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Capitale sociale e partecipazione nel Comune di Castel del Rio

Il tema scelto per questa tesi di laurea è la misurazione del capitale sociale nel Comune di Castel del Rio.
Questa tesi rappresenta un lavoro completo che parte dalla definizione teorica del capitale sociale nelle sue molteplici definizioni ed interpretazioni.
Viste le numerose teorie riguardo il capitale sociale, il punto di partenza è la definizione di Robert Putnam, il quale per capitale sociale intende «la fiducia, le norme che regolano la convivenza, le reti di associazionismo civico, elementi che migliorano l’efficienza dell’organizzazione sociale promuovendo iniziative prese di comune accordo».
Successivamente viene data una collocazione storica, geografica, sociale, economica e politica al contesto di riferimento della tesi stessa, ovvero Castel del Rio, le sue associazioni e le sue sagre.
Proprio in relazione a questo contesto, si è cercato di verificare statisticamente l’ipotesi che Castel del Rio abbia un notevole livello di capitale sociale.
Inoltre si è provato a verificare alcune delle affermazioni teoriche emerse nella prima parte, in particolare:

• Se l’accumulo di capitale sociale sia più frequente nelle comunità piccole e coese come Castel del Rio e se tale accumulo rappresenti un freno al cambiamento;
• Se chi fa parte di un gruppo è più tollerante e meno cinico rispetto a chi è estraneo alle reti di relazione;
• Se i legami deboli (come la conoscenza o l’appartenenza alla stessa associazione) abbiano più potere di vincolare gli appartenenti a piccoli gruppi diversi rispetto ai legami forti (come la parentela e l’amicizia).

Il cuore vero e proprio della tesi è un’analisi statistica interpretativa dei risultati emersi da 112 questionari appositamente preparati, i quali rappresentano l’8,5% della popolazione ed il 12,3% del campione selezionato (dati 2012, uomini e donne dai 18 ai 75 anni).
Il questionario (di 8 pagine, in forma anonima) andava a toccare molti aspetti del singolo intervistato, partendo dai suoi dati demografici, arrivando alla fiducia nelle istituzioni e nelle altre persone, terminando infine con una valutazione sulle associazioni e sulle feste/sagre organizzate a Castel del Rio.
L’ultima parte della tesi è dedicata all’interpretazione vera e propria dei risultati ottenuti, con relativi riferimenti al capitale sociale nel contesto alidosiano.
Sono presenti infine due appendici relative alle tabelle con i dati statistici e alle interviste effettuate ai cosiddetti “investitori del capitale sociale”, ovvero personaggi che hanno lasciato un segno profondo nella storia associativa alidosiana.

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2 1. IL CONCETTO TEORICO DI CAPITALE SOCIALE a) Introduzione Il primo problema da risolvere quando si intraprende una ricerca sul capitale sociale è sicuramente darne una definizione valida. Il concetto di capitale sociale infatti, in quanto concetto appartenente alle scienze sociali, risulta essere suscettibile a numerose interpretazioni: nell’arco di un secolo molti ricercatori hanno fornito una propria definizione di capitale sociale, a volte sintetizzando definizioni antecedenti ma comunque inserendovi al loro interno il proprio contributo personale. Per districarmi in questa selva di definizioni, cercherò di seguire una linea guida che è quella propria di questa tesi nello specifico, ovvero sceglierò quelle definizioni di capitale sociale che lo definiscano partendo dalla fiducia, dalla reciprocità, dal senso civico e dalle reti di relazioni, in particolare le associazioni di volontariato. b) La base teorica Il mio punto di partenza sarà quindi la definizione fornita da Robert Putnam, il quale per capitale sociale intende «la fiducia, le norme che regolano la convivenza, le reti di associazionismo civico, elementi che migliorano l’efficienza dell’organizzazione sociale promuovendo iniziative prese di comune accordo» (Putnam 1993, p. 196). Partendo da questa definizione generale posso adesso sviscerare e analizzare le singole componenti. Inizio dalle azioni tese a migliorare l’efficienza dell’organizzazione sociale. Come ci dice Coleman, «il capitale sociale è produttivo, e rende quindi possibile il conseguimento di obiettivi che altrimenti non sarebbero raggiungibili» (Cartocci 2008, p. 24). Ne ricaviamo che le iniziative dei singoli individui sono influenzate dalla struttura sociale del capitale sociale, il quale promuove certamente fini individuali ma tuttavia non appartiene a nessuna delle persone che ne traggono beneficio: il capitale sociale pertanto trascende i singoli individui 1 . 1 (Cartocci, 2008, pp. 24-25)

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessio Bertuzzi Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 269 click dal 09/03/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.