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Analisi delle cause di mancata raccolta delle donazioni di sangue cordonale

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Tosetto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Ostetricia
  Relatore: Donatella Chiarioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

Il sangue cordonale (CB) rappresenta un’importante risorsa di cellule staminali emopoietiche (CSE), il cui utilizzo presenta numerosi vantaggi rispetto alla donazione di midollo come, ad esempio, la facilità di approvvigionamento, donazioni senza rischio per madre e neonato, minor reattività immunitarie e la possibilità di essere crioconservato in Banche cellulari. Le maggiori criticità nell’impiego del CB sono, invece, la quantità relativamente ridotta di cellule staminali presenti nelle singole unità donate e la loro immaturità funzionale, che causa un ritardato attecchimento di neutrofili e piastrine in fase di trapianto. Per questo, la Comunità Scientifica ha esplorato differenti strategie per il miglioramento delle fasi di selezione e di arruolamento della madre donatrice, mentre, al contrario, scarsa attenzione è stata posta sull’incidenza del failure della raccolta conseguente sia a fattori di esclusione anamnestici in corso di parto che a problematiche organizzative. Finalità di questo lavoro è quello, dunque, di focalizzare questi aspetti, analizzando la casistica raccolta nei vari Punti Nascita afferenti al Programma di Donazione della Banca Cordonale di Treviso.

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3 RIASSUNTO INTRODUZIONE Il sangue cordonale (CB) rappresenta un’importante risorsa di cellule staminali emopoietiche (CSE), il cui utilizzo presenta numerosi vantaggi rispetto alla donazione di midollo come, ad esempio, la facilità di approvvigionamento, donazioni senza rischio per madre e neonato, minor reattività immunitarie e la possibilità di essere crioconservato in Banche cellulari. Le maggiori criticità nell’impiego del CB sono, invece, la quantità relativamente ridotta di cellule staminali presenti nelle singole unità donate e la loro immaturità funzionale, che causa un ritardato attecchimento di neutrofili e piastrine in fase di trapianto. Per questo, la Comunità Scientifica ha esplorato differenti strategie per il miglioramento delle fasi di selezione e di arruolamento della madre donatrice, mentre, al contrario, scarsa attenzione è stata posta sull’incidenza del failure della raccolta conseguente sia a fattori di esclusione anamnestici in corso di parto che a problematiche organizzative. Finalità di questo lavoro è quello, dunque, di focalizzare questi aspetti, analizzando la casistica raccolta nei vari Punti Nascita afferenti al Programma di Donazione della Banca Cordonale di Treviso. MATERIALI E METODI Lo studio è stato condotto partendo dal numero totale di madri donatrici arruolate tra il 2 Gennaio 2009 e 31 Dicembre 2014, consultando, rispettivamente, il data-base Microsoft Excel Don-CBU e l’Archivio Donazioni Non Raccolte (Archivio DNR), utilizzati dalla Banca di Treviso. I dati desunti sono stati organizzati in un worksheet Excel, che ha permesso di codificare le cause di non raccolta in tre principali “gruppi sperimentali”, ovvero “cause sanitarie”, “cause organizzative”, entrambe suddivise, successivamente, in sottoclassi, e “cause non motivate”. Per l’analisi delle cause di esclusione della donazione sia di tipo organizzativo che clinico è stata applicata una metodologia grafica di analisi, basata sul Teorema di Pareto.

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