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Costrutti a confronto: parental monitoring, parental knowledge e consumo di sostanze

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Peron
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Gian Piero Turchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

Il presente elaborato si pone l’obiettivo di rispondere alla seguente domanda: “Che tipo di relazione intercorre tra i costrutti di parental monitoring, parental knowledge e consumo di sostanze?”
Per poter fornire risposta a tale domanda, verrà proposta al lettore in primis una breve presentazione dei costrutti oggetto d’indagine – parental monitoring, parental knowledge e consumo di sostanze - seguita da un Capitolo dedicato all’esposizione riassuntiva di alcuni studi che hanno messo in relazione tra loro tali costrutti. Infine, nel terzo Capitolo, verrà offerta, sulla scorta degli studi presentati, una riflessione di carattere epistemologico, al fine di fondare il presente elaborato sul senso scientifico piuttosto che sul senso comune. Ma cosa si intende per “senso scientifico” e ”senso comune”? E ancora, cosa significa il termine “epistemologia”?
Senso scientifico e senso comune sono due modi di conoscere. Il senso comune “non ha la necessità di esplicitare i presupposti conoscitivi adottati e, pertanto, il modo di conoscere che lo caratterizza coincide con quanto gli organi sensoriali […] mettono ‘a disposizione’; il senso scientifico ha, invece, l’obbligo di produrre una conoscenza che vada oltre a quella legata agli organi sensoriali (ossia quella ancorata alle percezioni). Ossia è necessario che espliciti i presupposti (o gli assunti) conoscitivi che adotta per conoscere e in virtù dei quali offre il proprio contributo” [Turchi e Romanelli, 2012].
L’epistemo-logia, dal greco επιστήμη episteme, ossia "scienza", e λόγος logos, "discorso", viene definita, invece, come quella “branca della conoscenza che si occupa di problemi quali i fondamenti, i limiti, la natura e le condizioni di validità del sapere scientifico […]; è lo studio dei criteri generali che permettono di distinguere i detti di tipo scientifico da quelli di opinione […]” [Enciclopedia Garzanti, 1981] . Essa, pertanto, non entra nel merito dei contenuti oggetto d’indagine, bensì delle modalità con le quali essi vengono generati come “conosciuti”; consente di delineare i criteri che demarcano la modalità di conoscenza del senso scientifico dai “giudizi di opinione” del senso comune.
In chiusura dell'elaborato verrà offerta una proposta “altra” ai fini della configurazione di consumo di sostanze, declinata a partire dalla Scienza Dialogica, disciplina scientifica ch si occupa di indagare come la realtà viene costruita discorsivamente attraverso l’uso del e nel linguaggio ordinario.

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3 CAPITOLO I I costrutti oggetto di indagine In questo primo capitolo sarà fornita qualche definizione circa i costrutti di parental monitoring, parental knowledge e consumo di sostanze, al fine di riuscire ad inquadrare il contesto all’interno del quale l’elaborato si sviluppa. Come si evincerà dal presente Capitolo, tali costrutti vengono definiti in diversi modi a seconda dell’autore che li analizza ed è alla luce di questa eterogeneità di definizioni che si cercherà di approfondire se vi possa essere o meno un qualche collegamento tra il controllo genitoriale, la conoscenza genitoriale ed il consumo di sostanze durante l’adolescenza. Quest’ultima è stata definita da Stanley Hall (1904) 4 come “l’età delle tempeste emozionali, degli innamoramenti irrazionali e degli odi ciechi, delle prese di posizione estremistiche, della fiducia smisurata nelle proprie forze e della disperazione per i propri limiti, della volontà intellettuale e sentimentale e della rinuncia romantica sino all’autodistruzione, dei continui conflitti con i genitori e della propensione al rischio”, in cui si verifica un significativo incremento della messa in atto di comportamenti a rischio. Questi ultimi vengono definiti da Bonino, Cattelino e Ciairano (2007) 5 come “la gamma di comportamenti che presentano la caratteristica comune di poter compromettere, nell’immediato e a lungo termine, la salute non solo fisica, ma anche psicologica e sociale dell’individuo” [Bonino, Cattelino e Ciairano, 2007] 6 . 1.1 Presentazione dei costrutti di parental monitoring, parental knowledge e consumo di sostanze In letteratura è presente una gamma di definizioni dei costrutti oggetto di indagine e le stesse si caratterizzano per essere volte a descrivere tutti quei comportamenti messi in atto dai genitori, al fine di conoscere e controllare le attività dei propri figli. Di seguito verranno citate alcune definizioni di parental monitoring rilevate in letteratura: 1 Hall, S. G. (1904). Adolescence. New York: Appleton. 2 Bonino, S, Cattelino, E e Ciarano, s (2007). Adolescenti a rischio: comportamenti, funzioni e fattori di protezione. Firenze: Giunti 6 Ibidem

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parental monitoring
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