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Dietro l'incanto: un viaggio alla scoperta del genere fiabesco

L’obbiettivo di questo lavoro è una breve esplorazione del genere fiabesco, considerato attraverso la categoria con cui si esprime nel modo più completo: la fiaba di magia.
Nel primo capitolo si analizzerà il testo di Giuseppe Gatto: La fiaba di tradizione orale. Attraverso di esso si spiegheranno alcuni punti di studi importanti che hanno definito cosa sia la fiaba e quali siano i suoi caratteri peculiari. Si prenderà in esame il metodo di trasmissione e le formule al quale è legato, analizzandoli attraverso il rapporto tra la figura del narratore ed il suo pubblico. Si noterà così, come la fiaba avesse un ruolo importante nei contesti in cui si è affermata, svolgendo una funzione morale, didattica e aggregatrice per i suoi destinatari. Si menzionerà la sua storia, alcune delle ipotesi sulle origini, delle raccolte che sono state compiute in area europea nel corso del tempo e dell’inizio dell’approccio scientifico al mondo della fiaba.
Nel secondo capitolo si restringerà il campo d’indagine alla sola area italiana, prendendo in esame alcune fiabe della raccolta di Italo Calvino: Fiabe Italiane , la quale ne comprende duecento provenienti da tutte le regioni italiane, che l’autore ha tradotto in lingua nazionale, corredandole di fitti rimandi ai testi originali in dialetto. Si scorrerà così l’ideologia e l’organicità della tecnica con cui l’autore porta a compimento il suo lavoro e l’obiettivo che si prefigge di raggiungere.
Nel terzo ed ultimo capitolo si specificherà ulteriormente l’oggetto di questo studio, attraverso l’analisi della raccolta di fiabe siciliane in dialetto compiuta da Giuseppe Pitrè: Fiabe novelle e racconti popolari siciliani , da cui Calvino attinge per il suo progetto di un quadro complessivo della fiaba italiana. Si accennerà brevemente all’opera ed ideologia dell'autore riguardo alla novellistica popolare e si vedranno così quelle tradizioni che Calvino cercò di rendere più accessibili con il suo lavoro di traduzione.
Infine, avendo accostato i due autori, si vorrà concludere il percorso con un breve confronto.

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4 INTRODUZIONE L’obbiettivo di questo lavoro è una breve esplorazione del genere fiabesco, considerato attraverso la categoria con cui si esprime nel modo più completo: la fiaba di magia. Nel primo capitolo si analizzerà il testo di Giuseppe Gatto: La fiaba di tradizione orale 1 . Attraverso di esso si spiegheranno alcuni punti di studi importanti che hanno definito cosa sia la fiaba e quali siano i suoi caratteri peculiari. Si prenderà in esame il metodo di trasmissione e le formule al quale è legato, analizzandoli attraverso il rapporto tra la figura del narratore ed il suo pubblico. Si noterà così, come la fiaba avesse un ruolo importante nei contesti in cui si è affermata, svolgendo una funzione morale, didattica e aggregatrice per i suoi destinatari. Si menzionerà la sua storia, alcune delle ipotesi sulle origini, delle raccolte che sono state compiute in area europea nel corso del tempo e dell’inizio dell’approccio scientifico al mondo della fiaba. Nel secondo capitolo si restringerà il campo d’indagine alla sola area italiana, prendendo in esame alcune fiabe della raccolta di Italo Calvino: Fiabe Italiane 2 , la quale ne comprende duecento provenienti da tutte le regioni italiane, che l’autore ha tradotto in lingua nazionale, corredandole di fitti rimandi ai testi originali in dialetto. Si scorrerà così l’ideologia e l’organicità della tecnica con 1 Giuseppe Gatto, La fiaba di tradizione orale, Milano, LED, 2006. 2 Italo Calvino, Fiabe Italiane, Milano, Arnoldo Mondadori, 1998.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Leonardo Giancana Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

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