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Crew Resource Management, gestione degli equipaggi di volo nel servizio aereo di polizia

La tesi affronta le problematiche della gestione delle risorse umane nel particolare ambito aeronautico. L'articolazione è su otto capitoli: 1) Il primo introduce il Crew Resource Management visto nelle sue componenti scientifiche, storiche e normative; 2) Il secondo tratta approfonditamente il sistema delle competenze cognitive e interpersonali per la gestione degli equipaggi; 3) Il terzo affronta gli aspetti critici del CRM; 4) Il quarto entra nello specifico del modello SHELL e dei fattori di crisi dovuti a varie tipologie di fattori di stress. Affronta inoltre il coping e la gestione delle criticità; 5) Il quinto fa un focus sui sensory stores (attenzione e percezione), sul decision making, sulla memoria, sui motor programmes, sul situational awareness e sull'information processing; 6) Il sesto affronta il problema dell'errore e della sua gestione, delle violazioni intenzionali e lo swiss cheese model; 7) Il settimo capitolo mette a frutto la teoria espressa nei capitoli precedenti per analizzare quattro casi studio inerenti incidenti aerei le cui cause sono già state definite da inchieste ad hoc; 8) L'ottavo e ultimo capitolo trae le conclusioni di tutto il lavoro, lasciando aperti degli interrogativi e dei possibili settori di indagine.

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6 PREFAZIONE Il Crew Resource Management o CRM è una disciplina tipicamente aeronautica che nasce e si sviluppa per far fronte in maniera attiva e quindi abbassare il rateo degli incidenti di volo che si sono verificati sin dalla nascita del “sistema aviazione”. Lo scopo del CRM è quello di incrementare l’efficienza del sistema aeronautico nel suo complesso affinché le risorse umane, intellettive e materiali possano lavorare sinergicamente in condizioni ottimali e in simbiosi all’interno di un ambito di sicurezza. La missione è si l’obiettivo primario e irrinunciabile per la quale un’organizzazione aeronautica esiste ma la sicurezza non deve mai mancare, in altre parole “Mission First, Safety Always”. Il sistema in argomento presenta notevoli elementi di complessità poiché il volo, per quanto sogno antico, non è un fatto naturale per l’uomo né dal punto di vista psicofisico né organizzativo né tanto meno relazionale. Volare, inteso come attività, necessita di una giusta cultura della sicurezza, l’altra faccia della medaglia del CRM, che non dipenda dalla supervisione gerarchica di un preposto sul personale (cultura dipendente), né da un sentire esclusivamente personale privo di qualsiasi relazione con il sistema in cui si opera (cultura indipendente). La c.d. “Safety Culture” è un qualcosa che deve permeare l’Organizzazione del volo “tout court” poiché il rispetto di regole, principi, valori e credenze deve far parte di un sentire con- diviso da tutto il personale che porti il sistema a crescere, a scambiare informazioni, ad evolversi (cultura interdipendente). Affinché le Organizzazioni che operano nel’ambito aeronautico possano raggiungere i propri scopi particolari, nell’ambito delle attribuzioni istituzionali loro proprie, è necessaria la forza nascosta ma efficace di una visione condivisa del sistema che non annulli le singole individualità e le singole visioni personali ma le faccia interagire, relazionarsi, confrontarsi, a volte anche scontrarsi. Da tutto ciò deriva un cambiamento positivo: la crescita della singola Organizzazione e di tutto il sistema aeronautico nel suo complesso. Di visioni condivise parla Peter Senge il quale afferma: “Le visioni condivise emergono dalle visioni personali. E’ in questo modo che esse derivano la loro energia e che promuovono l’impegno”..

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Vincenzo Piazza Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

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