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Unione Europea e Africa: la cooperazione allo sviluppo dalle origini ai giorni nostri

La presente tesi ricostruisce l’origine e l’evoluzione della fitta rete di relazioni che l’Unione
europea ha intrattenuto con i Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico, nell’ambito dell’elaborazione di una politica di cooperazione allo sviluppo europea, dando vita a relazioni forti e stabili. La mia analisi muove dalla volontà di comprendere le motivazioni profonde che sottostanno alle scelte compiute dai governi e dalle istituzioni europee nei confronti dei Paesi del Sud del mondo, cercando di ricostruirne un iter storico ragionato.
Negli anni, le relazioni tra le potenze europee e i Paesi in via di sviluppo hanno attraversato mutamenti che hanno condotto dai trattati di associazione alla firma delle due convenzioni di Yaoundé e alle quattro successive convenzioni di Lomé che hanno offerto un quadro politico ed operativo per la regolamentazione delle relazioni tra l’Unione europea e i Paesi ACP. Quindi, si approfondisce l’accordo di Partenariato di Cotonou, firmato 2000, il quale ha apportato importanti novità all’impostazione della politica di cooperazione allo sviluppo europea, superando la logica neocoloniale di donatore–ricevente che aveva caratterizzato fino a quel momento i rapporti euro-africani.
Infine, viene presentato il tema della penetrazione della Cina in Africa; in primis, esaminando i fattori storici e politici che hanno favorito e motivato la presenza capillare del gigante asiatico nel continente, quindi mostrando luci ed ombre del fenomeno.

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3 Introduzione L’Unione europea viene spesso definita in base alle sue realizzazioni economiche, quali il mercato interno, la moneta unica o gli scambi commerciali. In realtà, all’origine del processo di integrazione europea non sussistono certo solamente interessi strategici: vi è, anche e soprattutto, una forte condivisione di ideali sedimentatisi nel corso della storia, tra i quali figura la volontà di mantenere la pace tra i popoli 1 , di promuovere la democrazia e il rispetto dei diritti umani, nonché un insieme di valori che concorrono a definire l’identità europea tra cui si segnalano la libertà individuale, la tolleranza, la giustizia, la razionalità 2 e la coscienza ambientale. Un altro principio fondamentale che contraddistingue altresì il sentire europeo è la solidarietà sociale. All’origine, il principio di solidarietà si è configurato come il cuore e il motore del progetto europeo. Nelle pagine della Dichiarazione Schuman, documento fondante del processo di integrazione europea, è già rintracciabile un riferimento al concetto di solidarietà da realizzare, in primis, tra europei. Con le parole del Ministro degli Esteri Robert Schuman: «L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto 3 ». 1 La Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950 identificava la pace come obiettivo primario del processo che avrebbe dato vita alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA). Il documento enuncia così: «La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Il contributo che un’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche. La Francia, facendosi da oltre vent'anni antesignana di un'Europa unita, ha sempre avuto per obiettivo essenziale di servire la pace.» Dichiarazione Schuman, 9 maggio 1950. In: http://europa.eu/about-eu/basic-information/symbols/europe-day/schuman- declaration/index_it.htm 2 Tzvetan Todorov, Il nuovo disordine mondiale. Le riflessioni di un cittadino europeo, Milano, Garzanti, 2003, pp. 61–72. 3 Dichiarazione Schuman, op. cit..

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesca Para Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.