La Rivoluzione d’Algeria. Una lunga genesi che attraversa il percorso storico, politico e culturale del popolo algerino.

Il fulcro centrale della trattazione è la guerra civile dei primi anni ’90 in Algeria. È stato necessario ripercorrere i principali avvenimenti storici della Nazione per comprendere le cause della suddetta guerra e cercare di fornire un quadro di sviluppo della situazione politica del Paese. L’elaborato inizia parlando della liberazione dalla colonizzazione francese e del ruolo centrale che il FNL ha avuto nella rivoluzione, il quale avrebbe governato il Paese per i successivi decenni tra mille ambiguità e difficoltà tipiche delle epoche post coloniali. In seguito si è trattato della “Battaglia di Algeri” giungendo fino alla Quinta Repubblica di De Gaulle e agli accordi di Evian che hanno sancito ufficialmente lo sganciamento dell’Algeria dalla Francia. Successivamente si è ritenuto opportuno fornire un quadro dettagliato delle peculiarità culturali e religiose algerine, analizzando in maniera approfondita il rapporto tra uomo e Islam percorrendo il riformismo religioso degli Ulama.
A questo punto si è arrivati “naturalmente” al decennio focus di questa trattazione. Il principale protagonista è il FIS, formazione con il dichiarato scopo di costruire uno stato Islamico basato sulla “sharia”; tale formazione si costituirà in partito nel 1988 e accrescerà il suo prestigio grazie soprattutto ad azioni violente. Nelle prime elezioni multipartitiche del Paese (’90 e ’91) ha vinto in maniera schiacciante portando il Presidente Bendjedid alle dimissioni che hanno causato un pericoloso vuoto e la conseguente caduta estremista dell’Algeria. L’esercito, però, ha tentato di porre fine a tutto ciò attraverso un colpo di Stato e con gli arresti dei principali leader del FIS. A questo punto si è aperto un nuovo capitolo politico algerino, prima con Zeroual e successivamente con Bouteflika, che ha visto la ricostruzione democratica e la normalizzazione del Paese individuando il momento più rappresentativo nel plebiscito referendario per l’approvazione della legge sulla “Concordia Civile”.

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Cap.2 I prodromi rivoluzionari 2.1 La situazione post rivoluzionaria. Tra ordine, controllo e normalizzazione di un equilibrio precario. Sono molteplici le cause che hanno concorso alla nascita e alla crescita del forte sentimento nazionalistico caratterizzante il popolo algerino. Certamente a giocare un ruolo essenziale e a costituirne le fondamenta è stato il peso enorme del giogo coloniale e la relativa, come abbiamo visto, violenta lotta per l'indipendenza. Questa forte identificazione, molto più significativa e sentita rispetto l'intera regione nordafricana, ha finito per favorire fin dall'immediato l'instaurazione di un regime autoritario. Le vicende della lotta contro la Francia hanno cementato definitivamente le diverse anime dell'elite del Paese, consentendo la sopravvivenza del sistema a partito unico fino quasi i giorni nostri quando, come vedremo nel seguito di questo lavoro, l'insorgere di nuove organizzazioni islamiche hanno seriamente minacciato lo status quo, trasformando sotto molti punti di vista l'intero assetto politico e sociale dell'Algeria. Entrando nello specifico, sarà interessante osservare come questa classe dirigente, nata all'indomani del '62, si configura come la risultante di una intima fusione dell'elemento politico con quello militare: la grande tradizione di quest'ultima componente non trova situazioni equiparabili nell'intero panorama magrebino; l'esercito infatti negli altri paesi si è sempre posto in posizione separata, se non spesso antagonista, alla classe propriamente politica. In Algeria sono state proprio le peculiarità del decennio di liberazione a fornire il contributo più importante alla costituzione di questa singolare situazione. Prima con Ben Bella e successivamente con Boumedienne infatti, il potere militare ha radicato fin nelle più profonde fondamenta del quadro governativo. Le forze armate hanno assunto la guida del paese fino alla promulgazione della Costituzione nell'anno 1978, relegando sotto molto aspetti ad un ruolo secondario le figure leader del Fronte Nazionale di Liberazione. Solo a partire da questo momento vengono timidamente introdotte, con Benjadid, le prime riforme politiche offrendo nuovo impulso al partito unico, che andò lentamente a controbilanciare la situazione che si era andata velocemente a consolidare.   26

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesco Prudente Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

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