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Il trasporto ferroviario di merci in Italia tra vincoli e opportunità di crescita

Il settore dei trasporti oggi, all’interno dell’Unione Europea a 28 Stati, ha un ruolo di primaria importanza per lo sviluppo economico, consta il 5% del PIL e 11 milioni di risorse umane impiegate. Sin dalle Loro origini, le Autorità Comunitarie, hanno attuato politiche nel settore dei trasporti indirizzate all’ apertura del mercato, alla realizzazione di condizioni concorrenziali eque e alla realizzazione di una mobilità sostenibile. In particolare, alla luce di obbiettivi di mobilità sostenibile si è cercato di dare maggiore stimolo al potenziamento del trasporto su rotaia. Le direttive emanate dalle Autorità Comunitarie sono state recepite da ciascun Stato membro in maniera del tutto differente, determinando livelli differenti di competitività, in particolare in Italia, ove la recezione è avvenuta con particolare ritardo, inficiando sulla libera concorrenza e l’originarsi dei newcomers.
Il presente lavoro di tesi, si focalizza sul trasporto merci su rotaia in Italia e si pone l’obbiettivo di dare chiarezza circa i passaggi che hanno contribuito che in Italia non si sviluppasse tale modalità di trasporto maggiormente sostenibile a livello ambientale e sociale, pertanto in linea con gli obbiettivi comunitari. In Italia, difatti, vi è una situazione poco virtuosa in termini di merci trasportate su rotaia, solo il 9% delle merci, a differenza di quanto avviene in Germania ove il 21% delle merci viene trasportata su ferrovia.
Dopo aver mostrato la convenienza in assoluto del trasporto ferroviario in ottica di costi sociali, cioè quei costi che ricadono sull’intera collettività sotto forma di danni sanitari, ambientali e alle attività produttive e sociali, l’elaborato prende in esame la regolamentazione comunitaria e mostra il lassismo delle Autorità Italiane nel darne attuazione, prima motivazione di un livello di competitività decisamente basso rispetto ad altri Paesi Comunitari. La tesi, pone l’attenzione sul contesto italiano, confrontando le quote di mercato di Trenitalia Cargo, ex monopolista, e le altre imprese ferroviarie. L’analisi evidenzia come l’ex monopolista detenga quote maggiori in ogni area del Paese, costatando la difficile situazione italiana in termini di concorrenza nel settore.
L’elaborato, in conclusione, mette in evidenza che, oltre ad esserci stati dei forti vincoli alla reale liberalizzazione del settore, le Autorità Italiane si sono trovate e si trovano davanti ad un importante opportunità per ristrutturare l’impianto logistico italiano, oggi ritenuto piuttosto inefficiente, ma che allo stato attuale non sembra abbiano la volontà di cogliere.

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4 Introduzione Il settore dei trasporti oggi, all’interno dell’Unione Europea a 28 Stati, ha un ruolo di primaria importanza per lo sviluppo economico, consta il 5% del PIL e 11 milioni di risorse umane impiegate. Sin dalle Loro origini, le Autorità Comunitarie, hanno attuato politiche nel settore dei trasporti indirizzate all’ apertura del mercato, alla realizzazione di condizioni concorrenziali eque e alla realizzazione di una mobilità sostenibile. In particolare, alla luce di obbiettivi di mobilità sostenibile si è cercato di dare maggiore stimolo al potenziamento del trasporto su rotaia. Le direttive emanate dalle Autorità Comunitarie sono state recepite da ciascun Stato membro in maniera del tutto differente, determinando livelli differenti di competitività, in particolare in Italia, ove la recezione è avvenuta con particolare ritardo, inficiando sulla libera concorrenza e l’originarsi dei newcomers. Il presente lavoro di tesi, si focalizza sul trasporto merci su rotaia in Italia e si pone l’obbiettivo di dare chiarezza circa i passaggi che hanno contribuito che in Italia non si sviluppasse tale modalità di trasporto maggiormente sostenibile a livello ambientale e sociale, pertanto in linea con gli obbiettivi comunitari. In Italia, difatti, vi è una situazione poco virtuosa in termini di merci trasportate su rotaia, solo il 9% delle merci, a differenza di quanto avviene in Germania ove il 21% delle merci viene trasportata su ferrovia. Dopo aver mostrato la convenienza in assoluto del trasporto ferroviario in ottica di costi sociali, cioè quei costi che ricadono sull’intera collettività sotto forma di danni sanitari, ambientali e alle attività produttive e sociali, l’elaborato prende in esame la regolamentazione comunitaria e mostra il lassismo delle Autorità Italiane nel darne attuazione, prima motivazione di un livello di competitività decisamente basso rispetto ad altri Paesi Comunitari. La tesi, pone l’attenzione sul contesto italiano, confrontando le quote di mercato di Trenitalia Cargo, ex

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Luigi Castiello Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 749 click dal 19/11/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.