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'Tristana'. Confronto tra le traduzioni, analisi e commento al romanzo di Benito Pérez Galdós

Nell'ambito della giovane disciplina della traduttologia, i lavori su come si fa una buona traduzione, quali siano i passi da seguire prima di cominciare il lavoro, quali metodi e quali strategie utilizzare in certi contesti, stanno acquisendo via via maggiore importanza nel panorama linguistico-scientifico. La presente tesi cerca di fornire un quadro delle principali strategie traduttive utilizzabili in un testo di tipo letterario. Concretamente, questo quadro deriva dall'analisi contrastiva di due versioni italiane del libro Tristana di Benito Pérez Galdós e della loro versione originale in spagnolo, preceduto dalla parte teorica in cui si è approfondito il significato del termine 'traduzione' attraverso il pensiero di grandi filosofi, linguisti e studiosi. Chi non ha esperienza di traduzione crede che per tradurre basti dotarsi di un buon dizionario bilingue, ma non è affatto così facile e non è neanche sufficiente avere una competenza 'superba' di due lingue per poter tradurre qualunque testo; non è abbastanza neanche dare una definizione unica alla tradizione per dire: 'si traduce così', 'questa traduzione non ha senso', 'chi ha tradotto in questo modo ha sbagliato'. È necessario cercare di stabilire di volta in volta il perché si è tradotto in un certo modo, e di capire le ragioni della traduzione in riferimento a quella situazione specifica. Ed è questo che abbiamo cercato di fare noi in questo lavoro, individuando e commentando le diverse scelte traduttive operate da parte fi Augusto Guarino e Irina Bajini.

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6 2. Tristana, la donna moderna di Galdós Tristana è il romanzo di Benito Peréz Galdós che continua il ciclo spiritualista iniziato nel 1886 con Fortunata y Jacinta. Tuttavia, nella sua vastissima opera, Tristana, scritta nel 1892, figura come romanzo autonomo e diverso, che sfugge a una tipologia chiara e catalogabile. In questa fase della sua vita, Galdós ha quarantanove anni e ha già scritto la metà della sua immensa opera narrativa. Tristana esce nel mezzo della sua piena maturità artistica e nel mezzo della fase di passaggio dalle idee dell'Ottocento a quelle del Novecento. Si è scritto moltissimo su Tristana, inquieto romanzo fin-de-siècle di Galdós accompagnato fin dalla sua uscita da silenzi perplessi e giudizi controversi. Per tantissimi anni il romanzo rimase praticamente sconosciuto al pubblico, se non fosse per due grandi scrittori, Emilia Pardo Bazán e Clarín, che espressero giudizi critici sull'opera. Emilia Pardo Bazán era amica intima di Galdós, nonché scrittrice di successo e saggista ascoltata e temuta dal pubblico. Lei ha scritto in un suo articolo del maggio 1892 che secondo lei, Tristana è il romanzo galdosiano che ha mancato il suo destino. Nella sua visione, Galdós avrebbe dovuto approfondire di più il tema sociale dell’opera e allo stesso modo affrontare più apertamente il problema sociale della Spagna, quello della schiavitù morale della donna. Infatti, il suo amico avrebbe potuto fare della sua Tristana un personaggio simbolo dell’emancipazione femminile. Lei era molto legata e sensibile alle problematiche femministe che circondavano l’epoca e per Bazán, l’autore è finito col scrivere un racconto superficiale con una conclusione a dir poco deludente. Le critiche successive però seguiranno il giudizio di Clarín, che invece vede in Tristana il triste racconto del destino di una donna dal cuore nobile, sognatrice, ma troppo ambigua e incerta per avere una vera vocazione e guadagnarsi così la propria libertà. Tristana godé di particolare considerazione da parte del pubblico e degli esperti solo dalla seconda metà del Novecento in poi, soprattutto grazie alla produzione cinematografica di Luis Buñuel del 1970, tanto che è considerato oggi uno dei capolavori del suo autore. Tristana, la protagonista del libro fa parte della categoria di donne dell'Ottocento che scelgono di autodistruggersi. Questo racconto naturalistico si dissolve poco a poco fino a diventare un tragico destino. Tutta la storia è una specie di lunga e lenta cerimonia di distruzione e/o autodistruzione, in cui neanche Galdós stesso vuole più farne parte, lasciando i lettori senza un finale preciso. Tristana è un romanzo rappresentativo anche per l’epoca in cui viene scritto. In questo periodo, Galdós si interessa sempre di più alla verità, alla situazione sociale delle persone, con particolare riguardo alla vera situazione sociale in cui vivevano le donne, specialmente la relazione tra donne e uomini. In questa società la donna viene sempre vista come l’essere inferiore all’uomo. Questa è la prima opera in cui Galdós si occupa del tema della emancipazione della donna. L'ambiguità è sicuramente la caratteristica dominante dell'opera, ambiguità presente sia sul piano dinamico delle azioni, sia nelle descrizioni dei luoghi e del tempo, nei personaggi e persino in Galdós stesso. Lui non vuole scrivere un romanzo esemplare, ma si limita a scrivere la verità su quanto accaduto, o saputo dagli altri senza mai avvicinarsi troppo ai suoi personaggi. Infatti, già all'inizio del romanzo, Galdós ci racconta di don Lope di cui egli ha sentito parlare, quasi come se lui non avesse voluto conoscerlo, ma gli dissero che si chiamava don Lope de Sosa. Questo distacco

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Anca Ionela Tutuianu Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 662 click dal 04/05/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.