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Rorschach e Adozione: Dinamiche di personalità dei genitori adottivi tramite il reattivo di Rorschach

Il lavoro si struttura in tre parti fondamentali.

La prima è dedicata all’adozione, l’istituto giuridico per il quale si creano rapporti di filiazione tra persone non legate da vincoli di sangue, attraverso la quale si acquisisce un nuovo membro all’interno del nucleo familiare in assenza di legame di consanguineità, seppure non riferendoci in questo caso alle dinamiche che investono il bambino, ma piuttosto a quelle dei genitori, che sicuramente influiranno anche sulla relazione col bambino che arriverà.
Questa prima parte tocca vari punti, tra i quali:
• da parte della coppia la mancanza della realizzazione del bisogno di maternità-paternità e di una discendenza, da parte del bambino la mancanza di una famiglia
• La trasgressione della sterilità e il divieto edipico
• Il fallimento procreativo e la sterilità
• Le motivazioni ad adottare
• La filiazione e la filiazione adottiva
• Il Romanzo familiare

La seconda parte è dedicata al reattivo di Rorschach. Il manifesto fondatore della psicologia proiettiva propone che le risposte agli stimoli vengano interpretati sulla base della cosiddetta “ipotesi proiettiva”. Secondo tale ipotesi, il modo in cui il soggetto percepisce uno stimolo è determinato dalla sua personalità globale che, in tale processo, si rivela.
In sintesi, la peculiarità dei metodi proiettivi è relativa alla loro capacità di rivelare gli aspetti non manifesti, latenti, inconsci della personalità, nell’ipotesi che quanto meno strutturato è il test, tanto più è sensibile a tale materiale non manifesto, minimizzando le probabilità che susciti nel soggetto reazioni di difesa.
Il punto comune a tutte le prove proiettive risiede nella qualità particolare del materiale proposto, allo stesso tempo concreto ed ambiguo, nella sollecitazione di associazioni verbali a partire da tale materiale e, infine, nella creazione di un campo relazionale specifico tra il soggetto e lo psicologo clinico grazie all’oggetto mediatore rappresentato dal test.
La somministrazione delle prove proiettive non costituisce in se stessa una tappa della cura, ma esse permettono di raccogliere informazioni approfondite, difficilmente accessibili in quadri clinici complessi e, a tal titolo, si associano a quelle metodologie d’indagine il cui obiettivo è la definizione di un progetto terapeutico adeguato, nonostante sia comunque raro che la somministrazione avvenga senza benefici per colui che l’accetta.
Questa seconda parte contiene una approfondita analisi del test di Rorschach, della sua struttura e somministrazione.

La terza parte è dedicata alla ricerca che ha preso in esame 24 soggetti, componenti 12 coppie, sposate da un minimo di 3 anni, fino a un massimo 10, escludendo due di queste sposate invece, rispettivamente, da 17 e 31 anni. L’età media sia per le donne che per gli uomini è di circa 40 anni. A tutti i soggetti è stato somministrato, separatamente e in momenti diversi, il test di Rorschach. Le coppie, inoltre, hanno sostenuto dei colloqui con lo psicologo, ed eventualmente la somministrazione di altri test, insieme ad un corso di gruppo di formazione e preparazione all’adozione della durata di 5 incontri. Al termine di questo percorso l’equipe, costituita da due psicologi (uno per il corso di formazione, l’altro per i colloqui e la somministrazione dei test) e un assistente sociale, redige una relazione descrittiva della coppia finalizzata alla definizione di idoneità all’adozione, in caso di inidoneità finalizzata al suggerimento di un’eventuale terapia o altro, da inviare al Tribunale dei Minori.
Dai risultati [valutazione di indici generali quali numero di risposte, tempo totale, rifiuti o critiche alle tavole, dalla valutazione dello sviluppo affettivo (F%, FC>CF e C; TRI) e di un adeguato sviluppo sociale (D%, H, Ban, A%)] delle tre coppie prese in esame, è facile intuire come il Rorschach risulti essere, anche nel caso della coppia in procinto di adottare, un mezzo importante e potremmo dire fondamentale, utile allo psicologo e all’equipe incaricata della preparazione all’iter adottivo, per trovare eventuali problemi e patologie che andrebbero a minare alla base il rapporto affettivo, non di certo facile, tra una coppia infertile e un figlio non proprio, anche questi con le sue deprivazioni e non facilmente sormontabili difficoltà per i suoi vissuti di abbandono.

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- 20 - 1.3 Essere genitori (naturali o biologici) Prima di cominciare ad entrare nel vivo dell’argomento, ovvero l’adozione e le sue implicazioni psicologiche, occorre effettuare una, seppur minimale e senza pretese, panoramica su quelle che sono le dinamiche inerenti alla genitorialità, alla filiazione e quindi alla creazione della famiglia “nucleare” (composta da genitori, di sesso diverso, e prole), ad essa correlata, laddove il “nuovo venuto” sarà un figlio naturale e biologico. Ciò per meglio comprendere le differenze, sociali e psicodinamiche, che si attuano nel momento in cui due coniugi decidono di adottare un bambino, qualsiasi sia la motivazione. Nei seguenti paragrafi analizzeremo quindi la genitorialità, il patto genitoriale, il legame di filiazione nonché il prolungamento narcisistico ed infine il romanzo familiare, allo scopo di poter meglio comprendere cosa significa essere genitori naturali o biologici.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Armando Auricchio Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

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