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Protocolli operativi per l'infermiere 118: autonomia e responsabilità

Informazioni tesi

  Autore: Alessio antonio Iaia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Roberto Vacca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

Il ruolo dell’infermiere all’interno del sistema 118 è essenziale; esso infatti, nella gestione della missione di soccorso in ambito extra ospedaliero, può trovarsi a lavorare insieme alla figura medica oppure in autonomia, di fronte a molteplici e variegate situazioni ambientali e di pazienti; maggiore è l’autonomia professionale, maggiore è la responsabilità.
I protocolli operativi supportano l’infermiere nell’affrontare in autonomia determinate situazioni patologiche che può incontrare in una missione di soccorso extra ospedaliera.
Analizzare la figura professionale dell’infermiere di area critica,nello specifico ambito 118 emergenza territoriale;
Valutare il campo di azione dell’infermiere in 118, l’attuale legislazione del nostro paese e i protocolli usati nelle varie regioni italiane e non;
Considerare le potenzialità del mezzo di soccorso avanzato di base (con infermiere e soccorritori a bordo) in relazione alla situazione piemontese,nello specifico della riforma della rete ospedaliera;
Proposte di protocolli situazionali per l’infermiere 118.
Analisi dei protocolli ALS, AMD-FCTSA, AREU Lombardia, 118 Toscana, ASL Carbonia.
Analisi codice deontologico, profilo professionale e legislazione italiana.
Stage formativo presso centrale operativa 118 Torino e ambito infermieristico territoriale.
I risultati emersi sottolineano l’importanza della figura infermieristica nell’ambito di emergenza territoriale, specialmente laddove l’infermiere viene messo in condizione, tramite adeguata ed elevata formazione professionale, di lavorare in autonomia per trattare situazioni di concreta urgenza patologica.
I protocolli operativi sono essenziali per il lavoro in autonomia dell’infermiere sui mezzi di soccorso avanzato di base: essi infatti fungono da vero e proprio filo guida per determinare e trattare determinate situazioni critiche di salute; occorre quindi una veloce diffusione di tali percorsi situazionali, allegata ad una formazione approfondita per l’uso degli stessi da parte degli infermieri 118, considerando anche le potenzialità importanti dei MSAB nel SET 118 Piemonte.

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7 INTRODUZIONE Rispetto all’apparente semplicità del numero di chiamata, il sistema di emergenza- urgenza territoriale 118 racchiude al suo interno un variegato mondo di situazioni, casi, metodi di lavoro e molto altro ancora che spesso non si conosce. Il numero di chiamata, dicevamo, è unico in tutta Italia e viene interpellato in caso di problemi di salute ed emergenze sanitarie che accadono nel territorio, 24h su 24 e 7 giorni su 7; tale servizio è gestito da personale medico, infermieristico ed amministrativo, mentre nella parte del soccorso possiamo trovare medici, infermieri e volontari. L’impostazione strutturale del servizio, secondo il Decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992 è delegata alle regioni [I] , quindi il sistema 118 della Puglia, ad esempio, avrà varie differenze con quello lombardo o piemontese che sia, in quanto l’organizzazione del servizio viene espletata dai singoli Assessorati alla Sanità delle regioni italiane. Nello specifico della realtà piemontese, una novità del 2015 è il bando di assunzione da parte dell’azienda sanitaria Città della Salute di Torino, che ha in gestione il servizio di emergenza territoriale, degli infermieri che prestano servizio sui mezzi di soccorso avanzato in Torino e provincia; in precedenza, ciascun infermiere era legato contrattualmente alla Azienda Ospedaliera ove prestava servizio, nei reparti di area critica e postazioni territoriali; con tale riforma, la Città della Salute ha centralizzato il proprio organico in modo da avere un numero più ristretto ma selezionato di infermieri che andranno a lavorare esclusivamente nelle postazioni di soccorso avanzato del territorio. Appunto, gli infermieri: coloro che lavorano nell’emergenza si trovano spesso a lavorare in equipe con un medico (anch’esso facente parte del 118) ma talvolta, in base alla tipologia di mezzo di soccorso, quest’ultima figura non è presente e l’infermiere quindi è tenuto a saper affrontare e gestire scenari, situazioni e patologie assai complesse in maniera maggiormente autonoma e responsabile. In alcune regioni italiane, con impostazioni strutturali del 118 simili a quelle piemontesi, si è deciso di fornire agli infermieri dei Mezzi di Soccorso Avanzato di Base (MSAB) dei protocolli operativi prestabiliti (chiamati “percorsi situazionali” oppure “algoritmi clinico-assistenziali”) in modo tale che, di fronte a situazioni

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Parole chiave

autonomia
118
infermiere
protocolli operativi
emergenza territoriale

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