Skip to content

Mass media e criminalizzazione dei minori migranti: il caso della banda della bandana a Treviso

Informazioni tesi

  Autore: Stefania Bettiol
  Tipo: Tesi di Master
Master in Criminologia critica, prevenzione e sicurezza sociale
Anno: 2008
Docente/Relatore: Claudia Mantovan
Istituito da: Università degli Studi di Padova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

Negli ultimi decenni, il ruolo svolto dai giornali come mezzi di comunicazione, ha subito delle modifiche, principalmente a causa dell’avvento delle reti televisive e di Internet come ulteriori strumenti ‘di massa’ per la diffusione di informazioni.
Il ruolo dei mass media non è mai stato solamente quello di fare informazione e semplicemente comunicare delle notizie, ma ha sempre riguardato anche, e a volte soprattutto, l’interpretazione di determinati fenomeni ed eventi che accadono, e la costruzione di opinioni e idee verso specifici temi.
Nella società occidentale moderna, poi, i mezzi d’informazione svolgono un ruolo fondamentale poiché non si limitano ad attirare l’attenzione del pubblico su determinati argomenti piuttosto che altri, ma ne costruiscono una rappresentazione che può essere poi adottata da chi legge e/o ascolta come ‘la rappresentazione, oggettiva e innegabile’. Ciò è tanto più vero per quelle persone che non hanno conoscenze personali o esperienze dirette da confrontare ed eventualmente contrapporre con quanto sostenuto dai media e che, dunque, hanno a propria disposizione unicamente quella ‘verità mediata’.
Funzione leggermente diversa spetta all’ultimo media entrato nella vita quotidiana di molte persone, e cioè Internet: il soggetto che ne usufruisce ha maggiore libertà di scelta e quindi d’interpretazione rispetto a un telegiornale o a un quotidiano. Nel caso dell’informazione via web il soggetto può immediatamente confrontare opinioni e avvenimenti, riuscendo anche a volte a recuperare le notizie dalle fonti dirette che le forniscono, senza il filtro dei giornalisti che le riportano.
Il punto critico che emerge da questa situazione, riguarda, però, la velocità con cui i mass media, e di conseguenza i loro utenti, ricevono e passano le informazioni e le notizie; rapidità che, se è semplice da gestire in alcuni casi (ad esempio per Internet e televisioni), può diventare più problematica per altri media, quali i quotidiani, che si trovano costretti ad adattarsi a ritmi di lavoro nuovi e complessi.
Questa difficoltà dei giornali, nel mantenere gli stessi tempi d’informazione di altri media, è facilmente visibile nei confronti del soggetto che, in particolare negli ultimi quindici anni, è diventato quasi fondamentale per ogni servizio giornalistico e notiziario, cioè l’immigrazione e gli stranieri.
All’inizio questo tema è stato presentato soprattutto come fenomeno di emergenza (situazione dei profughi che scappavano da Paesi in guerra), mentre, in tempi più recenti, è trattato principalmente come correlato alla questione dell’insicurezza.
Solo in rari casi si affrontano i temi dell’accoglienza, dell’integrazione e della necessità, per una società che si voglia definire democratica, di superare gli ostacoli culturali e in particolare i pregiudizi, per permettere a tutti una convivenza pacifica e civile.
Un tema che soprattutto negli ultimi anni ha attirato l’attenzione dei media è il fenomeno delle bande giovanili, in particolare quelle formate da minori e ragazzi di origini straniere.
L’allarmismo sociale creato attorno ai comportamenti criminali di tali bande (basta pensare all’enfasi posta sulle cosiddette ‘baby gang’) in realtà a volte nasconde uno scenario caratterizzato da diversi conflitti socio culturali che derivano da processi di subordinazione, emarginazione o esclusione economica e simbolica.
Il fenomeno delle bande di stranieri, e di conseguenza quello dell’immigrazione, è spesso presentato attraverso la contrapposizione fra ‘noi e loro’, mentre sono assolutamente esclusi dalla discussione i problemi che risultano, invece, essenziali (quali le difficoltà dei servizi sociali ed educativi, quelle economiche delle famiglie…) e che, al contrario, portano al confronto e all’interazione fra i diversi gruppi etnici e la popolazione autoctona.
Il caso che ho brevemente analizzato raccoglie insieme tutti questi elementi. Si fa riferimento a un insieme di episodi di ‘microcriminalità’ verificatisi in centro storico a Treviso, tra il 2004 e il 2006.
Protagonista di tali vicende è stato un gruppo di minorenni, dai tredici ai diciassette anni circa, chiamati ‘Banda della Bandana’.
Grazie all’aiuto di tre educatori che hanno lavorato e continuano a seguire alcuni di questi ragazzi, ho cercato di analizzare e capire cosa è realmente successo e come i soggetti coinvolti (ragazzi, giornalisti di due quotidiani locali, educatori, forze dell’ordine ) hanno vissuto tale situazione.
I racconti e le impressioni che ho raccolto testimoniano chiaramente la complessità delle relazioni esistenti fra diversi temi importanti quali l’immigrazione, l’adolescenza, l’educazione, il rispetto, la criminalità e la criminalizzazione.
Fondamentali e significativi risultano inoltre i ruoli, gli atteggiamenti, le idee e le aspettative messe in campo dai mass media, dalle Istituzioni (forze dell’ordine, servizi…), dai ragazzi stessi e dalla società nel suo complesso.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
16 MINORI MIGRANTI E BANDE Prima di raccontare la vicenda della Banda della Bandana, protagonista delle cronache trevigiane per circa quattro anni, è necessario cercare di spiegare cosa significa essere un giovane immigrato in Italia, e il senso che ha, per un adolescente, far parte di un gruppo. I minori e giovani che arrivano, o sono già presenti, in Italia, non possono chiaramente essere descritti in modo univoco e onnicomprensivo. Ogni nuova persona che giunge nel nostro Paese ha una propria storia e cultura di provenienza, e percorre un viaggio che è diverso anche da chi arriva con lei, poichØ il modo di vivere la stessa esperienza cambia da individuo a individuo. Anche i minori conoscono traiettorie e percorsi differenti: vi sono figli di seconda generazione, nati in Italia da genitori stranieri; minori giunti attraverso un ricongiungimento familiare; giovani entrati da soli o con le famiglie come profughi; e infine minori non accompagnati, spesso scappati da situazioni di violenza, di schiavitø e sfruttamento. L’unico elemento che accomuna le loro storie è l’esperienza, difficile e complicata, dell’emigrazione – immigrazione. Questo non significa solo abbandonare un Paese, un luogo e gli affetti, ma spostarsi per cambiare modo di vivere, quindi doversi relazionare con altre persone e con nuove culture. Qualunque sia la situazione di partenza di tali ragazzi e i motivi che li spingono a muoversi, la loro condizione di minori migranti li espone a un insieme complesso di fattori di rischio e di vulnerabilità con cui confrontarsi, in un particolare periodo loro della vita, durante il delicato momento di definizione della propria identità. L’emigrazione, o la nascita in un Paese, che non è quello d’origine dei propri genitori, infatti, complica e pone in discussione i legami di appartenenza e di affiliazione culturale, per cui i ragazzi si trovano a dover ri-definire la propria personalità all’interno di un nuovo contesto socio – culturale. L’entrare in un nuovo Paese è chiaramente un evento altamente stressante per tutta la famiglia, che deve inserirsi e adattarsi a stili e modi di vita a volte estremamente diversi a quelli cui era abituata; in caso di ricongiungimenti, poi, il ragazzo deve ri-imparare a vivere con i propri genitori, partendo da equilibri che erano stati rotti, quindi ricostruendo ruoli e relazioni.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi