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La Repubblica romana del 1849 e il suo operato legislativo

La presente ricerca vuole essere un approfondimento dei concetti ottocenteschi di nazione, costituzione, rappresentanza, libertà, indipendenza e diritti individuali (indispensabili per comprendere al meglio il contesto storico-politico romano di metà ‘800), per poi porre l’attenzione sulle caratteristiche e peculiarità della Repubblica romana del 1849, la sua nascita, le fasi della sua vita e la sua caduta (per mano delle truppe francesi di Napoleone III, al secolo Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, capeggiate dal generale Oudinot); in particolare, evidenziare e analizzare i provvedimenti e l’attività legislativa svolta nei suoi cinque mesi di vita dai rappresentati democraticamente eletti dal popolo nelle elezioni a suffragio universale maschile tenutesi il 21 gennaio 1849.

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14 Capitolo primo IL FIUME DELLA STORIA NON SCORRE TRANQUILLO. PREMESSE E FATTI ANTECEDENTI ALLA REPUBBLICA ROMANA DEL 1849. Come già accennato nella parte introduttiva il clima europeo generato dal secolo dei lumi, ma soprattutto dalla Rivoluzione francese di fine Settecento, irruppe prepotentemente nel panorama storico, politico e sociale ottocentesco, arricchendosi anche di nuove rivendicazioni e ampliando il lessico politico. Nazione, costituzione, rappresentanza, libertà, indipendenza e diritti individuali sono considerati oggi il cuore della civiltà contemporanea, i cardini e principi fondamentali su cui le varie società si organizzano e si compongono e i significati più alti di tali principi vanno ricercati proprio nel lungo e tumultuoso secolo ottocentesco. Esso ha lasciato un’impronta indelebile sull’età contemporanea. Le idee abbracciate dai rivoluzionari francesi furono riprese, analizzate e discusse per tutto il secolo successivo, soprattutto per la vastità e l’intensità degli scambi intellettuali che attraverso la carta stampata (giornali, quotidiani, pamphlets), scambi epistolari, canzoni, accademie, salotti e taverne, diffusero tali valori. Neppure il tentativo (vano) dei controrivoluzionari europei, che videro nella sconfitta napoleonica un’ottima occasione per restaurare una concezione della storia e della società di antico regime e che con questo intento si riunirono nel castello di Schoenbrunn, situato nell’allora capitale dell’Impero austriaco (Vienna), riuscì a contenere l’impeto e la veemenza di un fiume in piena che oramai aveva rotto qualsiasi tipo di argine e barriera. Il concetto di Restaurazione non deve essere interpretato nel senso di un ritorno puro e semplice all’antico regime; questo giudizio semplicistico, infatti, non vale per la struttura interna della maggior parte degli Stati europei. Quasi ovunque dopo il 1815 rimasero in vigore, nel campo amministrativo, legislativo, finanziario e militare, numerose leggi, metodi e usanze di origine rivoluzionaria o napoleonica. Nella maggior parte dei casi le monarchie della Restaurazione furono delle monarchie essenzialmente amministrative, quasi sempre fornite di legislazioni che in genere lasciavano oramai poco posto ai privilegi giuridici della nobiltà e del clero.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Maria Pascariello Contatta »

Composta da 145 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 88 click dal 04/05/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.