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Novità legislative in materia di danno ambientale

Elaborato incentrato sulla normativa nazionale e comunitaria inerente alla controversa tematica del danno ambientale. Si parte nell'analisi, infatti, dalla Costituzione italiana, il documento cardine della Repubblica, l’atto rappresentativo per eccellenza in grado di definire l’Italia in termini di natura, forma, attività, strutture e regole, e che è stato da fondamento per la crescita della normazione nazionale, fino a giungere alla recente e fresca regolamentazione (perlomeno a livello di pene certe) dei cosiddetti “ecoreati”, termine che sta per delitti a sfondo ambientale. Tutto, infatti, ruoterà attorno al danno ambientale, sia dal punto di vista della legge, come detto, sia dal punto di vista della casistica pratica, con l'apporto dello studio di episodi che hanno segnato il suolo italiano ma anche quello europeo, e che, in qualche modo, hanno anche condizionato l’evolversi, appunto, della normativa.
Si terminerà proprio con la trattazione degli episodi che hanno “martoriato” in lungo e in largo una porzione di terra del Mezzogiorno italiano, nella fattispecie la Basilicata, grazie o a causa della sua naturale e intensa dotazione nel sottosuolo di un’ambita, in ottica economica, materia prima, del cosiddetto "oro nero": il petrolio.

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8 1.2 DALLA COSTITUZIONE ALL’ISTITUZIONE DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE Ma è necessario fare un passo indietro, e capire perché si è arrivati a decisioni del genere e, soprattutto, analizzare cause ed effetti che hanno spinto la normativa nazionale ad aggiornarsi per proteggere il proprio contesto naturale. Si parte dalla Costituzione della Repubblica Italiana 4 , documento cardine del nostro Paese, venuto fuori nel lontano 27 dicembre 1947 e contenente invidiabilissimi e lungimiranti principi riguardanti qualunque aspetto della vita dell’essere umano, sebbene argomentato in maniera basilare e per niente approfondito (con l’auspicio da parte dei padri costituenti di una dettagliata revisione a cura delle generazioni successive) ma con il semplice intento di regolare un Paese privato del libero arbitrio e che fino ad allora era stato suo malgrado in mani dittatoriali. Come detto, le argomentazioni del documento nazionale per eccellenza si schieravano infatti a tutela di numerosi principi generali quali, ad esempio, la sovranità appartenente al popolo, la parità di dignità sociale, la libertà delle confessioni religiosi e, inoltre, ripudiavano “la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” 5 proprio per prendere le distanze dal periodo nero di una doppia guerra mondiale, in poco meno di cinquant’anni, che ormai il paese si stava 4 Costituzione della Repubblica Italiana, Gazzetta Ufficiale, n. 298 del 27 dicembre 1947 5 Ibidem

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Domenico Soria Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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