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La comunicazione ipnotica nel paziente affetto da dolore oncologico. Una revisione della letteratura

SCOPO: Il dolore cronico affligge la maggior parte dei pazienti con malattia tumorale e diventa un problema nel momento in cui i malati non sanno controllarlo e gestirlo.
Nasce dunque la necessità d’indagare tra le terapie non farmacologiche e tra queste troviamo l’ipnosi che ha la possibilità di dare sollievo e benefici ai pazienti. Lo scopo di questa revisione è quello d’indagare possibili ambiti di ricerca, far emergere quella presente e dare spazio a questa pratica così poco sviluppata quanto utile.
MATERIALI E METODI: Questa revisione della letteratura effettuata in PubMed, Cynhal, Cocrhane e PsycInfo analizza RCT, trial terapeutici, studi di revisioni sistematiche basati su pazienti adulti oncologici terminali, con metastasi o posttrattamento tutti accomunati dal dolore cronico.
RISULTATI: Gli studi mostrano che l'ipnosi è efficace per ridurre il dolore cronico, anche se i risultati variano tra gli individui. Mostrano anche che i trattamenti ipnotici hanno una serie di effetti positivi che vanno oltre il dolore e hanno il potenziale d’aumentare il benessere dei pazienti.
DISCUSSIONE E CONCLUSIONI: Gli studi analizzati risultano concordanti tra loro nel riferire l’utilità dell’ipnosi in ambito oncologico, con le limitazioni d’aver piccoli campioni di studio e poche standardizzazioni e confronti. I dati riportati da questi studi possono avere importanti implicazioni per il modo in cui gli infermieri possono aiutare i malati a sperimentare il massimo beneficio dall’ipnosi, trattamenti che includono componenti ipnotiche e formazioni all’autoipnosi.

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7 CAPITOLO PRIMO 1.1 Dolore cronico/oncologico si definisce un dolore totale Il dolore è definito come un’esperienza spiacevole, sensoriale ed emotiva, associata ad un danno tessutale reale o potenziale (IASP, 1979) e può essere considerato a tutti gli effetti il quinto parametro vitale che, come tale, deve essere accertato, monitorato e gestito. Il dolore è quindi un’esperienza soggettiva ed è influenzata da fattori culturali e da altre variabili psicologiche. Con dolore cronico s'intende quel dolore che si protrae oltre il normale decorso di una malattia acuta, più di 6 mesi (Elkins, 2007), o al di là del tempo di guarigione previsto, si tratta dunque di un’esperienza complessa che richiede approcci molteplici sia per la valutazione che per il trattamento. Il dolore cronico è spesso presente nelle malattie degenerative, neurologiche, oncologiche specie nelle fasi avanzate di malattia ed è proprio in questi casi che il dolore cronico diviene dolore globale coinvolgendo, oltre la sfera fisica, quella psicologica e sociale alterando così la qualità di vita dei pazienti descritta nel 1985 dalle pioniere del Quality of life index (QLI) Carol Ferrans e Marjorie Powers come «una sensazione di benessere della persona che deriva dalla soddisfazione o frustrazione nelle aree di vita che sono importanti.». Il dolore può limitare in tutto o in parte le attività quotidiane: il paziente può non essere più in grado di mangiare, può non riuscire a dormire ed essere nervoso (Keefe, 1982). E' molto probabile che il malato si senta frustrato, triste e depresso. Per familiari e amici non è semplice comprendere lo stato d'animo del paziente che tenderà a sentirsi solo. La psicologia del dolore cronico è complessa e i fattori sociali così come le strategie di coping dovrebbero essere valutati (Singh, Chaturvedi, 2015). 1.1.1 Tipologie di dolore Le manifestazioni cliniche della sintomatologia dolorosa possono essere diverse: DOLORE NOCICETTIVO: causato da stimolazione delle terminazioni nervose (nocicettori), è presente nel 90% dei pazienti, l’intensità è correlata con l’entità del danno tissutale. Può essere distinto in: - dolore nocicettivo somatico: quando è causato da una lesione dei tessuti (soma) come la pelle e i muscoli. È facilmente localizzabile e peggiora con il movimento.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Meris Piazza Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2597 click dal 22/01/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.