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La domenica sportiva, il nuovo romanzo epico

La mia tesi analizza l'importanza sociale dello sport, strettamente connessa alla narrazione epica che da sempre lo contraddistingue. Inoltre, riprendendo alcune cronache di celebri giornalisti sportivi (Gianni Brera, Gianni Mura, Gianni Clerici e Giorgio Cimbrico), mi occupo in particolare di sei discipline (atletica, calcio, ciclismo, motociclismo, rugby e tennis). Ma sono tanti gli sport trattati nella tesi, che si presenta come un'antologia, una raccolta di alcune tra le più belle vicende della storia sportiva. Le tre interviste esclusive a Federico Buffa (lo storyteller sportivo del momento), a Simona Ercolani (ideatrice e curatrice di "Sfide", storico programma di Rai Tre) e a Giorgio Terruzzi (volto noto di Premium Sport e curatore del programma "Heroes - Lo sport nel cuore") introducono all'ultima parte dell'elaborato, dove prendo in esame le loro tre trasmissioni soffermandomi sulle puntate che ho reputato maggiormente significative.

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    1   Premessa Il titolo della tesi non deve trarre in inganno: “La Domenica Sportiva”, storica trasmissione della Rai dal 1953, è citata per un semplice gioco di parole. Il dì di festa di leopardiana memoria resta, infatti, il momento per eccellenza delle battaglie sportive, quello in cui si scaldano i motori per le gare di Formula Uno o MotoGp e scende in campo la Serie A, mentre, in contemporanea, i campioni del tennis si giocano una finale prestigiosa e i ciclisti si sfidano nelle grandi corse. È un codice che persiste nell’immaginario collettivo, anche se, negli ultimi anni, è stato messo in discussione dalle esigenze televisive, con lo sport diventato un appuntamento pressoché quotidiano. Il paradigma della sottomissione alla dea Televisione è rappresentato dal campionato italiano di calcio, ormai adeguatosi al vezzo internazionale del cosiddetto “spezzatino”, cioè la distribuzione delle partite, ovviamente con orari prestabiliti e non estranei alla logica dello share, su più giorni. L’universo sportivo contemporaneo, vincolato al vil denaro e alla tecnologia, scosso da futili polemiche e da un virus assai difficile da debellare come il doping, sembra in apparenza molto distante dall’epos delle origini. Ma, proprio in un contesto così ostile, le trasmissioni sul racconto sportivo in chiave epica si sono ritagliate uno spazio considerevole nei palinsesti televisivi, raccontando i campioni del passato, rispolverando le storie entrate nel mito, nella leggenda. Proprio da appassionato e attento osservatore di programmi come “Sfide”, “BuffaRacconta” e “Heroes”, a metà tra il documentario e la pièce teatrale, ho scelto la narrazione epica delle gesta sportive come argomento per la mia tesi, con l’intimo desiderio di provare a convincere i più scettici sull’importanza sociale dello sport, troppo spesso considerato uno svago, un divertimento, talvolta, parafrasando Karl Marx, un moderno oppio dei popoli. In realtà, come vedremo, esso è un prezioso strumento aggregativo e riflette la cultura di ogni paese. Nel primo capitolo faccio un’analisi sociologica del fenomeno sportivo, soffermandomi poi sulle caratteristiche del suo linguaggio, da sempre molto vicino a quello dei poemi epici. Gli eroi cantati da Omero sono associati agli atleti contemporanei per le trame complesse che contraddistinguono le loro parabole esistenziali, spesso dominate dal motivo ricorrente del tragico.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Federico Parodi Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

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