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Vita e morte di un giornale: la chiusura del "Corriere Mercantile" dopo 191 anni di cronaca genovese

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Tasso
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Mario Bottaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

Il 27 luglio 2015 chiudeva i battenti il "Corriere Mercantile", uno dei quotidiani più longevi del nostro paese. Nato nel 1824 per raccontare i movimenti del porto di Genova, negli anni ha subito diverse trasformazioni, dalla fondazione della Cooperativa Giornalisti e Poligrafici (1977), al passaggio da giornale del pomeriggio a quotidiano del mattino (2001), all'accordo (e in seguito alla rottura) con un'altra testata nazionale di prestigio come "La Stampa" di Torino. Con la chiusura del "Mercantile" muore un pezzo di giornalismo "vecchio stampo", fatto di duro lavoro, fatica e tanta passione, e Genova perde una voce che, per quasi due secoli, ha raccontato la storia del suo mare, delle sue mura, della sua gente.

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4 PREFAZIONE Ogni città porta con sé i propri simboli e le proprie tradizioni. Luoghi, sapori e odori che ai nostri sensi diventano inconfondibili. Sette mesi fa chiudeva i battenti il “Corriere Mercantile”, un quotidiano nato nel 1824 per raccontare i movimenti del porto di Genova, le sue navi, i suoi “camalli”. Un giornale che sapeva di mare, di vicoli e di storia. Per quasi due secoli, il “Mercantile” ci ha raccontato una città fiera, coraggiosa, ferita, abbandonata, rinata. Con la sua chiusura, Genova ha perso un pezzetto di sé. La mia tesi sulla fine del “Corriere Mercantile” è divisa in quattro parti. Nella prima, parlo della diffusione del giornalismo a Genova – che dal Seicento ha iniziato a svilupparsi timidamente, fino ad arrivare ai fogli mazziniani del Risorgimento e ai quotidiani di impronta nazionale – e della nascita del “Corriere Mercantile”, come foglio di annunci commerciali e marittimi. Nella seconda parte, mi concentro sui punti fondamentali della storia del quotidiano: dal passaggio all’edizione pomeridiana alla nascita della “Gazzetta del Lunedì”, dal fallimento alla nascita della Cooperativa Giornalisti e Poligrafici, dalle celebrazioni per i centocinquant’anni di vita alle dediche di Eugenio Montale, dalle difficoltà degli ultimi anni fino all’unione con “La Stampa”. Nel terzo capitolo parlo degli ultimi mesi di vita, dalla rottura con il gruppo editoriale di Torino alla crisi finanziaria, fino alla decisione sofferta della sospensione delle pubblicazioni. Infine, nell’ultimo capitolo, raccolgo le testimonianze di chi, negli anni, ha fatto parte del giornale e di chi si occupa di giornalismo e comunicazione nella mia città. In questi mesi mi è stato chiesto più volte il motivo della mia scelta. Ho deciso di fare la tesi sul "Corriere Mercantile" in estate. Era il 13 luglio e avevo sotto gli occhi la prima pagina di quello che sarebbe diventato uno degli ultimi numeri del giornale più vecchio della mia città. Una copia che nelle ultime settimane ho imparato a conoscere a memoria. Ho pensato a lungo a quelle parole, a quello spazio bianco, a tutto quel silenzio: "Così muore un giornale", diceva. Sono stata per anni una lettrice del “Corriere Mercantile”; sulle sue pagine ho seguito la storia della mia città, le cose che sono cambiate e quelle che non cambieranno mai. Insieme alla “Gazzetta del Lunedì” ho condiviso le gioie e i dolori del mio primo amore, la Sampdoria, dai preliminari di Champions League, alla retrocessione, fino a quel gol di Varese.

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