Guido Bigarelli da Como. Intarsiatore e scultore in Toscana (doc. 1239 - 1257)

Guido Bigarelli è intarsiatore e scultore, documentato tra il 1239 e il 1257 a Lucca, Pisa e Pistoia. Le tre città, attraversate dai venti di battaglia tra gli schieramenti guelfi e ghibellini, tra il papa e l’imperatore, vivono un clima culturale piuttosto vivace, dove correnti bizantine, meridionali e nordiche si mescolano al sostrato toscano e classico, dando vita a una sorta di koinή diάlεktoς, sulla quale si costruirà l’innovazione naturalistica di Nicola Pisano.
Affrontare la figura di Guido Bigarelli da Como, autore venerato del fonte battesimale di Pisa (1246) e del pulpito di San Bartolomeo in Pantano a Pistoia (1239-1250), è stata un’impresa stimolante ma non facile. Nel corso dei secoli il suo corpus è andato stratificandosi, fino ad assommare diversi manufatti poi più coerentemente riferiti ad altre personalità.
Obiettivo finale di queste pagine è contribuire alla ricostruzione della maestranza e della figura di un uomo che è artista: architetto, scalpellino, intarsiatore e scultore nella Toscana del Duecento, alle soglie del rinnovamento promosso da Nicola Pisano.

Mostra/Nascondi contenuto.
V INTRODUZIONE Affrontare la figura di Guido Bigarelli da Como, autore venerato del fonte battesimale di Pisa (1246) e del pulpito di San Bartolomeo in Pantano a Pistoia (1239-1250), è stata un’impresa stimolante ma non facile. Nel corso dei secoli il suo corpus è andato stratificandosi, fino ad assommare diversi manufatti poi piø coerentemente riferiti ad altre personalità. Fiumi d’inchiostro sono stati scritti su di lui, il che confonde le acque. Fin dall’inizio, il mio obiettivo è stato quello di ‘scalpellare via’ le incrostazioni e le patine che avevano ricoperto e camuffato la figura di questo artista, cercando, per quanto possibile di riscostruirne un’immagine netta. Per poter individuare oltre all’uomo lo stile, la famiglia e il contesto, si è resa necessaria la lettura preliminare di tutti i testi che trattano di Guido e dei suoi omonimi contemporanei. Da ciò ho potuto trarre uno sguardo generale e, spero, completo sulla sua storia critica: il paragrafo “Fortuna e sfortuna di Guido Bigarelli” ne è frutto e punta anche a seguire il percorso e l’evoluzione degli studi contemporanei sull’argomento. Guido Bigarelli comincia a ottenere attenzione dagli studiosi solo a fine Ottocento, quando Schmarsow (1890) ne indaga il profilo, mescolandolo però a quello del suo omonimo Guidetto, attivo un paio di generazioni prima. Da Venturi (1904) in poi cominciano ricerche piø approfondite a livello documentario, che, appoggiate da nuove scoperte archeologiche, aprono a nuove attribuzioni all’interno di una maestranza piø articolata. A metà secolo fioriscono studi, tuttora fondamentali, piø propriamente storici: spetta a de Francovich il

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Enrichetta Berlati Contatta »

Composta da 195 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 259 click dal 05/04/2016.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.