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Un modello di recupero dei fienili delle Valli del Natisone

La presente Tesi di Laurea Triennale vuole riflettere sul drammatico abbandono che le Valli del Natisone hanno subito negli ultimi decenni, con le conseguenze di un drastico impoverimento nel tessuto socio-economico ed una grave perdita del patrimonio storico-architettonico che abita(va) le suddette aree. Tale meditazione è, in realtà, estendibile a molte altre aree alpine o sub-alpine che hanno subito forti processi di emigrazione, nella nostra Regione, ma non solo.
La natura irreversibile di questo rapido processo ha comportato il disuso di un enorme patrimonio edilizio disperso su tutto il territorio in oggetto, che si palesa oggi come una scomoda e complicata eredità, verso cui la pratica del disinteresse si rivela essere la più diffusa.
Questa ricerca vuole riportare in primo piano tale problema che sembra essere dimenticato dai più, evidenziando l’assoluta necessità ad un rapido intervento, pena la definitiva perdita di alcuni fra i più significativi esempi della nostra storia. L’esercizio progettuale si concentra su una specifica tipologia edilizia, quella del fienile, piccolo fabbricato extraurbano ad uso deposito agricolo, molto frequente in tutto il territorio valligiano; nonostante l’apparente specificità del tema preso in esame, esso va interpretato non come un singolo caso, ma nell’ottica di un programma corale di recupero di tutti i tipi edilizi delle Valli del Natisone. Partendo da questo presupposto, è stato considerato un singolo caso studio per dimostrarne l’attuabilità, in una visione, tuttavia, di diffusa universalità, sottraendosi al deviante particolarismo, nell’obiettivo dunque di decretare un modello di recupero adattabile ed estensibile a molti, teoricamente infiniti oggetti architettonici preesistenti e appartenenti alla suddetta tipologia, tutti diversi tra loro ma comunque suscettibili al confronto.

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6 Introduzione La presente Tesi di Laurea Triennale vuole riflettere sul drammatico abbandono che le Valli del Natisone hanno subito negli ultimi decenni, con le conseguenze di un drastico impoverimento nel tessuto socio-economico ed una grave perdita del patrimonio storico-architettonico che abita(va) le suddette aree. Tale meditazione è, in realtà, estendibile a molte altre aree alpine o sub-alpine che hanno subito forti processi di emigrazione, nella nostra Regione, ma non solo. La natura irreversibile di questo rapido processo ha comportato il disuso di un enorme patrimonio edilizio disperso su tutto il territorio in oggetto, che si palesa oggi come una scomoda e complicata eredità, verso cui la pratica del disinteresse si rivela essere la più diffusa. Questa ricerca vuole riportare in primo piano tale problema che sembra essere dimenticato dai più, evidenziando l’assoluta necessità ad un rapido intervento, pena la definitiva perdita di alcuni fra i più significativi esempi della nostra storia. L’esercizio progettuale si concentra su una specifica tipologia edilizia, quella del fienile, piccolo fabbricato extraurbano ad uso deposito agricolo, molto frequente in tutto il territorio valligiano; nonostante l’apparente specificità del tema preso in esame, esso va interpretato non come un singolo caso, ma nell’ottica di un programma corale di recupero di tutti i tipi edilizi delle Valli del Natisone. Partendo da questo presupposto, è stato considerato un singolo caso studio per dimostrarne l’attuabilità, in una visione, tuttavia, di diffusa universalità, sottraendosi al deviante particolarismo, nell’obiettivo dunque di decretare un modello di recupero adattabile ed estensibile a molti, teoricamente infiniti oggetti architettonici preesistenti e appartenenti alla suddetta tipologia, tutti diversi tra loro ma comunque suscettibili al confronto.

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Damiano Mesaglio Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 363 click dal 05/12/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.