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Il disturbo da gioco d'azzardo: aspetti neuro-psico-sociali e terapie

La tesi tratta tutti i fattori di ordine bio-psico-sociale che predispongono verso la dipendenza da gioco d'azzardo e le terapie ad oggi disponibili per la cura. Nel primo capitolo si definisce il significato di gioco e di gioco d'azzardo, si descrive come si diventa "giocatori patologici", come effettuare la diagnosi (con riferimento al DSM-5) e la valutazione clinica del disturbo da gioco d'azzardo (DGA). Nel secondo capitolo vengono analizzati i correlati neurobiologici del DGA e citati i vari confronti con le tossicodipendenze. Nel terzo capitolo viene trattato il contesto culturale e legislativo italiano in relazione al gioco d'azzardo, e vengono esaminati gli aspetti psicologici che possono predisporre alla dipendenza. Infine l'ultimo capitolo analizza le strutture che si occupano della cura di tale disturbo e le terapie attualmente più efficaci.

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1 INTRODUZIONE Il disturbo da gioco d’azzardo è un tema molto attuale sia nel dibattito scientifico sia in quello pubblico. La crescita dell’offerta di giochi d’azzardo, unita all’aumento di luoghi in cui è possibile giocare, hanno evidenziato i rischi e la problematicità insiti nell’azzardo. Ciò ha favorito un ampliamento della ricerca sul fenomeno e una maggiore attenzione da parte delle istituzioni che si sono mobilitate per creare contesti di cura e riabilitazione in caso di gioco patologico. Recentemente, con la pubblicazione del DSM-5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 2013), è stato riconosciuto e ufficializzato lo status di dipendenza in relazione al gioco patologico. Si tratta di una svolta importante, che porta con sé il frutto di numerose ricerche sul fenomeno dell’azzardo e produce una maggiore consapevolezza su cosa sia effettivamente il gioco patologico. A tal proposito, gli studi nell’ambito delle neuroscienze hanno dimostrato chiaramente la similarità tra dipendenze chimiche e dipendenze comportamentali. Nonostante tali progressi, però, a tutt’oggi è difficile stabilire l’eziologia di questa patologia. Nel tempo sono stati proposti differenti modelli interpretativi: la teoria psicoanalitica rintracciava le cause del gioco compulsivo nelle dinamiche intrapsichiche dell’individuo; successivamente la dipendenza è stata spiegata dalla teoria sociologica come un mezzo di difesa da un ambiente incapace di comprendere le necessità del singolo; infine il modello biomedico vedeva la dipendenza come una malattia del cervello. Nessuna di queste teorie è in grado, da sola, di spiegare un fenomeno complesso come la dipendenza, ciò che la caratterizza, infatti, è una pluralità di componenti interconnesse fra loro. Per queste ragioni nel presente lavoro si farà riferimento a modelli interpretativi di tipo integrato detti bio-psico-sociali. Secondo questa visione la dipendenza nasce e si mantiene ad opera di differenti fattori interagenti: aspetti neurobiologici (alterazione dei sistemi neurotrasmettitoriali, fattori ereditari, ecc.), ambientali (legislazione sul gioco, ambiente famigliare e suoi valori, ecc.) e psicologici (necessità di fuga e di eccitazione, capacità di coping, ecc.).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Studi Umanistici

Autore: Stefania Cau Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 189 click dal 21/04/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.