TesseNdo. L'insieme N e la mente del bambino

Le ricerche e i risultati delle prove INVALSI evidenziano che moltissimi studenti sperimentano difficoltà di apprendimento della matematica. Di contro, alcune ricerche evidenziano risultati migliori negli studenti di scuole montessoriane. Da questi dati di fatto, la ricerca si muove mettendo in dialogo le proposte montessoriane e gli attuali studi di didattica disciplinare, per ricercare e oggettivare i motivi di questi risultati.

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La Danza di Henrie Matisse, 1909. Mi sembra che questo quadro richiami alcuni elementi essenziali del percorso appena concluso. Innanzitutto il dipinto rappresenta una danza e i corpi la seguono e nello stesso tempo la creano con tutta la loro plasticità, eppure leggeri, delineati con gesti spontanei: nella danza individualità e collettività -il singolo nel gruppo - coesistono e traggono l'una forza e valore dall'altro. La danza rappresentata è un girotondo: il cerchio, figura perfetta e chiusa per eccellenza, in realtà in questo dipinto è aperta perché i due danzatori più in basso si stanno dando le mani, forse dopo che uno di loro ha preso il suo posto nella danza stessa-un'inclusione che porta già da subito il suo contributo nella danza. Il movimento appare vorticoso, senza fine, ma è armonioso, le figure sono linee ordinate in relazione alla superficie dipinta: i profili si adattano alla composizione, ogni elemento dei corpi si dispone in una posizione relazionata a quella degli altri, l’uno concatenandosi al vicino e questo al successivo, secondo un rapporto armonioso che coinvolge l’intero quadro- la coerenza tra l'ambiente preparato e i bisogni evolutivi dei singoli bambini. Nella danza, infatti, ognuno declina nel suo modo personale uno stimolo- la musica e il movimento stesso che i cinque danzatori creano insieme, che ciascuno sente pensato per sè - e lo restituisce al gruppo attraverso la sua stessa danza- individuazione e personalizzazione- affinché si possa crescere insieme,- società per coesione - determinando così un adeguamento e un nuovo armonizzarsi di movimenti -osservazione e ristrutturazione dell'ambiente. I volti sono quasi tutti nascosti e richiamano una dimensione universale e simbolica- la missione cosmica. Inoltre i colori utilizzati sono solo tre: sono quindi ridotti all'essenziale, “Il minimo per ottenere il massimo effetto” era il motto di Matisse in quel periodo – il necessario e sufficiente- ma sono utilizzati in modo molto marcato, sono colori saturi, estremamente carichi- le possibili declinazioni personali. Del resto, i colori dominanti, il blu, il rosso e il verde, permettono di percepire immediatamente la composizione, orientandoci a distinguerne nettamente ogni elemento. Infine, il piede di uno dei danzatori imprime alla superficie sulla quale ballano una deformazione dovuta al suo peso: un approccio didattico che lascia il segno nella propria formazione, nella società... e nella Scuola...forse... 3

Tesi di Master

Autore: Daniela Nebuloni Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

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