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La pericolosità da valanga calcolata e visualizzata. Un modello numerico-geografico

Informazioni tesi

  Autore: Luca Iacolettig
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Dipartimento di Scienze AgroAlimentari Ambientali Animali
  Corso: Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e il Territorio
  Relatore: Federico Cazorzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

I bollettini valanghe informano sul pericolo di valanghe in maniera qualitativa, iconografica e testuale, senza un’evidenza geografica dettagliata delle zone realmente pericolose. Nel tentativo di superare questa limitazione, è stato sviluppato un modello numerico per visualizzare e quantificare automaticamente le zone pericolose previste dagli esperti, offrendo loro un supporto oggettivo. Il modello, infatti, calcola la predisposizione al distacco di valanghe a lastroni secondo le condizioni nivometeorologiche del momento. I parametri del modello, frutto dell’estensione di un algoritmo esistente, sono stati determinati analizzando i bollettini e mediante un’indagine rivolta a professionisti del settore. Sono stati integrati la stabilità del manto nevoso, le esposizioni e le quote ritenute più pericolose, e una maschera della copertura nevosa dai limiti variabili; inoltre, il modello calcola la frazione dei pendii ripidi più pericolosi in un’area. I casi di studio riportati illustrano le differenze rispetto al modello originale. Non sono tuttavia considerate le valanghe a debole coesione, né lo studio reologico della dinamica delle valanghe: in futuro, la ricerca dovrebbe integrare questi fattori e, migliorati i parametri ed effettuate più simulazioni, il modello andrà validato per renderlo pienamente operativo.

Parole chiave: valanga, sistemi informativi geografici (GIS), pericolosità, manto nevoso, modellazione

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La pericolosità da valanga calcolata e visualizzata Un modello numerico-geografico Luca Iacolettig Prefazione Le valanghe hanno da sempre rappresentato un pericolo per l’uomo. Negliultimianni, conlamaggiorfrequentazionedellamontagnaascoporicreativo, ad ogni stagione invernale veniamo puntualmente raggiunti da notizie di incidenti dovuti a valanghe. Nel marzo 2016 sei scialpinisti persero la vita nelle Alpi Pusteresi; nel gennaio 2017, una grande valanga seppellì l’Hotel Rigopiano, in comune di Farindola (Pescara), col tragico bilancio di 29 morti. Solo per citare due casi di grande risonanza mediatica. Ci si potrebbe domandare: «possibile che nessuno gli abbia avvisati? Non hanno letto le previsioni?». Purtroppo non è così semplice... Sebbene le valanghe siano degli eventi deterministici, ancor oggi non è possibile prevedere se, dove e quando avverrà un distacco. Durante il tirocinio che ho svolto presso l’ufficio valanghe della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia è sorta l’idea, grazie al coordinatore Daniele Moro, di sviluppare uno strumento per consentire ai previsori valanghe di visualizzare la pericolosità da valanga in maniera più dettagliata rispetto a come viene fatto negli attuali bollettini. Ciò che segue nelle prossime pagine è un tentativo di rendere realtà questa idea. xi

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gis
valanghe
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