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Il vampiro nella letteratura prima del Dracula di Bram Stoker

La figura del vampiro ha da sempre suscitato un enorme fascino che si è mantenuto e rinnovato nei secoli arrivando fino ai giorni nostri. Indiscusso protagonista del buio, il vampiro, in un primo momento, viene considerato dal folclore popolare europeo come un demone della peste, per poi trasformarsi, secondo la tradizione balcanica, in figura di revenant che succhia il sangue dei vivi.
Questa figura complessa è stata poi ripresa e sviluppata dalla letteratura degli ultimi due secoli e ha assunto così caratteristiche differenti e spesso contrastanti rispetto all’immagine originaria del vampiro folclorico.
La figura del morto vivente che, di notte, provoca terrore mordendo il collo delle vittime per succhiarne il sangue deve sicuramente la sua fama al romanzo gotico per eccellenza, ovvero Dracula di Bram Stoker.
Ho scelto questo argomento perché interessata a riscoprire le possibili fonti letterarie del romanzo Dracula di Bram Stoker e incuriosita riguardo a come fosse trattato il tema del vampirismo nella letteratura precedente al 1897, anno di pubblicazione del capolavoro.
La prima parte della tesi descrive l’origine del vampiro del folclore europeo, le sue particolarità, le leggende e le superstizioni collegate a questo mito immortale. Il capitolo, in seguito, analizza la figura del vampiro letterario precedente al romanzo Dracula di Bram Stoker. Pur soffermandomi sull’immagine del vampiro nella letteratura inglese e irlandese, ho deciso di considerare anche alcune opere rilevanti appartenenti ad altre letterature, in particolare a quella tedesca e russa, che hanno trattato il tema del vampirismo.
La seconda parte si concentra sul racconto The Vampyre di John William Polidori ed esamina le sue fonti e il rapporto di amicizia-odio tra i protagonisti Aubrey e Ruthven che richiama facilmente quello tra Polidori e Lord Byron. Il vampiro Ruthven rappresenta il prototipo dell’eroe byroniano; l’opera, anche per questo motivo, è stata inizialmente attribuita a Byron.
L’analisi prosegue considerando il romanzo gotico a puntate Varney the Vampire di Thomas Preskett Prest che costituisce un esempio di penny dreadful nell’Inghilterra vittoriana. Varney, nel corso delle sue innumerevoli avventure, appare come un vampiro più legato alla sete di denaro che a quella di sangue.
Il quarto capitolo focalizza l’attenzione sul mito della donna vampiro: Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu. Vampira di seduzione e bellezza, Carmilla è considerata come il primo riferimento per Dracula di Bram Stoker e rappresenta uno dei primi romanzi del genere che contiene tracce di lesbismo. La protagonista è descritta come una figura affascinante che crea in Laura, la sua vittima, un senso di attrazione e repulsione.
La ricerca, nell’ultimo capitolo, delinea un confronto tra le opere analizzate nei precedenti capitoli e, nello specifico, tra le loro analogie e differenze rispetto al romanzo che ho scelto come termine di riferimento per tutta la tesi, ovvero Dracula di Bram Stoker.

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4 Introduzione La figura del vampiro ha da sempre suscitato un enorme fascino che si è mantenuto e rinnovato nei secoli arrivando fino ai giorni nostri. Indiscusso protagonista del buio, il vampiro, in un primo momento, viene considerato dal folclore popolare europeo come un demone della peste, per poi trasformarsi, secondo la tradizione balcanica, in figura di revenant che succhia il sangue dei vivi. Come sostiene Mario Barzaghi, «si configura come un mistero il fatto che questo spettro [...] abbia avuto la forza di rappresentare entro la modernità quell'immagine del male assoluto che nel medioevo spettava in modo incontrastato al diavolo» 1 . Questa figura complessa è stata poi ripresa e sviluppata dalla letteratura degli ultimi due secoli e ha assunto così caratteristiche differenti e spesso contrastanti rispetto all’immagine originaria del vampiro folclorico. Anche il cinema, negli ultimi anni, è stato catturato dal fascino enigmatico del vampiro. Come afferma Fabio Giovannini, «il vampirismo diventa in particolare una categoria decisiva dello spettacolo. Il teatro, l’attore, la recitazione, il cinema, il video, sono tutte facce del vampiro. [...] il personaggio vampiro occupa con la sua presenza tutti i media» 2 . La figura del morto vivente che, di notte, provoca terrore mordendo il collo delle vittime per succhiarne il sangue deve sicuramente la sua fama al romanzo gotico per eccellenza, ovvero Dracula di Bram Stoker. Lo scrittore irlandese (1847-1912) ha consacrato il mito del vampiro creando un personaggio da una parte affascinante ma anche in grado di incarnare tutti gli aspetti più reconditi del male. Ho scelto questo argomento perché interessata a riscoprire le possibili fonti letterarie del romanzo Dracula di Bram Stoker e incuriosita riguardo a come fosse trattato il tema del vampirismo nella letteratura precedente al 1897, anno di pubblicazione del capolavoro. Ho deciso di concentrarmi su due opere principali della letteratura inglese e, nello specifico, The Vampyre (1819) di John William Polidori (1795-1821) e Varney the Vampire; or the Feast of Blood (1845-1847) di Thomas Preskett Prest (1810-1859). Entrambi gli autori trasformano il vampiro del 1 M. Barzaghi, Il mito del vampiro: da demone della Morte Nera a spettro della modernità, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2010, pp. 3-4. 2 F. Giovannini, Il libro dei vampiri: dal mito di Dracula alla presenza quotidiana, Bari, Dedalo, 1985, p. 11.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Giada Rossi Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1548 click dal 20/06/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.