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La Materiality: Concetti fondamentali e analisi empirica nell’Integrated Report

Informazioni tesi

  Autore: Guido Zani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Direzione e Controllo aziendale (DeCa)
  Relatore: Federico Barnabè
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

Negli ultimi dieci anni le crisi finanziarie che si sono succedute hanno contribuito a una generale perdita di fiducia degli investitori nei confronti delle aziende. Tale perdita di fiducia si è riflettuta, e in un certo senso ha anche contribuito a ingigantire il senso di crisi negli operatori finanziari,nei meccanismi con cui le aziende si mettono in comunicazione con gli stakeholders. Questi strumenti, in particolar modo il bilancio annuale, si rivelavano inefficaci nel dare una concreta prospettiva del funzionamento dell’azienda, dei suoi obbiettivi, dei metodi di creazione del valore e della configurazione del business.
La necessità di cambiare il modo con cui l’azienda comunicava sè stessa diventava quindi un’esigenza fondamentale, che derivava anche da un altro aspetto che non può essere considerato secondario: la crescente complessità dell’organizzazione di una impresa rende impossibile una lettura del funzionamento dell’azienda che proceda per compartimenti stagni o silos thinking (Indelicato 2014). Non è più possibile capire quali sono gli obiettivi, le risorse e i risultati di una sezione senza studiare gli obiettivi, i risultati e le risorse di un’altra, e allo stesso modo non è più possibile capire dove andrà l’azienda senza avere una chiara visione d’insieme delle sezioni che la compongono.
Il terzo aspetto da sottolineare riguarda i criteri a cui si adeguavano i report finali. Il continuo adattarsi alla compliance aveva reso questi strumenti estremamente difficili da interpretare. Inoltre i manager preposti alla redazione avevano perso di vista lo scopo principale del report, ovvero quello di comunicare ai portatori di interesse una visione efficace e chiara dell’azienda e del suo modello di business.
Il metodo del reporting integrato tenta di trovare una soluzione a questi problemi.
L’idea che gli elementi dell’azienda si integrino per formare la realtà aziendale, e che questi elementi poi debbano interagire con l’esterno per creare valore si riflette in una nuova considerazione dell’argomento materiality.
Per materiality si intende l’identificazione dei dati rilevanti in due ambiti:
* La fase precedente alla pubblicazione del bilancio per individuare i temi che possono essere oggetto di disclosure
* La fase successiva di verifica del bilancio (auditing)
Come vedremo la materiality avrà diverse definizioni. È in realtà un concetto molto flessibile, che varia a seconda dello scopo e dell’argomento del documento in cui viene trattata. Non solo: ha anche avuto una sua evoluzione nel tempo, e questo rende il quadro della materiality ancora più complicato.
In questa tesi ho tentato di analizzare i concetti fondamentali che riguardano la materiality, e come questa può cambiare a seconda della natura dei dati a cui si riferisce e a seconda del report o dell’obiettivo per cui viene trattata.
Nella sua versione più recente, quella del Framework IR di IIRC, che stabilisce le linee guida dell’Integrated Report, è analizzata attraverso un’ analisi empirica che mira a rispondere a due questioni:
* Come è trattato il tema della materiality negli Integrated Report?
* Ci sono differenze e punti in comune tra i differenti Report nella trattazione della materiality?
Queste due questioni hanno un’ importanza fondamentale. Sapere come un’organizzazione sceglie le informazioni oggetto di disclosure è determinante per la scelta consapevole degli investimenti. Ed è determinante anche in un’ottica di sostenibilità, motivo per cui ho aggiunto anche un capitolo sulla stakeholder analysis, argomento chiave nella definizione della materiality.
Un altro punto che ho voluto verificare è l’effettiva comparabilità dei processi di definizione della materialità e l’applicazione di standard riconosciuti.

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2.L’Integrated Report secondo l’IIRC 2.1. Cenni storici L’evoluzione del reporting si è scontrata con le gravi crisi finanziarie del decennio passato e con la necessità di riconsiderare il modello di creazione del valore delle società, anche di fronte a un vero e proprio cambiamento di prospettiva della nozione stessa di valore. Il valore creato da un’ azienda non può più rimanere nel confine della stessa, ma si passa ad un concetto di valore condiviso, che influenza e tocca più soggetti esterni e interni all’azienda stessa (C. Busco et al.2013). Sebbene già dalla seconda metà degli anni 80 , partendo dalla stakeholder theory (Freeman 1984), e dallo sviluppo del report sostenibile si sia creata una nuova sensibilità che allargava il numero dei destinatari dei report a tutti coloro che fossero più o meno influenzati dalle azioni dell’azienda, fino alla seconda metà degli anni 2000 non è mai stato fatto un tentativo di creare un report che comunicasse in maniera integrata gli aspetti che determinano la creazione di valore all’interno dell’azienda. Difatti il primo bilancio che può essere considerato integrato , quello di Novosymes del 2002, in realtà non può essere considerato tale secondo i requisiti più recenti: il bilancio in questione infatti è un documento che riunisce due bilanci separati, quello di sostenibilità e quello finanziario. Una delle critiche che viene fatta dai sostenitori dell’ IR è infatti quella di non creare una sintesi che metta insieme i fattori che determinano la creazione del valore e di non comunicare i rapporti che legano questi fattori, tenendo separati i dati finanziari e economici da quelli sociali e ambientali. E queste critiche si riflettono anche sul tema della conduzione interna dell’azienda. L’Integrated Report non chiede solo di un nuovo modo di comunicare, ma anche un nuovo modo di organizzare l’azienda attraverso l’Integrated Thinking (Indelicato 2014). L’azienda non è più vista come un insieme di comparti separati (silos thinking) ma un sistema che è formato da varie parti con legami e rapporti determinati dall’obbiettivo comune dalla creazione del valore: non è più quindi possibile descrivere l’attività di una singola parte senza fare riferimento al resto del sistema. Questo nuovo approccio di reporting ha dei principi ben precisi che vengono stabiliti da un ente l’IIRC, fondato nel 2010 dal The Prince’s Accounting for Sustainable Project e il Global Reporting Initiative, attraverso un Framework del 2013. La sua mission è quella di creare un “framework accettato globalmente che riunisca informazioni finanziarie, ambientali e sociali e sulla governance” 22

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Parole chiave

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