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Le politiche urbane sulla disuguaglianza sociale nella città di Caracas

Obiettivo della tesi è investigare e comprendere i mutamenti tra città e campagna, la differenza tra i paesi a capitalismo avanzato e i paesi economicamente arretrati. In precedenza gli anni ’70, i rilevatori di sicurezza erano in prevalenza quelli economici, in seguito gli indicatori misuravano anche la qualità della vita in termini d’inquinamento e accessibilità alla cultura attraverso indicatori multifattoriali. Si è visto che nella nostra società, quella contemporanea, si dà molta importanza alla misurazione del benessere e della qualità. A questo proposito, dalle analisi fatte sulle politiche urbane in merito alle diseguaglianze, si percepisce un aspetto fondamentale che si traduce in povertà. Povertà intesa nel senso più ampio del termine e come sinonimo di mancanza, e la povertà fa paura in tutte le epoche e in tutti gli uomini. In particolare, si analizza la povertà riguardo alla segregazione urbana, cioè alla spazializzazione della stratificazione sociale in povertà e in rapporto con i diversi modi in cui si vive nella stessa città. La povertà è collegata alle dinamiche sociali come la realtà urbana, i mutamenti sociali e ciò influenza sia l’organizzazione sociale delle città sia il modo in cui la/le povertà sono presenti nella città, ad es. se nella società industriale le aree della città erano ben definite, nel periodo post-industriale e post-fordista troviamo nuove povertà, in settori non esclusi, non marginali facendo nascere l’esigenza di valutare nuovi metodi di analisi e intervento sulle realtà urbane. Nella seconda parte, si approfondisce il contesto sociale e urbano del Venezuela e in particolare di Caracas. Inoltre, la società da rurale è passata a quella industriale e a sua volta sono avvenuti altri cambiamenti nella società urbana con delle forze produttive nuove, che hanno significato nuove tendenze, orientamenti e virtualità. Si pone l’accento sull’evoluzione della città, come si è sviluppata la popolazione nelle diverse regioni del Venezuela, l’alto tasso di nascite, i saldi naturali e i saldi migratori (da dove arrivano gli emigrati), come è strutturata la città fisica, l’articolazione nei diversi quartieri, la differenza dalla parte formale e informale (i piani regolatori), come la politica di Chavez abbia affiancato i municipi. Nella terza parte si procede con un’analisi sulle politiche urbane e sociali nella Città di Caracas sulla povertà, sull’insicurezza urbana, ma anche sulla valutazione delle opere effettuate per il miglioramento della città. Tra le azioni fatte per un tentativo di cambiamento, troviamo quella del maestro José Antonio Abreu con il progetto: “El Sistema”, un metodo didattico musicale con accesso gratuito e libero per i bambini di tutti i ceti sociali. Nel 2010 il maestro Claudio Abbado (che collaborava da anni con Abreu e l'Orchestra giovanile Simón Bolívar) annunciò l'intenzione di portare El Sistema anche in Italia. In conclusione, alcuni dati forniti dall’Ambasciata del Venezuelana, situata qui in Italia, ci darà informazioni circa la situazione attuale nel paese riguardo alcuni aspetti sociali.

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Le politiche urbane sulla disuguaglianza sociale nella città di Caracas Pag. 6 INTRODUZIONE “L’America è la nazione più ricca della Terra, ma la sua gente è prevalentemente povera.” Kurt Vonnegut 1 Il concetto di povertà. Viviamo in un’epoca tecnologica, lontana dalle passate guerre mondiali, eppure le condizioni di vita sembrano essere sempre le stesse, non sono progredite, semmai peggiorate. La povertà, come concetto, assume connotati diversi. Non è più solo la povertà come mancanza di cibo o di beni materiali. È non avere le opportunità e le scelte per crescere e progredire e mantenere uno stato di salute sano, di vivere degnamente, nel rispetto e nei valori della vita. In particolare, è nel Terzo Mondo che la gente vive uno stato di penuria che rasenta la sopravvivenza. Una delle cause potrebbe essere l’isolamento geografico, che determina la difficoltà a produrre i prodotti principali, ma anche i problemi di politica interna, che possono disturbare la creazione di nuove realtà, la mancanza d’infrastrutture e l’assenza d’istruzione, la conseguenza del modello di sviluppo dominante dove prioritari sono globalizzazione, privatizzazione e libero mercato. È uno scenario che fa venire in mente: “Viaggio al termine della notte” il romanzo di Louis-Ferdinand Céline, in cui si fa riferimento di un viaggio dove la notte è quella dell’individuo, è la notte della collettività e di un’intera società, è una satira contro la professione medica e la vocazione della ricerca scientifica. È la metafora, poiché non è solo una notte, ma è la notte che investe ogni continente, quello vecchio e civile dell’Europa di Parigi, quello africano che potrebbe portare straordinarie ricchezze e speranze per tutti e invece è solo un luogo di degrado e di tortura per i nostri simili e infine quello americano di New York dell’alienazione industriale. È una notte profonda calata su tutta la società contemporanea. Era come una ferita triste, la strada che non finiva mai, con noi sul fondo, noialtri, da un bordo all'altro, da una pena all'altra, verso una fine che non si vede mai, la fine di tutte le strade del mondo (pag.129). Il romanzo sembra essere una previsione futura e siamo solo nel 1932, anno della sua pubblicazione e assume il connotato di un testo classico, cioè di un testo che ha sempre qualcosa da dire. Il tempo si è fermato a quel libro, dopo quasi un secolo ci ritroviamo ancora nelle stesse condizioni di allora. 1 Kurt Vonnegut Jr. (Indianapolis, 11 novembre 1922 – New York, 10 aprile 2007) è stato uno scrittore e saggista statunitense.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Fulvia Di Iulio Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 284 click dal 24/02/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.