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Modificare la propria vita cambiando il modo di pensarla. Come l'ottimismo influisce sulla capacità di superare gli stress, riprogettando positivamente la propria esistenza

Il tema dell’ottimismo è oggi quanto mai popolare grazie alla diffusione e alla crescita degli studi nell’ambito della psicologia positiva. La domanda da cui questa trattazione ha preso avvio è se lo stile esplicativo possa influenzare la nostra percezione della vita e degli eventi, tanto da influenzare anche la capacità di rispondere ad essi efficacemente. Questa capacità viene definita resiliency, termine che si è preferito utilizzare rispetto all’italiano “resilienza”, che si avvicina di più alla fisica dei metalli. La resiliency è comunemente conosciuta come la capacità di resistere agli stress e agli “urti” della vita, riuscendo poi a riprogettarla in maniera positiva. Questa definizione però non mette in luce una dimensione che in questa trattazione si è cercato di porre in primo piano, ovvero il cambiamento.
L’obiettivo principale di questa tesi è evidenziare il legame esistente fra ottimismo e resiliency, avvalendosi anche di due questionari per la misurazione di questi due costrutti, cui fanno seguito delle analisi quantitative per verificarne l’effettiva correlazione.

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6 INTRODUZIONE Il tema dell’ottimismo è oggi quanto mai popolare grazie alla diffusione e alla crescita degli studi nell’ambito della psicologia positiva. La domanda da cui questa trattazione ha preso avvio è se lo stile esplicativo possa influenzare la nostra percezione della vita e degli eventi, tanto da influenzare anche la capacità di rispondere ad essi efficacemente. Questa capacità viene definita resiliency, termine che si è preferito utilizzare rispetto all’italiano “resilienza”, che si avvicina di più alla fisica dei metalli. La resiliency è comunemente conosciuta come la capacità di resistere agli stress e agli “urti” della vita, riuscendo poi a riprogettarla in maniera positiva. Questa definizione però non mette in luce una dimensione che in questa trattazione si è cercato di porre in primo piano, ovvero il cambiamento. L’aspetto a parer mio più saliente e interessante per gli sviluppi futuri in questo ambito, è la potenzialità trasformativa insita in ogni circostanza della vita, positiva o negativa che sia. Il pessimismo non permette alla persona di cogliere l’opportunità di apprendimento cui si trova di fronte, vive gli eventi perlopiù come fortuiti in circostanze positive, o come disgrazie da subire passivamente in casi negativi. Gli ottimisti al contrario sviluppano una virtù straordinaria, capace di risollevare l’animo delle persone anche dalle situazioni più avverse: la speranza. Viktor Frankl ne offre un straordinario esempio grazie ai suoi racconti sull’atteggiamento degli internati nei campi di concentramento. L’obiettivo principale di questa tesi è evidenziare il legame esistente fra ottimismo e resiliency, avvalendosi anche di due questionari per la misurazione di questi due costrutti, cui fanno seguito delle analisi quantitative per verificarne l’effettiva correlazione. Il primo capitolo tratta lo stile esplicativo nell’età adulta, a partire dalle teorie e dagli studi iniziali fino al lavoro di un suo grande promotore, Martin Seligman, padre della psicologia positiva. Ottimismo e pessimismo sono messi a confronto per esplorarne vantaggi e svantaggi ed effetti sulla vita delle persone. All’ottimismo sono accostate anche alcune importanti capacità come ad esempio il coping, le strategie di problem solving e la creatività, che consentono di affrontare i problemi in maniera più efficace.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Lisa Chiaradia Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 942 click dal 22/11/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.