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Il seicento a Foligno. I cicli pittorici delle residenze nobiliari.

Ciò che si vuole analizzare in questa sede riguarda in particolar modo la decorazione pittorica barocca dei palazzi gentilizi in città che si distingue, sia per quanto riguarda lo stile, che per i temi, dal resto della regione. Mentre nei territori circostanti nei sec. XVII - XVII la produzione si concentrava soprattutto su temi sacri, nelle nostre residenze possiamo invece ammirare un tripudio di mitologia e antichità: l’Olimpo, Apollo, il Trionfo di Bacco e Arianna sono i temi maggiormente affrontati. I committenti sono le famiglie nobili e dei mercanti in continua ascesa sociale, la quale si riflette nelle abitazioni, sedi magnifiche di rappresentanza. L’intenzione è anche quella di sprovincializzare la città, avvicinandola alla Caput Mundi, proprio per questo gli artisti locali prendono spunto, anche grazie ai numerosi viaggi nelle grandi città, dai più illustri maestri della maniera barocca: Annibale Carracci, Pietro da Cortona, Vouet, Poussin. Lo spazio privato delle dimore gentilizie quindi, assicura la sopravvivenza di dei, eroi e le loro imprese, i loro amori e le gesta eroiche.
Si parte da un esame generale riguardo la pittura umbra del Seicento, essa si snoda tra elaborazioni sacre in piena affinità con il clima della Riforma Cattolica, l’influenza del Perugino nelle rappresentazioni sacrali, le conformità con i maestri della maniera barocca come il Barocci e il Roncalli e infine anche le importanti influenze del portato romano e fiorentino, grazie alle visite in quelle città che nel Seicento erano meta obbligatoria dei viaggi d’istruzione per molti artisti locali, secondo i percorsi sanciti dal Grand Tour.
In seguito invece si passa ad un’analisi più attenta e minuziosa sulla città di Foligno e sui palazzi storici con le loro strutture, insegne e decorazioni mitologiche, utilizzate per celebrare i fasti delle famiglie e della storia locale.

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1 PREMESSA La città di Foligno si adagia sul margine sud-orientale della valle umbra allo sbocco della Valtopina e presso l’antica via Flaminia che conduce ai valichi dell’Appennino umbro- marchigiano. Si tratta di una tipica città di pianura, sorta in una posizione particolarmente favorevole per le comunicazioni e per i traffici attraverso la Valle Umbra ed in particolare tra il Lazio e le Marche. Rispetto alle altre città umbre, Foligno si distingue per il carattere architettonico e per il tessuto urbanistico, aperta al flusso del traffico e per questo sempre al corrente delle novità d’ogni genere e di tutto ciò che costituisce il progresso. Inoltre, sia per la posizione che per le fertili campagne che la circondano è stata, ed è tuttora, centro di produzione agricola e di attività industriale e commerciale. Un’interessante indagine è stata svolta riguardo l’etimologia del nome e quella più fondata tra le varie opinioni, che sono Fulginae, Fulginium, Fulcinium, Fulkinion (greco), sembra essere Fulginia di etimo latino, da collegarsi ad un’origine sacrale in rapporto all’epigrafe pubblicata dal Muratori, nella quale si fa riferimento al culto di una dea omonima, che ne sarebbe stata la divinità tutelante. In realtà non si esclude l’origine umbra della città in quanto la forma Fulginia potrebbe essere l’adattamento morfologico con suffisso latino su radicale umbra del nome nella forma originaria perduta in fase storica romana. Alcuni però attribuiscono a Fulginia l’epiteto che significa letteralmente “ città della luce”, per una possibile etimologia da fulgeo, fulgens, quindi “splendo”, “splendente”. La testimonianza storica più antica fa riferimento a Cicerone, in un frammento dell’orazione pro L. VARENO, tramandato da Prisciano da Cesarea, professore di grammatica alla Corte di

Laurea liv.I

Facoltà: Beni culturali

Autore: Chiara Marchetti Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.