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Il clima e la vocazionalità viticola Campana

In questo lavoro ho voluto evidenziare come la Meteorologia e la Climatologia influenza la coltivazione della vite e di conseguenza la produzione e la qualità del prodotto finale cioè il vino.
Nel corso di questo lavoro di tesi è stato possibile sviluppare come risultato finale un modello di mappa tematica del territorio Campano che riporta il grado di vocazionalità viticola e in più la probabile qualità del vino ottenibile nelle diverse aree. Tale elaborato è stato pensato per un motivo ben preciso, cioè quello di agevolare il lavoro del viticoltore, riducendo i tempi per la ricerca e l’individuazione di zone che abbiano potenzialità colturali per una determinata varietà viticola. Nel suo studio ho considerato come elemento biologico la piantagione di vite e come fattore climatico la temperatura, quest’ultimo analizzato mediante i dati relativi ad ampia parte del territorio campano forniti dall’Osservatorio Meteorologico dell’Università “Federico II” di Napoli; grazie a sistemi di elaborazioni computerizzati mi è stato possibile elaborare la formula bioclimatica monofattoriale (Indice di Fregoni, come meglio illustrata nel paragrafo 4.5) per ogni punto dell’area campana, così da ricavare superfici grafiche rappresentative degli indici bioclimatici come è spiegato nella parte terminale della tesi.

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19 2. ANATOMIA E MORFOLOGIA DELLA VITE La vite come tutte le cormofite è munita di cormo, ossia corpo vegetativo, formato da tre organi principali: radici, fusto e foglie. La suddivisione degli organi del cormo inizia allo stadio embrionale, quando si individuano due poli opposti: il polo caulinare che da origine al caule e il polo radicale che da origine alla radice, quest’ultimo è costituito da cellule meristematiche piccole e indifferenziate che vanno rapidamente in mitosi, tutte uguali con pareti sottili, vacuoli non rigonfi, che contengono plastidi indifferenziati (Protoplastidi). Durante il differenziamento tali cellule crescono di volume formando grandi vacuoli citoplasmatici pieni d’acqua con una parete inspessita, modificando i protoplastidi in cloroplasti se le cellule sono esposte alla luce ed in amiloplasti (o altri plastidi con funzione di riserva) se le cellule appartengono ad organi interni o alle radici. Durante lo sviluppo si osserva il cambiamento delle cellule meristematiche in cellule differenziate che combinandosi danno origine a tessuti definitivi, mentre restano tali in alcune zone del cormo allo stadio adulto in particolare nell’apice della radice, nelle gemme dei rami e nella porzione del fusto e delle radici, nota con il nome di cambio. Queste sono le uniche zone in cui si verifica l’accrescimento e il rinnovo di organi quali foglie e rami, mentre nelle altre regioni della pianta, questi fenomeni non si verificano, perché le loro cellule hanno perso la capacità di moltiplicarsi. In particolare, il cambio (che manca nella maggioranza delle monocotiledoni) è uno strato di cellule meristematiche posto nel tronco e nella parte inferiore degli strati corticali della radice, moltiplicandosi nelle due direzioni. Da esso si formano i vasi conduttori denominati floematici (libro) verso l’esterno e quelli denominati xilematici (legno) verso l’interno, determinando l’accrescimento in larghezza dei citati organi della pianta. I tessuti meristematici, differenziandosi, generano in seguito i tessuti definitivi della pianta che si distinguono in: epidermici (rivestimento o tegumentali), parenchimatici di sostegno e vascolari. La vite è una pianta caratterizzata dal seme munito di due cotiledoni ed elementi fiorali con numeri variabili tra quattro e cinque e loro multipli. Le nervature delle foglie sono in genere retiformi mentre i fasci vascolari sono distribuiti ad anello nel fusto.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Pasquale Alessandro Casciello Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.