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Valutazione di un metodo per la determinazione delle catene leggere libere nel liquido cefalorachidiano

Informazioni tesi

  Autore: Federica Lia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Tecniche di laboratorio biomedico
  Relatore: Rossella Zenobi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

Nei pazienti con malattie infiammatorie del Sistema Nervoso Centrale, come la Sclerosi Multipla (MS), è stata riscontrata la presenza di sintesi intratecale di IgG; ciò si verifica in seguito ad un processo di demielinizzazione della guaina assonale che riveste i neuroni. La sintesi intratecale viene rilevata attraverso la presenza di bande oligoclonali (IgG) nel liquido cefalorachidiano che sono assenti nel siero, mediante una focalizzazione isoelettrica. L’obiettivo del nostro lavoro è stato quello di proporre un’alternativa diagnostica più rapida e sensibile a quella tutt’oggi in uso per le malattie infiammatorie del SNC, ovvero il dosaggio delle catene leggere libere (FLCs) nel liquor mediante metodi nefelometrici ed il calcolo di un indice che misura la concentrazione di FLCs di tipo k (kFLC Index). Grazie a questi due parametri risultanti, valore di kFLC nel liquor e kFLC Index, è possibile valutare con estrema sensibilità e precisione la presenza di una sintesi intratecale di IgG e seguire la progressione della malattia. Sono stati analizzati liquor e siero di 138 pazienti, suddivisi in 3 gruppi, in base al loro profilo diagnostico. Per ogni gruppo sono stati valutati: il rapporto liquor/siero delle FLCs di tipo k ed il grafico di Reiber; quest’ultimo per verificare l’integrità della barriera ematoencefalica. Sono state poi utilizzate le curve ROC, per la determinazione del valore di cut-off più sensibile e affidabile, che è risultato essere il kFLC Index. Quest’indice è un dato quantitativo che si rivela molto più accurato del Log-IgG Index, soprattutto nei pazienti che presentano un danneggiamento della barriera.

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5 1. Introduzione 1.1LIQUOR Il liquido cefalorachidiano (CSF) o liquor è un fluido di aspetto limpido e incolore (da cui deriva la definizione “acqua di roccia” o di rocca), che viene prodotto all’interno delle cavità ventricolari del sistema nervoso centrale (Fig.1.1 a). Si trova sia nello spazio subaracnoideo, quello interposto tra i due foglietti meningei aracnoide e pia madre, nel quale prende il nome di liquido cefalo-rachidiano esterno, sia nelle cavità più interne del SNC, quali i ventricoli cerebrali, la cisterna magna e il canale midollare: liquido cefalorachidiano interno. Quest’ultimo è prodotto dai plessi corioidei, strutture situate nei ventricoli laterali; da qui si riversa dapprima nel terzo e quarto ventricolo, per poi raggiungere lo spazio subaracnoideo, passando attraverso dei forami situati nella parete dorsale del quarto ventricolo: il foro mediano di Magendie e i due fori laterali di Luschka (Fig. 1.2). [Helen F. Cserr, 1971]. Un’ostruzione a livello di tali fori può causare una grave sindrome che prende il nome di idrocefalo (nei bambini) e di ipertensione endocranica (negli adulti), dovuta all’eccessivo accumulo di liquor nello spazio subaracnoideo o nei ventricoli cerebrali. Nelle 24 ore si producono circa 500 cc di liquido cefalorachidiano. La produzione di tale liquido è in omeostasi con il suo smaltimento, che avviene in corrispondenza delle granulazioni aracnoidali, strutture villose ampiamente vascolarizzate derivanti dall’aracnoide, deputate al riassorbimento del liquor, che viene immesso nel sangue venoso (Goglia).

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Parole chiave

sclerosi multipla
isoelettrofocusing
liquor
sintesi intratecale
catene leggere libere
dosaggi nefelometrici

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