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La struttura del dialetto genovese nell'ambito del Teatro Ligure dell'otto/novecento: memorie e testimonianze

E' il dialetto che riporta alle radici. Più il mondo si fa grande e globalizzato, più si sente la necessità di un rifugio sicuro, il parlare conosciuto della nostra infanzia, i luoghi che ci hanno visto crescere, l' atmosfera rassicurante della casa, della famiglia, dove una volta convivevano nonni, genitori, zii, nipoti. Il ritorno al dialetto è più che mai avvertito nella società odierna. Il mondo dello spettacolo che coglie la sensibilità popolare utilizza le lingue locali per trasmettere emozioni. Soprattutto il cinema rende affreschi di vita comune con personaggi e situazioni che si esprimono in dialetto, per esempio il regista Tornatore nel film Baaria, fa utilizzare ai protagonisti uno stretto dialetto siciliano. Il dialetto genovese è passato alla radio, con l'accento "sornione" de U Sciu Ratella di Giuseppe Marzari o alla televisione attraverso il volto mobile e clownesco di Gilberto Govi che con la gestualità aiutava a capire quello che il dialetto genovese faceva sembrare indecifrabile. Le interconnessioni tra il Teatro e altre forme di arte-spettacolo sono innumerevoli e sebbene il titolo citi un periodo limitato di tempo, ovvero l'Ottocento ed il Novecento, l'analisi che è stata compiuta si è allargata fino a comprendere generi ed epoche distanti da quelli indicati. La Tesi è consultabile attraverso un'introduzione di tipo storico-sociologico, cui segue un risvolto politico legato al tema del Risorgimento. Elenchi di rappresentazioni teatrali e radiofoniche seguono un criterio cronologico, ma gli incroci tra vari tipi di arte sono inequivocabili poiché gli autori teatrali si dedicano spesso alla poesia e i giornalisti scrivono romanzi. Una parte della Tesi è dedicata alla cultura popolare, i cui riti e tradizioni fanno parte del contesto spettacolare con relative rappresentazioni. La penultima parte riguarda l'evoluzione del dialetto genovese nel quadro di un'ampia koinè ligure, basata sull'apporto di testi linguistici. Infine un paragrafo è dedicato alla poesia, forma d'arte per eccellenza, capace di elevare il dialetto da "lingua bassa" a vera espressione linguistica, con sfumature e ricerche lessicali degne della letteratura in senso lato.

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# INTRODUZIONE Il Teatro dialettale genovese non occupa posizioni rilevanti nell’ambito dello spettacolo, come il Teatro napoletano o veneto, nonostante una produzione ricca e variata. Carlo Dionisotti, negli anni ‘60 affermava che la letteratura in dialetto non ha per soggetto esclusivo il mondo paesano e popolare, tuttavia i dialetti nel dopoguerra sono stati visti come forme corrotte dell’italiano, per esprimere solo trivialità e lazzi. Lorenzo Coveri, nella prefazione al libro di Laura Galliadi Il Teatro dialettale dopo Govi 1 sostiene che mentre la poesia dialettale e la musica vivono stagioni di grande qualità, il Teatro non gode della stessa fortuna, ma è di fondamentale importanza ai fini di un rilancio della produzione letteraria vernacolare. Le ragioni storiche del diminuito uso del dialetto hanno radici nel periodo ottocentesco, con l’annessione alla Francia (1805) e la successiva annessione al regno di Sardegna (1815) dove era in uso il toscano. La burocrazia piemontese impose tale lingua nel parlato e nello scritto a detrimento del dialetto, che fino a quel momento aveva goduto di prestigio sociale, anche a livello nazionale. Forse per reazione a tali “invasioni” si moltiplicarono scritti e studi in lingua genovese. Si moltiplicarono gli autori dialettali. Infatti dall’Unità d’Italia si evidenziò l’importanza di un Teatro in dialetto, allo scopo di contrastare l’invasione dell’italiano, ormai preponderante. …dialettale, fin dal Medioevo fu l’unica forma teatrale possibile. La Commedia dell’Arte per due secoli e mezzo parla, agisce, recita in dialetto. Il nostro Teatro nasce dal dialetto e nel dialetto cresce e si sviluppa. Bisognerà una volta per tutte $ L.GALLIADI % &’ ()*+,) -., ,/0),% .+&1)% $ "% ( 2

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Vally Sacco Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 202 click dal 21/12/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.