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Cittadinanza digitale ed esecuzione penale

La perdita della libertà personale è una pena per se stessa, che non deve essere gravata da ulteriori afflizioni, se non di carattere temporaneo e comunque in situazioni motivate.
I bisogni e i diritti che da essi derivano, assodati per i cittadini liberi, vengono talvolta affievoli in carcere senza adeguate motivazioni razionali.
Si sono voluti analizzare gli elementi normativi che impediscono ai detenuti comuni (quelli non sottoposti a regimi particolari per obblighi di legge) ed agli internati di utilizzare liberamente Internet. Inoltre, in relazione al trattamento, si evidenzia se possa essere utile, oggi, un’ azione informativa o formativa rivolta agli adulti (in questo caso, i detenuti), prescindendo dalle opportunità offerte dal web, ai sensi del nostro attuale ordinamento penitenziario.

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Introduzione L’ ultima riforma organica del processo di esecuzione penale e’ datata ormai a 40 anni fa, e quella che sta bollendo in pentola, e che si avvarrà dei risultati degli Stati generali voluti dal Ministro Orlando, difficilmente vedrà la luce prima del 2016. La versione originaria di quella lontana riforma e’ stata integrata, sia da successivi interventi legislativi con norme di fondamentale importanza, sia dalle pronunce della Corte Costituzionale, emesse a seguito di reclami e ricorsi di chi vedeva lesi i propri diritti durante l’ esecuzione della pena. La società attuale presenta caratteristiche e bisogni che nel 1975 era impossibile prevedere. Essa non conosceva fenomeni, con gli attuali livelli di intensità, quali l’ immigrazione, il mercato globale, lo sviluppo demografico a zero (non solo nelle famiglie italiane, ma oggi persino in quelle extracomunitarie); non si poteva immaginare un PIL ostinatamente in discesa, anche a causa di uno scoraggiante livello di corruzione e dell’ inefficienza del sistema della giustizia. A meno di imprevedibili rivoluzioni, anche quando la discesa del PIL si arresterà, difficilmente i livelli occupazionali torneranno ai valori pre-crisi, negli stessi campi lavorativi e con le stesse modalità che conoscevamo. Non c’era l’ uso diffuso di Internet, che ha preso forma intorno agli anni ’90, e non si sapeva in quali campi se ne sarebbe sviluppato l’ uso. La privazione della libertà è una pena per se’ stessa, che non può essere incrudelita da ulteriori afflizioni che non siano giustificate da condizioni particolari ed eccezionali. - - 3

Tesi di Master

Autore: Fiorella Ragni Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 136 click dal 02/05/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.