Analisi di una traduzione manoscritta de "Il Principe" (manoscritto 1017 BNE)

Tra il 1494 e il 1498 i vari strati sociali della repubblica di Firenze si mossero, capeggiati da Girolamo Savonarola, nel tentativo di ricostruire lo stato municipale. È in questo periodo che ritroviamo Niccolò Machiavelli in disparte, nel tentativo di comprendere la motivazione che ispira il frate domenicano. Non volendo seguire la massa, il giovane fiorentino nutre insofferenza e disprezzo verso la nuova riorganizzazione dello stato e per le divulgazioni di Savonarola, senza rendersi conto che pochi anni più tardi avrebbe a sua volta richiamato immagini bibliche nelle sue opere, apertamente esplicitate nel più glorioso dei suoi scritti, Il Principe.
All'epoca Niccolò Machiavelli era un giovane diplomatico che vantava una solida conoscenza in ambito teorico ed una profonda dimestichezza con la realtà politica, pregi che gli permisero di risaltare già allora tra i suoi contemporanei. Queste capacità, in armonia con le sue eccellenti capacità di analisi e rielaborazione degli eventi storici, si rivelarono quindi nella sua inclinazione letteraria. Fu nella fase più matura della sua vita che iniziò a svilupparsi “l'immaginazione politica” di Machiavelli, tramite il bisogno di trarre insegnamento dalla confusione degli eventi.

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I capitolo: Il Principe: Introduzione all'opera e prime traduzioni in lingua spagnola 1.1 La genesi Tra il 1494 e il 1498 i vari strati sociali della repubblica di Firenze si mossero, capeggiati da Girolamo Savonarola, nel tentativo di ricostruire lo stato municipale 1 . È in questo periodo che ritroviamo Niccolò Machiavelli in disparte, nel tentativo di comprendere la motivazione che ispira il frate domenicano. Non volendo seguire la massa, il giovane fiorentino nutre insofferenza e disprezzo verso la nuova riorganizzazione dello stato e per le divulgazioni di Savonarola, senza rendersi conto che pochi anni più tardi avrebbe a sua volta richiamato immagini bibliche nelle sue opere, apertamente esplicitate nel più glorioso dei suoi scritti, Il Principe. All'epoca Niccolò Machiavelli era un giovane diplomatico che vantava una solida conoscenza in ambito teorico ed una profonda dimestichezza con la realtà politica, pregi che gli permisero di risaltare già allora tra i suoi contemporanei. Queste capacità, in armonia con le sue eccellenti capacità di analisi e rielaborazione degli eventi storici, si rivelarono quindi nella sua inclinazione letteraria. Fu nella fase più matura della sua vita che iniziò a svilupparsi “l'immaginazione politica” di Machiavelli, tramite il bisogno di trarre insegnamento dalla confusione degli eventi. Negli anni successivi alla repubblica del Savonarola vi furono numerosi stravolgimenti nella vita politica italiana tra cui la caduta del dominio veneziano, l'alleanza di Giulio II con Ferdinando il Cattolico e la restaurazione dei Medici a Firenze. Con il ripristino di tale dinastia, Machiavelli, non sufficientemente diplomatico per farsi gradire dal ristabilito governo, scontò la sua incompatibilità con l'allontanamento dalla città. Si ritirò allora nel suo podere all'Albergaccio, a Sant'Andrea in Percussina, tra Firenze e San Casciano in Val di Pesa. Fu in quella villa, luogo di quiete e serenità, dove vennero composti, nella solitudine forzata, I Discorsi, L'arte della guerra e il più innovativo tra tutti, il Principe. Il miraggio di uno stato potente e autorevole lo portarono, tra il luglio del 1513 e i primi mesi del 1514 2 , alla stesura del trattato De Principatibus, ovverosia Il Principe non ancora completo nella forma. In quest'opera si possono identificare le riforme degli ordinamenti statali e le virtù di un sovrano ideale necessarie, secondo l'autore, a salvare i domini della penisola italiana. L'esposizione procede incalzante fino al penultimo capitolo dove inizia a manifestarsi la passione di Machiavelli, il quale ha già costruito, nelle precedenti sezioni del libro, le fondamenta del suo «castelluzzo» 3 , così chiamato da Federico Chabod, recintato da buone leggi e buone armi. Machiavelli conclude con l'esortazione a liberare l'Italia dai barbari, indirizzata a Lorenzo de Medici, identificato come possibile salvatore della penisola. Nel 1 Riferimenti storici: Musi, Aurelio (2000): Le vie della modernità, Sansoni. 2 Cenni storici: Chabod, Federico (1993): Scritti su Machiavelli, introduzione di Corrado Vivanti, Piccola Biblioteca Einaudi. 3 Chabod, Federico (1993): Scritti su Machiavelli (Introduzione al «Principe», pag. 20), introduzione di Corrado Vivanti, Piccola Biblioteca Einaudi. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Paolo Burattin Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

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