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Relativismo linguistico: l'efficacia della traduzione

La lingua che parliamo influenza e dà forma al nostro pensiero, quindi persone che parlano lingue diverse pensano in modo diverso e hanno una visione del mondo differente. Questo è il principio alla base del relativismo linguistico, anche conosciuto come ipotesi di Sapir-Whorf.
La teoria del relativismo linguistico viene considerata la teoria dell'intraducibilità per eccellenza, tuttavia la traduzione è un'attività fiorente da molti secoli. Quali sono quindi le tecniche che permettono di ottenere una traduzione efficace nonostante le numerose differenze linguistiche, che negherebbero almeno al livello teorico ogni possibilità di traduzione?

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INTRODUZIONE La lingua che parliamo rappresenta il limite del nostro mondo e di ciò che siamo in grado di pensare? In questo elaborato cercherò di dare una risposta il più possibile convincente riguardo un argomento piuttosto complicato, e che implicitamente tocca una tematica a me molto vicina: la traduzione. La prima parte della mia dissertazione sarà dedicata alla spiegazione di quella teoria, che a mio parere riesce a dare la risposta migliore alla domanda iniziale: presenterò infatti la teoria del relativismo linguistico, anche conosciuta come ipotesi di Sapir-Whorf. Nel primo capitolo verrà perciò analizzata la lingua e il suo legame col pensiero e il comportamento umano, spiegando la teoria del relativismo linguistico anche con esempi concreti. Il relativismo linguistico teorizza che due lingue diverse rimandano a strutture cognitive e di pensiero a loro volta differenti, e che di conseguenza la comunicazione tra persone che parlano lingue diverse risulta essere impossibile. Una delle dirette conseguenze della teoria di Sapir-Whorf è appunto la negazione, almeno a livello teorico, della possibilità di tradurre. Essendo la traduzione un tema a me molto vicino, nel secondo capitolo ho deciso di analizzare le possibili conseguenze della teoria di Sapir-Whorf in questo campo. Ho voluto studiare quali sono le tecniche, che i traduttori ormai esperti, adottano per riuscire ad ovviare al problema della traduzione di elementi che esistono nella lingua del testo sorgente, ma che nella lingua del testo target non hanno nessun richiamo, cercando un modo per aggirare quelle che sembrano insormontabili differenze culturali, per creare così una traduzione il più possibile efficace. Sempre nella seconda parte dell’elaborato insisterò infatti su come l’attività del tradurre presupponga una serie di conoscenze e competenze culturali 1

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Letizia Riccelli Contatta »

Composta da 70 pagine.

 

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