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Progettare in sostituzione. Un mercato del contadino a Ciminna (PA)

Per lo sviluppo della tesi, nella fase finale del mio percorso di laurea in Architettura Magistrale, ho scelto di occuparmi dell’ex scuola elementare di Ciminna (PA), un centro abitato di 4000 abitanti nell’entroterra della provincia di Palermo a circa 40 km dal capoluogo e a 25 km da Termini Imerese. Trovandomi a Ciminna, ho notato quest’edificio, conosciuto da tutti i paesani con l’appellativo “La Scuola Grande”, che oggi versa nel più completo abbandono.
L’edificio realizzato negli anni ‘50 dello scorso secolo, ormai è in disuso da circa trent’anni e presenta alcune problematiche che rendono impossibile una sua riqualificazione o anche un riuso, essendo la destinazione scolastica già svolta da altri edifici realizzati successivamente.
L’occasione di analisi dell’ex scuola, mi ha posto a contatto con un problema concreto, del quale già da tempo l’Amministrazione Comunale sta cercando una soluzione.
Nel mio studio non mi sono soltanto soffermato a risolvere il problema progettuale con una nuova destinazione ed uso dell’intera area, ma mi sono chiesto “cosa si doveva fare dell’edificio esistente” e – pensando ai vari corsi di studio, a ciò che avevo imparato ed acquisito, ricollegandomi alla cultura tecnica di altri Paesi e ai temi della riduzione del consumo di suolo e del contenimento dell’impiego di materie prime – ho deciso di demolire il manufatto. Pur essendo drastica, questa scelta mi è sembrata necessaria, ma per ottimizzarla ho pensato ad una “demolizione selettiva”, allo scopo di riutilizzare il più possibile gli sfabbricidi.
Analizzando l’edificio, facendo un’analisi multi scalare che descriva dettagliatamente il particolare costruttivo e tecnologico, rilevandone i problemi, ho redatto un progetto di demolizione selettiva, per un potenziale riuso dei materiali dismessi, ripensandoli, dopo un trattamento, reinseriti nel mercato come materie prime seconde (MPS). L’operazione da me svolta non si è soffermata alla sola rimozione dell’edificio, affrontando problemi, statici e tecnologici, ma anche progettuali, con un suo reintegro all’interno di un tessuto urbano, sviluppatosi nel corso degli anni, senza seguire delle linee guida urbanistiche.
Il mercato a “km 0” è un tema molto sentito ai giorni nostri, dove si cerca di ristabilire nuovamente un rapporto terra-tavola, che con il tempo è andato perduto. Attraverso ricerche sulle attività del territorio, grazie ai dati forniti dall’ufficio Annona, venendo a conoscenza dello sviluppo dei settori economici e gli stati occupazionali dei lavoratori, e del numero di aziende silvo-pastorali presenti nel territorio, ho individuato nel “Mercato del Contadino” una risposta ottimale alle richieste del luogo, pensando che la conoscenza dei prodotto e dei produttori e la tutela del paesaggio agrario è il racconto del prodotto coltivato e venduto, che poi passerà nelle nostre case e cucine, per rinascere dovrà essere principalmente tutelato.
La metodologia seguita per l’elaborazione della tesi ha richiesto operazioni sequenziali e concatenate tra loro; l’analisi del costruito; lo studio della storia del luogo; un’analisi multi scalare ambientale dei fattori ambientale (sole e venti dominanti); il progetto di demolizione dell’edificio esistente con tutta la catalogazione dei materiali e delle loro condizioni attuali; infine la progettazione di un nuovo assetto dell’area e di alcuni edifici per accogliere la nuova funzione del “Mercato del Contadino”. L’ordine cronologico e logico sull’impostazione delle tavole e relazione, segue una scelta di linguaggio unico, descrivendo la prima fase di conoscenza fino all’ultima fase della progettazione. Tra le due fasi s’inserisce quella che maggiormente caratterizza la mia tesi, ovvero quella del “Progetto di Demolizione Selettiva”, basato principalmente sulle relazione tecniche descrittive e dal ridisegno dell’edificio da demolire. Le fasi di demolizione ancora non possono essere descritte in tutti i loro aspetti nell’elaborato grafico perché non esiste una metodologia che la rappresenti; quindi la descrizione è contenuta soprattutto nella relazione seguendo ogni minimo passaggio e sequenza in cantiere.
La demolizione, diventa così un’importante fase conclusiva di una costruzione, perché, attuando una demolizione selettiva, si proverà a riutilizzare il più possibile materiale per il futuro progetto. La formazione di un nuovo edificio, sarà quella di dare un volto nuovo alla nostra cultura progettuale, pensando che esso abbia un ciclo di vita, finito nel tempo e non all’infinito, come la nostra cultura europea vuole. Si progetterà con un materiale nobile, come il legno, utilizzandolo sia per le strutture che per le altre parti dell’edificio, questa fase prima di essere messa su carta è stata profondamente analizzata sui libri e approfondita su casi reali di studio.

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4 Introduzione La scelta dell'argomento della presente tesi di laurea è derivata dall’esigenza di considerare il costruito già presente nel nostro territorio. Il lavoro svolto è stato possibile grazie agli studi tecnologici e di progettazione ambientale affrontati durante il percorso formativo seguito. La decisione di intervento è stata dettata dall’esigenza che nel futuro della nostra professione gli scenari non saranno più solo le nuove costruzioni, ma sopratutto la riqualificazione dell’esistente e quando sarà impossibile mantenerlo, progettare e costruire, edifici che nell’intero ciclo di vita producano il minimo possibile di emissione di CO2. L’intervento progettuale previsto dalla tesi intende attuare il recupero dell’area dell’ex scuola elementare di Ciminna (PA) mediante la demolizione selettiva dell’edificio esistente che versa in condizioni di abbandono ed è afflitto da problemi strutturali, essendo in condizioni statiche precarie. Dopo approfonditi studi e valutazioni ho progettato un edificio flessibile, che accolga un mercato valutando le esigenze socio – culturali del territorio. Le analisi condotte nella presente tesi di laurea abbracciano vari aspetti e hanno seguito un percorso di sperimentazione con una graduale diminuzione di scala. Partendo dalle analisi ambientali e dalle osservazioni eseguite dagli aspetti bioclimatici, delle caratteristiche specifiche del contesto urbano del paese di Ciminna si è proseguito con uno studio e un’analisi dell’area da me individuata, nei suoi aspetti tecnologici e progettuali compositivi. Sulla base dalle analisi territoriali, per avere in termini di sostenibilità un ottimo risultato si evidenzia la necessità di un’area da destinare ad un mercato, per la promozione da parte degli enti del territorio come Confagricoltura e Coldiretti, nell'ipotesi che ciò possa far fiorire il mercato locale, attraverso il richiamo del “cibo a km 0”. La condizione urbana del territorio di Ciminna impone il recupero ed il coinvolgimento di molte funzioni ambientali, sociali, culturali. Il sistema agricolo che primeggia all’interno del comprensorio territoriale cui fa parte Ciminna sicuramente verrà favorito nel promuovere i propri prodotti, cercando di integrarli nuovamente nel tessuto cittadino. L’intera area, che principalmente dovrà espletare la funzione del mercato potrà evolversi con il trascorrere del tempo non avendo solo una sola funzione, racchiusa nel periodo delle vendite del mercato ma con il proseguo delle ore potrà svolgere diversi ruoli, come, sala degustazione, vendita di prodotti tipici, accogliendo eventi e rappresentazioni socio culturali.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Architettura

Autore: Renato Lombardo Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 160 click dal 02/02/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.