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La saga di Harry Potter: fabula, trame allegoriche e la rilevanza di The Deathly Hallows

Informazioni tesi

  Autore: Ottavia Ghelardoni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Laura Giovannelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

Dopo una prima analisi introduttiva sul rapporto tra la Chiesa cattolica e la saga di Harry Potter, arricchita da citazioni dalla Bibbia, riferimenti al Malleus Maleficarum (Il Martello delle Streghe) e uno scambio epistolare tra l'allora cardinale Ratzinger e la sociologa tedesca Gabriele Kuby, si cerca di far trasparire l'ottusità del pensiero religioso verso una saga di stampo sovrannaturale e la totale repulsione di quelle che sono le apparenti tematiche principali del sovrannaturale e del magico. Questa tematica viene sviluppata sotto un altro punto di vista: quello dell'autrice della saga J.K.Rowling. Attraverso un excursus sulla sua vita, vengono chiariti dei punti-cardine dell'origine dell'ideazione del suo fantastico capolavoro narrativo: esperienze di vita dall'infanzia all'età adulta hanno formato il carisma di questa scrittrice che riversa tutta la sua personalità una serie meravigliosa di libri, che non hanno niente a che vedere con l'occultismo e le pratiche sataniche a cui fa riferimento la Chiesa.
In seguito viene proposta una schematizzazione della struttura dell'intera saga, analizzata da uno dei temi ricorrenti: la Morte.
Si nota che nei primi tre libri, La Pietra Filosofale, La Camera dei Segreti, Il Prigioniero di Azkaban, (The Philosopher's Stone, The Chamber of Secrets, The Prisoner of Azkaban) la Morte è solo un avvertimento, ma non si manifesta.
Nel secondo ciclo di libri, Il Calice di Fuoco, L'Ordine della Fenice, Il Principe Mezzosangue (The Goblet of Fire, The Order of the Phoenix, The Half-blood Prince) si nota un climax ascendente della Morte nella vita del protagonista Harry Potter: dapprima l'amico Cedric Diggory, in seguito il padrino Sirius Black ed infine il suo preside e mentore Albus Silente (Dumbledore).
Il settimo ed ultimo libro accoglie il tema della Morte culminando il crescendo del volume precedente in una manifestazione assolutamente totalizzante: grazie all'analisi e la traduzione del saggio "The Deathly Hallows Lectures" del professore americano John Granger, è possibile associare una simbologia ben determinata ai Doni della Morte che la Rowling rende protagonisti del capitolo conclusivo della saga. Associati al tema della Morte, si desumono temi come l'Amore familiare e la Forza interiore di contrapporsi non senza sacrificio alle problematiche della vita, temi che si riscontrano nella vita dell'autrice, e che sono alla base della sua creazione letteraria. J.K. Rowling si serve della magia come stratagemma contingente e non come soluzione alle problematiche della vita dei personaggi, sottolineando un parallelismo con la sua esperienza.

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3 Critiche da parte cristiana 1. I difensori del Cristianesimo e Harry Potter “Non lascerai vivere la strega”, Esodo 22-18, Bibbia Questo versetto della Bibbia lascia chi lo legge con ben pochi dubbi: chiunque sia un devoto credente, è tenuto ad obbedirvi. La strega deve essere eliminata. Ma chi è la strega? Come può un timorato di Dio riconoscerla nella nebbia nefanda che aleggia nel mondo oggigiorno? In passato si riteneva che la strega fosse colei che, avendo rinnegato la purezza dell’anima e l’amore per Dio, si era dedicata alla magia nera, abbracciando un’ esistenza votata al diavolo e alle tenebre. Alcune streghe erano in grado di curare, altre di procurare lesioni, ed altre ancora potevano fare entrambe le cose. Heinrich Institor e Jacob Sprenger affermarono addirittura che le più perverse erano solite divorare anche i bambini . Per secoli i ministri della Chiesa sono andati predicando la “Luce di Dio” come unica via di salvezza e innocenza, reprimendo con durezza e ferocia chiunque vi si opponesse, additando inesorabilmente ogni tipo di ostilità, paganesimo e blasfemia. Centinaia di processi per stregoneria furono celebrati dai fanatici inquisitori tedeschi Institor 1 e Sprenger 2 , i quali, incontrando ovvie resistenze civili ed ecclesiastiche, si rivolsero al Pontefice Innocenzo VIII, che rispose prontamente accordando loro il permesso di procedere con ogni mezzo opportuno e necessario alla repressione. Nella sua Bolla Papale 3 , egli fornì un quadro preciso delle presunte streghe che imperversavano nella Germania settentrionale. Qui “nefandezza” e “delitto” sono ritenuti atti istigati dal 1 Heinrich "Institor" Kramer nacque nel Schlettstadt nel 1430 e morì a Brno nel 1505. Fu un religioso tedesco, Grande Inquisitore del Sacro Romano Impero in Tirolo e scrisse Il Martello delle Streghe insieme a Sprenger. 2 Jacob Sprenger nacque a Rheinfelden, in Svizzera nel 1463 e morì a Strasburgo nel 1495. Fu teologo e sostenitore dell’Inquisizione, e scrisse Il Martello delle Streghe insieme a Institor. 3 Innocenzo VIII , “Summis desiderantes affectibus”, 5 dicembre 1484. http://www.stregoneriapagana.it/farisei0_12.html . “Mediante incantesimi, formule, scongiuri e ogni altro abominevole sortilegio criminale operano affinché le donne abortiscano, e siano isteriliti, soppressi e distrutti i feti degli animali, i prodotti della terra, l'uva delle viti, i frutti degli alberi, gli uomini e le donne, gli animali domestici e quelli da soma, le pecore e ogni sorta di bestiame e finanche le vigne, i frutteti, i prati, i pascoli, i cereali, il frumento e ogni altra specie di verdura. . Cercano di impedire gli uomini di generare, alle donne di concepire, e di rendere impossibile ai coniugi di compiere il loro dovere sponsale. Non temono di rinnegare, con bocca sacrilega, la fede ricevuta col santo battesimo, ne di compiere e perpetrare un gran numero di altre nefandezze e delitti, istigati dal nemico del genere umano, mettendo così in pericolo le loro anime, offendendo la divina maestà e divenendo esempio scellerato e scandalo per molti”.

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harry potter
j.k. rowling
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