliano, dove Pier Paolo viene iscritto, con un anno di anticipo, alla prima elementare. L’anno successivo Carlo Pasolini è agli arresti per debiti di gioco: Pier Paolo e il secondogenito Guidalberto sono ospiti della casa materna a Casarsa della Delizia, dove la madre riprende ad insegnare per far fronte alle difficoltà economiche. Terminato il periodo di detenzione, la famiglia Pasolini si riunisce a Sacile nel 1929, dove Pier Paolo frequenta la terza elementare e scrive in un quadernetto 2 , illustrandole con disegni, le prime poesie sulla natura che osservava a Casarsa. Seguendo il nomadismo del padre, frequenta a Idria un cinematografo tenuto dai preti dove assiste alle proiezioni degli ultimi film muti, mentre la sua carriera scolastica prosegue a Conegliano quando nel 1930 è ammesso alla prima 2 Questa prima testimonianza dell’esordio poetico di Pasolini andò perduta (come altre in seguito) durante il periodo bellico.

Diploma di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Rocco Arienti Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 641 click dal 01/12/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.