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Una lettura psicoanalitica della dipendenza da cocaina

La dipendenza patologica è un tema che riguarda sempre più persone e, in modo particolare, le dipendenze da sostanze coinvolgono non soltanto il singolo individuo che ne fa uso, ma anche le persone che gli stanno vicino.
L’obiettivo di questo elaborato è quindi di avvicinarmi a questa problematica per cercare di comprendere i meccanismi psichici che stanno dietro alle dipendenze da sostanze in genere ed, in particolar modo, dalla cocaina, sostanza oggi molto diffusa ed il cui uso riguarda fasce d’età sempre più giovani. Ed è proprio l’attualità dell’argomento che mi ha spinto a trattare nel mio lavoro la dipendenza da cocaina.
Nel primo capitolo viene introdotto il tema della dipendenza, che si differenzia tra normale e patologica, affrontando i fenomeni del craving e della dissociazione presenti nelle varie forme di dipendenza. Nel secondo capitolo viene illustrato l’approccio psicodinamico alla problematica delle dipendenze e vengono focalizzati alcuni aspetti relativi alle relazioni affettive e familiari dei tossicodipendenti. Nel terzo capitolo, infine, viene presentato il tema specifico della dipendenza da cocaina, la storia di questa sostanza, i suoi effetti sull’uomo e, in modo specifico, l’originale studio di Freud, che ne dava indicazioni come farmaco.
L’evoluzione dell’utilizzo della cocaina, da farmaco a sostanza stupefacente, porta oggi a vedere questa sostanza sotto una luce completamente diversa, tuttavia molte persone la utilizzano nella speranza di un aiuto.

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9 CAPITOLO II Una prospettiva psicodinamica 2.1. Psicodinamica e dipendenze Il comportamento umano non può essere spiegato come sola espressione di meccanismi biologici o moti pulsionali o in termini unicamente psicosociali, ma va considerato come un fenomeno complesso che coinvolge tutti questi aspetti. In ambito psicoanalitico i primi studi riguardano la teoria pulsionale freudiana che considerava le tossicomanie come l’eredità di una fissazione alla fase psicoevolutiva orale. Successivamente altre teorie (Taylor, 2000) hanno spostato l’attenzione sui processi psichici alla base dei comportamenti di dipendenza quali il deficit di regolazione degli affetti. Nonostante le differenze tra le varie forme di dipendenza, i comportamenti additivi sembrano dati da un tentativo disfunzionale di controllare l’emergere di vissuti traumatici infantili. Queste esperienze traumatiche riguardano spesso esperienze di trascuratezza emotiva e abuso le cui componenti emotive sono escluse dal campo di coscienza. Se le emozioni traumatiche riemergono, esse si presentano il più delle volte sotto forma di sintomi post traumatici (iperattività, rabbia, confusione del pensiero, amnesie dissociative, disturbi somatici), che la persona può contrastare attraverso il ritiro in uno stato dissociativo di coscienza, per mezzo di un oggetto (Caretti, 2008). L’oggetto-droga funge quindi da regolatore degli stati affettivi. In realtà una condizione di assoluta indipendenza non si può raggiungere. Si è sempre dipendenti da relazioni affettive, dalle proprie convinzioni e dai propri comportamenti, pertanto è necessario distinguere questi fenomeni sani da quelli che hanno una certa rilevanza clinica. Quando una dipendenza diventa un ostacolo nello svolgimento delle

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Robert Rinaldin Contatta »

Composta da 22 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.