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Prospettive sociologiche nei disturbi dello spettro autistico

Informazioni tesi

  Autore: Flavia Anastasi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze politiche,Sociologia, Comunicazione
  Corso: Comunicazione e pubblicità istituzionale
  Relatore: Michaela Liuccio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

In questa tesi l’obiettivo è descrivere in quali modalità sia rappresentato, nello scenario della società contemporanea occidentale, l’autismo, una patologia neurologica che si manifesta prevalentemente in età infantile e adolescenziale le cui cause sono ancora oggi sconosciute alla scienza. È compito arduo parlare in maniera definitiva e certa dell’autismo, poiché dietro questa parola, che ha la sua genesi nella comunità medico-scientifica, si celano molteplici dimensioni che la connettono intimamente alla disabilità.
La prospettiva dell’approccio ermeneutico in medicina di Young e Kleinmann ben si presta alla comprensione di quest’ultimo legame, in cui si evidenzia come il termine malattia possa essere inteso secondo vari punti di vista: il vissuto esperienziale della persona, la categorizzazione della comunità scientifica e le interpretazioni costruite dalla Società stessa. In tal modo si evidenzia come le dimensioni sociologiche della malattia e della disabilità siano strettamente connesse, attraverso il legame concettuale tra il triangolo terapeutico e il modello multidimensionale della disabilità.
La disabilità, in base a quest’ultima concettualizzazione è indagata secondo tre aspetti; l’alterazione, la limitazione e l’handicap, così come la dimensione della malattia si esplica negli aspetti di Ilness Sickness e Disease.
La tripartizione della disabilità apre le prospettive per l’analisi di nove dimensioni che attraversano i livelli micro (dell’individuo), meso (delle organizzazioni scientifiche e mediche) e macro (della Società).
Da tali intersezioni si evince come la multidimensionalità del fenomeno disabilità sia così intesa anche dalle agenzie sovranazionali (come l’OMS) che si occupano di salute.
La descrizione si sofferma sull’analisi dei processi di limitazione e facilitazione prodotti dalla società e dalle istituzioni sovranazionali e sul come sia possibile connettere la disabilità al tema dei diritti umani.

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4 Introduzione. In questa tesi l’obiettivo è descrivere in quali modalità sia rappresentato, nello scenario della società contemporanea occidentale, l’autismo, una patologia neurologica che si manifesta prevalentemente in età infantile e adolescenziale le cui cause sono ancora oggi sconosciute alla scienza. È compito arduo parlare in maniera defnitiva e certa dell’autismo, poiché dietro questa parola, che ha la sua genesi nella comunità medico-scientifca, si celano molteplici dimensioni che la connettono intimamente alla disabilità. La prospettiva dell’approccio ermeneutico in medicina di Young e Kleinmann ben si presta alla comprensione di quest’ultimo legame, in cui si evidenzia come il termine malattia possa essere inteso secondo vari punti di vista: il vissuto esperienziale della persona, la categorizzazione della comunità scientifca e le interpretazioni costruite dalla Società stessa. In tal modo si evidenzia come le dimensioni sociologiche della malattia e della disabilità siano strettamente connesse, attraverso il legame concettuale tra il triangolo terapeutico e il modello multidimensionale della disabilità. La disabilità, in base a quest’ultima concettualizzazione è indagata secondo tre aspetti; l’alterazione, la limitazione e l’handicap, così come la dimensione della malattia si esplica negli aspetti di Ilness Sickness e Disease. La tripartizione della disabilità apre le prospettive per l’analisi di nove dimensioni che attraversano i livelli micro (dell’individuo), meso (delle organizzazioni scientifche e mediche) e macro (della Società). Da tali intersezioni si evince come la multidimensionalità del fenomeno disabilità sia così intesa anche dalle agenzie sovranazionali (come l’OMS) che si occupano di salute. La descrizione si sofferma sull’analisi dei processi di limitazione e facilitazione prodotti dalla società e dalle istituzioni sovranazionali e sul come sia possibile connettere la disabilità al tema dei diritti umani. Nell’ultimo paragrafo si affronta la relazione tra media e disabilità, evidenziando come, a partire dalla letteratura per ragazzi, la disabilità sia stata rappresentata qualitativamente e quali credenze e comportamenti abbia trasmesso e veicolato nel pubblico; inoltre ho riportato quali rappresentazioni sono trasmesse dagli artefatti di comunicazione mediali e come siano questi ultimi implicati nei processi di socializzazione caratterizzati da esclusione o da inclusione sociale. Infne il discorso si focalizza anche sulle opportunità e le limitazioni offerte dai mezzi di comunicazione di ultima generazione, come internet e il world wide web. L’analisi del modello multidimensionale della disabilità del sociologo Di Santo è utilizzata in questa tesi per comprendere la disabilità; quest’ultima è affrontata poliedricamente, a partire dalla storia sociale della malattia, passando per il vissuto esperenziale del singolo, si arriva a descrivere la relazione tra disabilità e istituzioni, tenendo conto e descrivendo, secondo una prospettiva propria anche della psicologia sociale, la costruzione di quel “marchio infuocato” corrispondente allo stigma e al pregiudizio verso le persone malate, disabili o diverse, che ha caratterizzato fn dall’antichità quelle che sono, in fn dei conti, solo persone. Esclusione e partecipazione delle persone disabili, sono fenomeni sociali storicamente connotati nei contesti odierni e passati della società e diventano oggetto di rifessione in relazione alla rete degli attori sociali in gioco. Il flone dell’interazionismo simbolico si adatta alla comprensione della disabilità in un’accezione puramente legata ai fenomeni di socializzazione; il fenomeno sociale della disabilità, analizzato seguendo le teorie del flone dell’interazionismo simbolico di Goffman, permette di identifcare l’identità del disabile come essenzialmente connotata dalla discriminazione. La relazione tra la disabilità e l’istituzione scolastica, sempre nella prospettiva del modello multidimensionale della disabilità, è costituita da processi di inclusione, accettazione e assimilazione (facilitazioni), come anche da barriere per l’attività e la partecipazione nella nostra società. La dimensione esplorata è quella della Sickness che si articola nelle relazioni tra

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Parole chiave

disabilità
società
network
oms
evidence-based medicine
disturbi dello spettro autistico
scienza e autismo
inclusione scolastica
associazioni di genitori
applied beahviour intervention

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