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Gli alti rendimenti del venture capital e lo scenario competitivo in Italia

Gli alti rendimenti conseguiti nell’ultima decade dal venture capital, sia statunitense sia europeo, hanno attratto l’attenzione di investitori, imprese, economisti e ricercatori. Ne è risultata una crescita esponenziale in termini di capitali gestiti da questo nuovo comparto della finanza e una proliferazione di studi e ricerche che cercano di spiegare il funzionamento dell’industria e di indagare le cause e la sostenibilità di lungo periodo delle elevate performance da essa prodotte.
Attingendo a questi recenti studi, la prima parte di questo lavoro cerca di dare una risposta ai seguenti interrogativi: quali sono i fattori che hanno determinato gli alti rendimenti del settore? Ovvero, quali sono i punti di forza e le peculiari caratteristiche dell’industria del venture capital? E ancora, gli alti livelli di performance mostrati negli ultimi anni sono sostenibili nel lungo periodo?
La risposta a queste domande verrà cercata indagando:
- il modo in cui il venture capital lavora, con particolare attenzione al processo di investimento, alla fase di gestione, monitoraggio e valorizzazione dell’investimento e al processo di disinvestimento;
- la struttura dei fondi di investimento in capitale di rischio e come vengono raccolti i capitali; i rapporti tra gli investitori e la società di gestione del fondo con un’analisi precisa di quali schemi di incentivazione e remunerazioni vengono adottati per ottenere un adeguato impegno da parte dei gestori;
- le tipologie di contratti utilizzati per regolare i rapporti tra le venture e il venture capital e per allineare quindi gli obiettivi della società finanziata a quelli dell’investitore;
- il rapporto rischio-rendimento che ha caratterizzato questa categoria di investimenti fino ad oggi;
Per far luce sui quesiti sopra menzionati è importante tenere conto dei risultati che il venture capital è stato in grado di raccogliere in quest’ultimissimo periodo (ultimo trimestre 2000 - primi due trimestri del 2001) allorché si è assistito ad una forte depressione dei mercati finanziari in tutto il mondo che ha colpito soprattutto quei settori ad alto contenuto tecnologico che rappresentano la prima linea di investimento per il venture capital. Per quanto i dati lo consentiranno, cercherò di cogliere le più recenti tendenze del settore, che senz’altro danno un’indicazione importante sulla sostenibilità dei risultati ottenuti dall’investimento in capitale di rischio.
La seconda parte della tesi si focalizza sul mercato italiano, descrivendone l’evoluzione e soffermandosi in un’analisi dettagliata che mira a dare una rappresentazione dello scenario competitivo considerando tutti gli operatori di venture capital attivi entro i nostri confini. Nonostante le condizioni culturali, economiche ed istituzionali del nostro Paese ne abbiano ritardato lo sviluppo l’Italia rappresenta un terreno fertile per il venture capital. Il venture capital, infatti, potrebbe valorizzare la creatività italiana, essere di supporto per lo sviluppo delle piccole imprese e intervenire nella fase, spesso critica, del passaggio generazionale;
Con l’apertura del Nuovo Mercato Italiano, avvenuta il 17 giugno 1999, che consente il collocamento di società di piccole dimensioni, la difficoltà al disinvestimento, che ha storicamente rappresentato una delle principali remore nutrite dagli investitori in venture capital, oggi può considerarsi fortemente ridotta purché la selezione delle società target sia effettuata avendo piena considerazione per quello che queste Borse specializzate richiedono alle imprese quotande: tecnologie d’avanguardia ed elevati tassi di crescita.

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Prefazione Quando, terminati gli esami universitari, mi sono trovato a dover scegliere l�argomento sul quale sviluppare la mia tesi di laurea, ho subito concentrato l�attenzione su internet e le nuove tecnologie. Oltre l�interesse che comunemente suscita un processo di forte innovazione, il fascino esercitato in me da questo settore derivava soprattutto dalla crescita economica, occupazionale e dagli elevati rendimenti da esso generati. Com�� ben noto l�epicentro della new economy � localizzato negli Stati Uniti, dove � stato raggiunto il massimo sviluppo sia in termini dimensionali sia d�innovazione. Proprio negli Stati Uniti si � assistito per un prolungato periodo di oltre cinque anni ad una costante ed elevata crescita del PIL, dell�occupazione e delle quotazioni dei mercati finanziari, mentre il tasso di inflazione rimaneva pressoch� invariato anche in virt� dell�aumento di produttivit� derivante dalla diffusione delle nuove tecnologie in ogni settore produttivo. La rivoluzione determinata dal profondo processo di innovazione sembrava far contenti tutti: le imprese, che vedevano salire le proprie quotazioni; i lavoratori, che vedevano allontanarsi la minaccia della disoccupazione; le famiglie, che assistevano al rivalutarsi dei propri risparmi investiti in borsa e vedevano crescere la variet� e la qualit� di beni e servizi su cui riversare la propria aumentata capacit� di spesa. Con un quadro cos� roseo � facile non essere prudenti e farsi prendere dall�ottimismo. Ed � quello che � successo agli investitori, che hanno spinto le quotazioni dei mercati finanziari ad un livello rivelatosi, con il senno del poi, eccessivo. Quando ho iniziato a lavorare a questa tesi, nell�ottobre 2000, si potevano gi� cogliere i primi segnali di rallentamento dell�economia Usa e l�inversione dei trends borsistici

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Luca Barbi Contatta »

Composta da 316 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7659 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.