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Capitale e lavoro nel XXI secolo: tra bisogni relativi e produzione condivisa

Il capitale umano ha un ruolo sempre più importante nell’ economia attuale. Questo soprattutto grazie al cambiamento dei bisogni relativi degli individui, quelli legati alla soddisfazione provata nel sentirsi superiori ai propri simili. Questi sembrano sempre più orientati verso il raggiungimento di beni immateriali, dove il capitale umano è più importante. Abbiamo perciò ritenuto utile lo studio dei settori nei quali il capitale umano può esprimere al meglio il proprio potenziale, allo scopo di comprendere se all’interno del reddito di ogni nazione sarà maggiore la quota ottenuta dal fattore capitale o dal fattore lavoro. Osserveremo poi nello specifico la diseguaglianza tra i redditi da lavoro. Affronteremo la questione considerando la collaborazione tra gli individui e la condivisione di beni come dei possibili antidoti alla diseguaglianza. Proveremo a descrivere situazioni in cui tale collaborazione permette di aumentare la disponibilità di beni utilizzabili, ad esempio abitazioni ed automobili. Presenteremo poi le possibili conseguenze della diffusione di aziende o organizzazioni no-profit che puntino alla creazione di servizi di condivisione. Descriveremo infine il fenomeno della produzione condivisa, praticabile mediante la libera circolazione di progetti in rete realizzabili con strumenti di fabbricazione digitale. Analizzeremo tale fenomeno ricercando il suo legame con il capitale umano. Proveremo inoltre a delineare il suo possibile impatto sulla diseguaglianza. Una parte specifica verrà dedicata allo studio del rapporto tra piccole-medio imprese e diseguaglianza, ipotizzando che la produzione condivisa possa aprire nuovi mercati soprattutto per esse.

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4 INTRODUZIONE La tesi di seguito presentata ha come principale obiettivo quello di analizzare il modo in cui il capitale e il lavoro interagiscono in un’economia in evoluzione. Abbiamo scelto, in particolare, di descrivere in che modo questi due elementi potrebbero avere un impatto sulla diseguaglianza e più in generale sul benessere sociale. Nell’analisi utilizzeremo, oltre agli strumenti di analisi economica più tradizionali, quali grafici e dati statistici, anche riferimenti sociologici che ci permetteranno di meglio delineare alcune tendenze comportamentali presenti nella società di oggi, che possono avere un impatto significativo nell’economia mondiale. La nostra analisi avrà come punto di partenza il lavoro inteso come capitale umano, ossia come una vera forma di proprietà appartenente ad ogni essere umano. Lo studio si articola in cinque capitoli. Nel primo capitolo analizzeremo le caratteristiche principali del capitale umano. La discussione muoverà del pensiero dell’economista francese Thomas Piketty. Come noto, Piketty sostiene nella sua opera “Il capitale umano nel XXI secolo” che nella composizione del reddito nazionale, la quota di redditi derivanti dal capitale sia destinata a crescere. Questo perché un aumento della disponibilità di capitale non porterebbe una proporzionale diminuzione del suo rendimento, dato che il capitale potrebbe essere riutilizzabile in varie attività. Il nostro studio cercherà di analizzare, specularmente all’economista francese, il rendimento del capitale umano all’aumentare della sua disponibilità. L’obiettivo sarà provare a capire se ad aumentare, diversamente da quanto sostenuto da Piketty, possa essere la quota dei redditi derivanti da lavoro nella composizione del reddito nazionale e non la quota derivante dal capitale. Nell’argomentare questa tesi, nel secondo capitolo, descriveremo

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gerardo Russo Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 613 click dal 15/03/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.