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Pilates e Parkinson: ''L'approccio globale''. La stabilizzazione globale come completamento del trattamento del paziente con il morbo di Parkinson

La "Paralisi Agitante" definita Malattia di Parkinson da James Parkinson nel 1817 è una malattia del Sistema Nervoso Centrale, cronica e con evoluzione progressiva, caratterizzata principalmente dalla degenerazione di neuroni nella sostanza nera, zona profonda del cervello.
I neuroni compromessi hanno la funzione di provocare l'avviamento di movimenti volontari e di far si che sussista in noi il buon funzionamento di movimenti automatici come camminare.
Tutto questo "Buon Funzionamento" è assicurato dalla produzione e la liberazione di un neurotrasmettitore specifico: la Dopamina.
La malattia di Parkinson è quindi una malattia neurologica, dove assistiamo alla lenta perdita di efficienza della trasmissione degli ordini emessi dal cervello e destinati ai diversi organi del corpo e dove i sintomi motori sono quelli più evidenti e caratteristici, ma sussistono anche altri sintomi, non necessariamente motori che disturbanoanche loro la qualità della vita.
I sintomi principalidella malattia di Parkinson sono Tremore, Rigidità, Bradicinesia, ma subito accanto troviamo Alterazione della Postura, Disturbi del Cammino e dell'Equilibrio, Respirazione Superficiale, Ansia, Depressione. Disturbi del Sonno e del Linguaggio.
Possiamo quindi dire che la malattia di Parkinson non è solo una malattia neurologica, ma colpisce tutto l'individuo, corpo e anima, fisiologicamente e psichicamente, è una malattia altamente invalidante che genera una Disabilità nel movimento compromettendo la qualità della vita.
E parlando di Disabilità viene spontaneo "pensare" ad un programma di riabilitazione che aiuti il paziente sia a gestire in modo soddisfacente i sintomi e le manifestazioni della malattia , sia a vivere al meglio la vita di tutti i giorni.
La grande utilità dell'esercizio fisico è ormai riconosciuta e rappresenta una vera e propria terapia complementare all'utilizzo dei farmaci.
Ricercare un Programma Riabilitativo con Approccio Globale che raggruppi diverse funzioni, Postura, Equilibrio, Respirazione, Esercizio Fisico, Rilassamento, e quindi una Attività di Stabilizzazione Globale che "consideri non solo ciò che si è perduto cioè la Disabilty, ma la Possibilità residua e le Potenzialità ottenibili cioè Activity" (Freddi 1999) è appunto l'obiettivo del lavoro di Tesi "Physiopilates e Parkinson": "Un Approccio Globale".
Il Metodo Pilates si basa sul collegamento fra Corpo e Mente con l'obiettivo di creare un insieme di esercizi che coinvolgano in modo Globale tutta la muscolatura del corpo senza prescindere dalla concentrazione e dalla respirazione. Infatti, ogni esercizio viene svolto con l'esecuzione di una attenta respirazione mediante l'esecuzione di schemi motori atti a migliorare "ogni singola funzione in una visione globale": coordinazione, respirazione, postura, flessibilità, rigidità articolare e muscolare.
Gli esercizi del Metodo Pilates sono costituiti da schemi motori che coinvolgono e stimolano i muscoli dell'addome e del dorso che si occupano del mantenimento della postura, sono esercizi che coinvolgono più gruppi muscolari insieme nel singolo movimento. Non esercizi isolati, ma esercizi globali.
Stimolano attraverso un lavoro specifico la mobilità dei piedi e delle caviglie che sono necessari per una solida base di appoggio ed anche in questo lavoro vanno a stimolare il "core centre", la "powerhouse" su tutto ciò che influisce in maniera positiva sulla respirazione e sulla postura.
Il Metodo Pilates può essere un Completamento nel trattamento del paziente afflitto dalla malattia di Parkinson, uno strumento aggiuntivo per combattere la malattia cercando di rendere i pazienti consapevoli della propria dimensione corporea ed aiutarli a raggiungere una stato di benessere psicofisico ed una migliore qualità della vita.
Secondo la Parkinson's Disease Society il Metodo Pilates può essere un'ottima terapia complementare da utilizzare accanto alle terapie tradizionali poiché il Metodo Pilates lavora direttamente sui problemi di coordinazione e respirazione, permette di esercitare il proprio equilibrio e controllare la postura proprio con esercizi che coinvolgono e rinforzano i muscoli posturali.
Sempre secondo la Parkinson's Disease society tale metodo sembra avere effetto anche sul senso di fatica e sulla depressione, altri effetti collaterali della malattia.

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INTRODUZIONE Butcher:”Perché tremi, uomo”? Lord Fax:”La Paralisi,e non la febbre,mi fa stare cosi”. W. Shakespeare, Enrico VI,Atto IV,scena 7 La ”Paralisi Agitante ”definita Malattia di Parkinson da James Parkinson nel 1817 è una malattia del Sistema Nervoso Centrale ,cronica e con evoluzione progressiva, caratterizzata principalmente dalla degenerazione di neuroni nella sostanza nera, zona profonda del cervello. I neuroni compromessi hanno la funzione di provocare l’avviamento di movimenti volontari e di far si che sussista in noi il buon funzionamento di movimenti automatici come camminare. Tutto questo ”Buon Funzionamento” è assicurato dalla produzione e la liberazione di un neurotrasmettitore specifico: la Dopamina. La malattia di Parkinson è quindi una malattia neurologica, dove assistiamo alla lenta perdita di efficienza della trasmissione degli ordini emessi dal cervello e destinati ai diversi organi del corpo e dove i sintomi motori sono quelli piø evidenti e caratteristici, ma sussistono anche altri sintomi, non necessariamente motori che disturbano anche loro la qualità della vita.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Annalisa Falcone Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 861 click dal 03/02/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.