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Il sessismo - Prospettive psicosociali

Una maggioranza di fatto tradotta in una minoranza resa oggetto di pratiche discriminatorie. E’ così che la storia racconta il modo in cui le madri di tutti i tempi furono restituite all’immaginario collettivo da parte della cultura maschile sessista prevalente. Un’ identità violata, come tutte quelle identità che non hanno potuto auto-narrarsi e auto-rappresentarsi. La comparazione degli studi che si sono occupati di indagare il fenomeno del sessismo in ottica psicosociale nei diversi paesi, mostra chiaramente come tale fenomeno si riproduca grazie a meccanismi psicologici stereotipizzanti, che ricreano le condizioni sociali nelle quali alla donna e' stato tolta la possibilità di elevarsi e prendere consapevolezza. E’ evidente che il primo passo verso il cambiamento nelle condizioni sociali della donna non potrà essere che una apertura verso l’altro che realizzi il suo significato nella pienezza di una comunicazione che includa piuttosto che escludere.

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Introduzione Una maggioranza di fatto tradotta in una minoranza resa oggetto di pratiche discriminatorie. E’ così che la storia racconta il modo in cui le madri di tutti i tempi furono restituite all’immaginario collettivo da parte della cultura maschile sessista prevalente. Un’ identità violata, come tutte quelle identità che non hanno potuto auto-narrarsi e auto-rappresentarsi (Gelli,2009). Una delle prime questioni da affrontare per inquadrare le problematiche inerenti al fenomeno del sessismo è la differenza fra il significato dei termini ”sesso” e ”genere”. Con il primo si intende qualcosa di biologicamente predeterminato a livello genetico e che si struttura successivamente nei fenotipi corrispondenti al corpo di donna e quello di uomo. Nelle relazioni sociali proprio questo aspetto dell’alterità diventerà poi l’elemento principale la cui salienza lo renderà il principale candidato nella costruzione identitaria dell’altro. Per molto tempo, prima che l’antropologa Gayle Rubin nel 1975 lo impiegasse nel suo testo ”The Traffic of Women”, questi termini furono usati in modo interscambiabile. Riconoscere che il termine ”genere” avesse tutt’ altra ampiezza concettuale rispetto al termine “sesso” e l’appello che i movimenti femministi fecero a questa dimensione semantica all’interno delle loro rivendicazioni, introdusse una nuova chiave di lettura. La discriminazione femminile veniva smantellata dai suoi precursori stereotipizzanti per essere interpretata da altri punti di vista (Gelli, 2009). Fu l’inizio di un percorso che integrò in termini multidisciplinari la prospettiva allora prevalente sullo status della donna. Il genere è qualcosa di socialmente costruito, connesso al contenuto simbolico delle interazioni sociali: qualcosa di cui la natura può essere premessa, ma che è dato descrivere oltre le categorie biologiche. In opposizione al paradigma innatista che spiega i comportamenti di donne e uomini predeterminandoli in riferimento alla sola appartenenza sessuale biologica, in ottica 3

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Arianna Sacco Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 546 click dal 02/03/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.