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La maternità nelle organizzazioni. Un approfondimento psicosociale e normativo

Il presente lavoro, "la maternità nelle organizzazioni", nasce da un personale interesse riguardo alla questione della presenza femminile nei luoghi di lavoro e delle implicazioni relative ad una possibile maternità. La parità dei diritti permette alle donne, al pari del sesso opposto, di cercare, trovare e mantenere il lavoro a cui si ambisce e per cui si è portati e giustamente formati nel tempo. Nonostante questa premessa, ad oggi l'occupazione femminile non gode di una buona nomea soprattutto se si inserisce il tema all'interno di un quadro socio-culturale ancora prettamente maschilista che vede la donna impegnata alla vita familiare e domestica e meno a quella lavorativa. La questione maternità, il tempo e le conseguenze che ne seguono rafforzano l'idea che nonostante la volontà di gestire contemporaneamente i due versanti della propria vita, la donna dia giustamente maggiore priorità ai figli mettendo in secondo piano il proprio lavoro; ragionamento spesso usato come scusante implicita di mancate ammissioni o licenziamenti da parte dei dirigenti nei confronti del pubblico femminile dell'azienda.
Nuovi accorgimenti normativi e gestionali, accompagnati da un graduale sviluppo socio-culturale che presuppone una maggiore apertura ad accettare la questione, fa sperare che i pregiudizi di genere diano spazio all'equità e alla meritocrazia negli ambienti di lavoro.
I congedi di maternità e parentale, dal punto di vista normativo, e la conciliazione vita-lavoro in ambito psicologico, sono solo alcuni dei temi considerati che aprono una riflessione critica sui significati sommersi relativi ai giudizi che per anni sono rimasti invariati e che gradualmente stanno aprendo le porte al mondo del lavoro senza svalutazioni di base legate al genere.

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2 INTRODUZIONE Il lavoro di seguito presentato è dedicato al tema della maternità vista all‟interno delle organizzazioni lavorative. Nonostante la donna abbia già raggiunto la sua indipendenza legale e normativa da più di mezzo secolo, la questione del suo inserimento nel mondo lavorativo e dell‟importanza del ruolo che all‟interno di esso potrebbe ricoprire, resta ancora oggi aperta. Il lavoro femminile non gode di un buon giudizio soprattutto se lo inseriamo all‟interno del sottostrato socioculturale di riferimento, prettamente maschilista, che vuole la donna impegnata esclusivamente nella vita familiare e domestica. Secondo questa visione riduzionistica della donna lavoratrice, quest‟ultima dovrebbe dedicarsi alla casa e ai figli senza che il lavoro extradomestico abbia le sue priorità. Il primo problema è quindi strettamente connesso alle differenze di genere e alle conseguenze che ne derivano. Secondo questa prospettiva la donna avrebbe delle differenze fisiche e biologiche che non le permettono di impegnarsi nel lavoro al pari dell‟uomo. Le radici di questa concezione che sminuisce la donna e le sue azioni, vanno ricercate nelle norme culturali che implicitamente la società condivide e rispetta. Il secondo problema, conseguenza del primo, fa riferimento alla possibilità della donna di diventare madre; la maternità diviene un ostacolo che preme ancora di più sulla mancata propensione positiva verso la donna che lavora. I 9 mesi di gestazione e il parto sono avvenimenti importanti nella vita di una donna che però la impegnano molto di più nella gestione della vita domestica e familiare, dove il figlio diventa la priorità. In questo modo la maternità negherebbe alla donna la possibilità di trovare o mantenere il lavoro già avviato. Fortunatamente, la questione dell‟impossibilità di gestire contemporaneamente il lavoro e la maternità, ha perso di credibilità grazie a degli accorgimenti normativi, gestionali e sociali che permettono alla donna di ricoprire positivamente entrambi i ruoli. La tesi si propone quindi di esporre le soluzioni alternative a favore della conciliazione vita-lavoro. Riferimenti storici, scientifici e bibliografici mi hanno permesso di trattare questo tema con la consapevolezza che non sarei riuscita a risolvere le discriminazioni sessuali che ancora oggi

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Federica Vitrano Contatta »

Composta da 31 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 433 click dal 15/03/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.