Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Brazil, di Terry Gilliam. Tra distopia sociale e sogno individuale

La tesi si divide in quattro capitoli, uno riguardante il genere distopico in generale e tre incentrate sull’analisi del film.
Nel primo vengono tracciati la definizione di distopia e i suoi sviluppi, i punti in comune e le principali differenze con l’utopia; i caratteri narrativi del genere distopico e la suddivisione in totalitario e catastrofico. La sua evoluzione nella letteratura dal Settecento alla seconda metà del Novecento, con particolari riferimenti a Orwell, Huxley e Zamjàtin che hanno formato i parametri della distopia moderna. Infine come questa viene trasposta e re-interpretata nell’ambito cinematografico.
Nel secondo, dopo una breve descrizione di Terry Gilliam e della sua carriera precedente a Brazil (dai Monty Python a Time Bandits), si passa a un’analisi del film dal punto di vista della produzione, della realizzazione e della distribuzione. Dalla ricerca dei fondi alla scelta degli sceneggiatori, del cast e delle location, per finire con la lunga battaglia contro la Universal e contro Sidney Sheinberg specialmente, che stravolge il senso del film rimaneggiandolo, prima di distribuirlo negli Stati Uniti.
Nel capitolo successivo andiamo invece ad analizzare Brazil dal punto di vista tecnico. In particolare osserviamo l’eccellente lavoro di scenografia, le scelte registiche più importanti e le correnti artistiche e cinematografiche che hanno influenzato Gilliam.
Nel quarto capitolo viene preso in esame il contenuto del film. Dopo uno studio sulla società distopica di Brazil e un’introspezione sui personaggi, ci dedichiamo a un’interpretazione psicanalitica del protagonista e del film. Nel paragrafo finale invece ci soffermiamo sugli aspetti simbolici e onirici, e come questi influenzino la realtà di Sam.
Nelle conclusioni vediamo come le tematiche presenti in Brazil di Gilliam siano ricorrenti nei suoi film successivi: la realizzazione di altre distopie e la questione dell’immaginazione come pericoloso rifugio dal reale.
In appendice una scomposizione del film in capitoli e una descrizione delle sequenze.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione “Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a ve - dere.” Henry David Thoreau La prima cosa che cerco, che voglio dal cinema è quella sensazione indescrivibile di meraviglia, di magia. Un’ emozione simile a quella dello stupore infantle davant a qualcosa di nuovo, che non si è mai visto prima. E Terry Gilliam è uno dei pochi regist contemporanei che riesce ancora a creare quell’ atmosfera. I suoi flm non sono semplici storie, ma viaggi nello straordinario, immersioni in mondi surreali; sono flm davedere e non semplice- mente da guardare. Gilliam riesce spesso a riportare nello spetatore lo stato para-ipnotco dellarêverie, del sognare a occhi apert; e prova appunto a ricordarci l’importante analogia tra cine - ma e sogno (sul pensiero di Musat e Morin), cioè l’ap- 5

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Nicola Iannibelli Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1195 click dal 14/07/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.