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La maschera nel teatro italiano del ‘900: l'inedito incontro tra Pirandello e Zero

La tematica presa in esame in questo lavoro si riferisce a uno degli oggetti più antichi e diffusi al mondo: la maschera. Si vorranno andare ad indagare i molteplici significati e le implicazioni culturali che essa dispiega, soffermandosi in particolare sulla storia del teatro novecentesco, tempo in cui un generale clima di crisi colpisce la nozione di realtà e l'individuo stesso: tutte le certezze maturate nei secoli precedenti cadono; l'uomo inizia così a riflettere su se stesso e a produrre alter-ego di vario tipo, come la maschera, il robot o la marionetta, i quali generano il grande «tema del Doppio», leitmotiv di gran parte del teatro del primo Novecento.
Nell’introduzione verrà illustrato, tramite un breve excursus, quanto l’utilizzo della maschera sia stato vario negli ambiti e nelle funzioni all’interno delle più diverse civiltà, fin dalle origini dell’Uomo; inoltre si vorrà sottolineare la complessità dell’elemento ‘maschera’, dei valori e dei molteplici sviluppi culturali che da essa scaturiscono, ben al di là del suo essere una “cosa”.
Con il primo capitolo si entrerà nel merito del discorso teatrale e verrà analizzata la crisi delle forme e della rappresentazione che colpisce il teatro e la figura stessa dell’attore alle origini del Novecento e che fa riaffiorare, come antidoto, il «mito della marionetta», uno dei filoni teorici fondamentali del teatro della prima metà del secolo. Sarà quindi preso in esame questo aspetto all’interno del Simbolismo e delle cosiddette Avanguardie storiche, facendo poi maggiormente riferimento alle tematiche e agli stili del grottesco e alle sue varie “maschere”.
L’analisi verrà poi circoscritta, nei due capitoli successivi, ad un inconsueto accostamento e confronto tra autori molto diversi per tempo, ambito e stile ma accomunati dall’aver speso molto del loro lavoro di produzione scenica e teatrale intorno al tema della maschera e dell’identità: Luigi Pirandello e Renato Zero.

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Presentazione del lavoro La tematica presa in esame in questo lavoro si riferisce a uno degli oggetti più antichi e diffusi al mondo: la maschera. Si vorranno andare ad indagare i molteplici significati e le implicazioni culturali che essa dispiega, soffermandosi in particolare sulla storia del teatro novecentesco, tempo in cui un generale clima di crisi colpisce la nozione di realtà e l'individuo stesso: tutte le certezze maturate nei secoli precedenti cadono; l'uomo inizia così a riflettere su se stesso e a produrre alter-ego di vario tipo, come la maschera, il robot o la marionetta, i quali generano il grande «tema del Doppio», leitmotiv di gran parte del teatro del primo Novecento. Nell’introduzione verrà illustrato, tramite un breve excursus, quanto l’utilizzo della maschera sia stato vario negli ambiti e nelle funzioni all’interno delle più diverse civiltà, fin dalle origini dell’Uomo; inoltre si vorrà sottolineare la complessità dell’elemento ‘maschera’, dei valori e dei molteplici sviluppi culturali che da essa scaturiscono, ben al di là del suo essere una “cosa”. Con il primo capitolo si entrerà nel merito del discorso teatrale e verrà analizzata la crisi delle forme e della rappresentazione che colpisce il teatro e la figura stessa dell’attore alle origini del Novecento e che fa riaffiorare, come antidoto, il «mito della marionetta», uno dei filoni teorici fondamentali del teatro della prima metà del secolo. Sarà quindi preso in esame questo aspetto all’interno del Simbolismo e delle cosiddette Avanguardie storiche, facendo poi maggiormente riferimento alle tematiche e agli stili del grottesco e alle sue varie “maschere”. L’analisi verrà poi circoscritta, nei due capitoli successivi, ad un inconsueto accostamento e confronto tra autori molto diversi per tempo, ambito e stile ma accomunati dall’aver speso molto del loro lavoro di produzione scenica e teatrale intorno al tema della maschera e dell’identità: Luigi Pirandello e Renato Zero. 2

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Giovanni Contò Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.