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La sentenza Bosman ed i suoi effetti sull'ordinamento sportivo

La sentenza BOSMAN emessa dalla Corte di Giustizia delle comunità Europee nel 1995 , è entrata ormai a far parte della conoscenza di chiunque abbia mai sfogliato un giornale sportivo o visto un telegiornale Nella tesi si è cercato , dopo aver esposto le sentenze precedenti e aver chiarito i motivi per cui tali sentenze non sono state seguite e non hanno avuto la risonanza del giudizio in esame , di analizzarne le conseguenze sul piano sportivo. Tali conseguenze sono importanti , oltre che per le singole squadre di club , anche per le nazionali e per i calciatori che provengono da oltre i confini dell'Europa comunitaria.
Ancora oggi si discute sulla bontà e sulla "giustizia" della sentenza BOSMAN: ogni poco tempo qualcuno propone la revisione del giudizio , ma essa è ormai entrata a far parte dello status giuridico comunitario , e volenti o nolenti , tutti devono accettarla . Il punto fondamentale della sentenza è il riconoscimento del calciatore professionista quale lavoratore subordinato : una volta fatto questo passo ci si muove evidentemente nella direzione obbligata della concessione al calciatore di tutti i diritti che spettano ai lavoratori comunitari.
Uno di questi diritti è proprio la libera circolazione in ambito UE, sancita dall' Art. 48 del trattato CEE e poi dal trattato di SCHENGEN del 1992, su cui si basa la sentenza.

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Capitolo 1 Il diritto comunitario coinvolto dalla sentenza Bosman. 1.1 La libertà di circolazione: caratteri generali. Il cammino iniziato nel 1957 con la firma del Trattato di Roma, aveva come obiettivo primario, nell�intenzione dei Padri fondatori della Comunit�, la realizzazione dell�unit� economica all�interno dell�Europa 1 . Questo scopo ha avuto una spinta decisiva con le varie tappe della costruzione comunitaria 2 , ognuna delle quali ha richiesto agli Stati membri, fin da subito, uno sforzo concreto per eliminare tutte le discriminazioni tra i cittadini europei. Una delle principali forze propulsive per la costruzione dell�Unione Europea, � stata la proclamazione delle libert� fondamentali, assicurate dal Trattato di Roma 3 . In tale contesto rientrano le norme sulla libera 1 L�art. 2 del Trattato di Roma afferma che la Comunit�, �mediante l’instaurazione di un mercato comune�, ha il compito di favorire �lo sviluppo delle attività economiche� degli Stati membri, �un’espansione continua ed equilibrata� ed un miglioramento del tenore di vita degli Stati che �ad essa partecipano�. 2 Oltre al 1957, anno della firma del Trattato istitutivo della Comunit� europea, possiamo ricordare le date del 1979, anno della prima elezione a suffragio universale del Parlamento europeo; del 1986, in cui fu firmato l�Atto unico europeo; del 1992, anno della ratifica del Trattato di Maastricht, che ci condurr�, nel 1999, alla prima fase dell�Unione Monetaria Europea. 3 Queste misure sono finalizzate alla creazione di un unico mercato del lavoro comprendente tutto il Continente, destinato a �sovrapporsi a quelli più limitati dei singoli Stati� (cfr. VIDIRI �La libera circolazione dei lavoratori nei paesi della CEE ed il blocco calcistico delle frontiere� in Giur. It., pag. 66, 1988). L�armonizzazione delle legislazioni Sommario. 1. La libert� di circolazione: caratteri generali � 2. La libert� di prestazione dei servizi � 3. La disciplina della concorrenza � 4. La Corte di giustizia delle Comunit� europee � 5. La Commissione europea � 6. Il deficit di competenza del diritto comunitario

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Simone Petracchi Contatta »

Composta da 259 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9883 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 27 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.