Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il diritto all'oblio come forma di manifestazione del diritto alla privacy

L’elaborato si apre con una panoramica che mira ad analizzare le modalità e gli strumenti che consentono di immagazzinare dati, informazioni, immagini, video, documenti, in conseguenza della rivoluzione digitale tuttora in atto. L’attenzione è in primis concentrata sul concetto di memoria sia da un punto di vista umano che da un punto di vista digitale ed è obiettivo quello di far risaltare quella che è divenuta l’esigenza principale dei nostri tempi: ricordare. Ciò è possibile anche grazie al tramite di uno dei più moderni strumenti di immagazzinamento e conservazione dei dati: i motori di ricerca.
Per meglio comprendere che cosa si intende per diritto all’oblio, ed è questo l’obiettivo del secondo capitolo della tesi, è necessario innanzitutto operare una ricognizione di quella che potremmo definire la categoria dalla quale il diritto all’oblio ha preso vita ovvero il diritto alla privacy. Al fine di raggiungere tale obiettivo il capitolo si apre con un’analisi avente ad oggetto i vari significati che nel corso degli anni ha assunto il concetto di privacy, prosegue con una ricognizione della normativa comunitaria e si conclude con una panoramiche sulle caratteristiche del diritto all'oblio.
Il terzo capitolo si pone l’obiettivo di analizzare la sentenza Google Spain che rappresenta uno dei punti di svolta in vista di una definizione del diritto all’oblio. Accanto all’analisi della sentenza Google Spain il capitolo III propone anche un’analisi delle conseguenze della sentenza della Corte. Si parte dalle conseguenze a carattere politico per poi passare al Gruppo di lavoro 29, fino a giungere al regolamento europeo sulla protezione dei dati personali di recentissima approvazione.
Il capitolo IV, infine, si concentra su quello che è stato l’impatto di internet non solo sul diritto all’oblio ma anche sul diritto alla privacy in generale. Innanzitutto l’attenzione è rivolta all’opera di bilanciamento tra il diritto all’oblio ed il diritto di cronaca. Il giornalismo, sia nella sua versione cartacea che nella sua versione online, ha un fantasma che incombe su di esso: la diffamazione. Per meglio specificare l’orientamento assunto dalla Cassazione soprattutto in materia di diffamazione a mezzo social si riporta anche un esempio storico in quanto il 2016 è stato l’anno nel quale per la prima volta si è riconosciuto in Basilicata un risarcimento del danno in conseguenza di una diffamazione a mezzo social. Il capitolo inoltre si concentra anche su quello che è il rapporto tra il diritto all’oblio ed internet proponendo delle possibili chiavi di lettura in riferimento al caso Tiziana Cantone e su quello che è il rapporto tra l’oblio e l’identità digitale nell’era del web 2.0. La ricerca è conclusa da un’analisi di dati raccolti sottoponendo ad amici e conoscenti un questionario che si propone l’obiettivo di far maggiore chiarezza sulla percezione che i più hanno sugli argomenti sviluppati nel corso di tutto l’elaborato.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 Introduzione L’elaborato si apre con una panoramica che mira ad analizzare le modalità e gli strumenti che consentono di immagazzinare dati, informazioni, immagini, video, documenti, in conseguenza della rivoluzione digitale tuttora in atto. L’attenzione è in primis concentrata sul concetto di memoria sia da un punto di vista umano che da un punto di vista digitale ed è obiettivo quello di far risaltare quella che è divenuta l’esigenza principale dei nostri tempi: ricordare. Se il problema primario dell’uomo è sempre stato quello di non dimenticare oggi, soprattutto grazie all’avvento di internet, il problema primario è diventato dimenticare. Dimenticare oggi è difficile. Banche dati (anche giuridiche), archivi e motori di ricerca sono i principali strumenti che rendono più difficile realizzare tale operazione. Aumentare le possibilità di ricordare è una necessità alla quale ha dovuto necessariamente dare una risposta anche la giurisprudenza. Le banche dati giuridiche, Italgiure su tutte, rappresentano gli strumenti attraverso i quali sentenze, leggi, orientamenti giurisprudenziali, vengono resi accessibili in maniera pressochè perenne anche ai profani della materia. Fondamentale, e lo si fa utilizzando quale punto di partenza la sentenza Google Spain, è anche concentrare l’attenzione su uno dei più moderni strumenti di immagazzinamento e conservazione dei dati: i motori di ricerca. Quando una persona effettua una ricerca tramite un qualsiasi motore di ricerca ottiene in cambio, nella pagina dei risultati, l’indicazione di quelle informazioni rilevanti o utili in riferimento alla parola chiave da essa inserita quale traccia per un corretto svolgimento della ricerca. Inoltre per meglio comprendere il funzionamento ed individuare alcuni aspetti fondamentali dei motori di ricerca si porta quale esempio il sito della biblioteca dell’Università. Fondamentale rilevanza in riferimento al ruolo oggi svolto dai motori di ricerca in materia di diritto all’oblio acquista la sentenza della Corte di Giustizia del 13 maggio 2014 in riferimento alla causa C 131/12 meglio conosciuta come caso Google Spain. La sentenza rappresenta la prima grande affermazione a livello europeo del diritto all’oblio inteso come diritto alla deindicizzazione o ancora meglio diritto ad ottenere la cancellazione di quei risultati di ricerca che riportano a link contenenti informazioni lesive per la nostra persona. Per meglio comprendere l’impatto della pronuncia sull’attività dei motori l’elaborato si propone anche di offrire una prospettiva che, da Google agli altri motori di ricerca, ci fa meglio comprendere come gli stessi hanno deciso di dare attuazione alla precedentemente citata pronuncia della Corte. Per meglio comprendere che cosa si intende per diritto all’oblio, ed è questo l’obiettivo del secondo capitolo della tesi, è necessario innanzitutto operare una ricognizione di quella che potremmo definire la categoria dalla quale il diritto all’oblio ha preso vita ovvero il diritto alla privacy. Al fine di raggiungere tale obiettivo il capitolo si apre con un’analisi avente ad

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gianmauro Calabrese Contatta »

Composta da 114 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 686 click dal 19/05/2017.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.